I quattro maggiori sindacati turchi hanno proclamato uno sciopero generale oggi mentre cresce la rabbia nel paese per i 282 minatori uccisi nel disastro della miniera di carbone di Soma, un bilancio provvisorio destinato certamente ad aumentare. I sindacati accusano i proprietari della miniera di aver messo a rischio le vite dei lavoratori per risparmiare sui costi e chiedono che i responsabili della tragedia paghino. “Centinaia di lavoratori sono stati lasciati morire fin dall’inizio, quando sono stati obbligati a lavorare in processi produttivi crudeli per acquisire il massimo profitto” afferma una nota congiunta delle quattro organizzazioni, che invitano i loro iscritti a vestirsi di nero. “Invitiamo la classe operaia e gli amici dei lavoratori ad essere al fianco dei nostri fratelli di Soma”.
Le proteste per la tragedia hanno attraversato il paese, dove i disastri minerari sono assai frequenti: secondo uno studio del 2010 il tasso di mortalità per incidente tra i minatori di carbone è il più alto al mondo, sette volte quello della Cina.
Ieri migliaia di dimostranti si sono scontrati con la polizia ad Ankara e Istanbul, accusando i governo e l’industria mineraria di negligenza. Ad acuire la tensione la notizia circolata ieri che solo due settimane fa il partito di governo aveva bocciato la creazione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla sicurezza delle miniere di Soma, richiesta dall’opposizione.
L’apertura di un’inchiesta penale a Soma sulle cause dell’incidente ha intensificato la pressione sul premier Recep Tayyip Erdogan. Ieri, in visita sul luogo della tragedia, Erdogan ha respinto le accuse al governo, affermando che “disastri del genere succedono” e paragonando il crollo delle gallerie di Soma ad altre tragedie minerarie, dicendo che “204 persone sono morte in Gran Bretagna nel 1862 e 361 persone nel 1864”.
Non è stato ancora possibile determinare quanti minatori siano rimasti sottoterra, intrappolati al crollo della miniera dopo una forte esplosione provocata con tutta probabilità da un corto circuito. Secondo i proprietari della miniera i dispersi sono ancora 90, ma i soccorritori sulla scena danno cifre molto più alte, sottolineando che le speranze di trovare ancora qualcuno in vita sono minime. La maggior parte delle vittime è morta per avvelenamento dia monossido di carbonio e l’incendio provocato dall’esplosione è proseguito a lungo.



























