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Home - Senato - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

27 Febbraio 2014
in Senato

59ª Seduta

 Presidenza del Presidente

SACCONI      

La seduta inizia alle ore 15.

SULLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE  

Il presidente SACCONI porge un cordiale benvenuto alla senatrice Pezzopane, entrata a far parte della Commissione in sostituzione della senatrice Gatti, che ringrazia per il prezioso e leale contributo che ha sempre offerto ai lavori della Commissione stessa.

ESAME DI ATTI PREPARATORI DELLA LEGISLAZIONE COMUNITARIA 

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad una rete europea di servizi per l’impiego, all’accesso dei lavoratori ai servizi di mobilità e ad una maggiore integrazione dei mercati del lavoro (n. COM (2014) 6 definitivo)

(Seguito e conclusione dell’esame, ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento, dell’atto comunitario sottoposto al parere motivato sulla sussidiarietà. Approvazione della risoluzione: Doc. XVIII, n. 54)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 5 febbraio.

La senatrice Rita GHEDINI (PD), nel riassumere gli esiti delle audizioni svolte sull’atto, dà conto di una sua proposta di risoluzione (testo allegato), di segno favorevole, con osservazioni, talune riferite al versante nazionale – riguardanti la necessità di risolvere il deficit di efficacia e di efficienza della rete SPI, integrando nella rete l’attività dei soggetti professionali accreditati, di evitare duplicazioni o sovrapposizioni dei sistemi informativi e di prevedere standard di valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi stessi – talaltre riguardanti invece l’Unione europea, considerato che l’atto si riferisce alla cosiddetta “fase ascendente”. In questo senso, si invita l’Unione ad assumere la previsione che considera il tirocinio alla stregua di un’attività lavorativa come strettamente finalizzata all’accesso ai servizi della rete EURES, a valutare l’opportunità di considerare offerta di lavoro anche quella relativa al lavoro in somministrazione, di chiarire la competenza concernente la traduzione in tutte le lingue delle informazioni relative alle offerte di lavoro e ai CV, a chiarire la composizione tra i livelli di coordinamento della rete EURES, a prevedere strumenti di supporto e promozione relativa alla conoscenza della rete ed a garantire il miglioramento dei servizi di assistenza e accompagnamento alla mobilità.

Il senatore PICCINELLI (FI-PdL XVII), estensore delle osservazioni sull’atto formulate dalla 14a Commissione permanente, nel ringraziare la relatrice per aver raccolto talune delle suggestioni ivi emerse, chiede che la bozza di parere venga tuttavia integrata altresì con un invito a valutare l’opportunità di prevedere specifiche norme finalizzate al coordinamento anche con soggetti privati già operanti nell’ambito dell’intermediazione del lavoro.

Il senatore BAROZZINO (Misto-SEL), pur apprezzando lo sforzo compiuto dalla relatrice, rileva che l’Europa è ancora assai lontana dal garantire una reale libertà della circolazione dei lavoratori.

Il presidente SACCONI (NCD) condivide l’osservazione del senatore Piccinelli, ritenendo che essa possa essere soddisfatta inserendo, al punto 2 riguardante le misure concernenti il livello nazionale, l’esigenza di integrare nella rete degli SPI l’attività dei soggetti professionali autorizzati. In Italia l’accreditamento è infatti effettuato in alcune regioni proprio al fine di garantire l’utilizzo dei finanziamenti pubblici e, ai fini di una reale vitalità della rete, è bene consentire la concorrenza di tutti i soggetti.

La relatrice Rita GHEDINI (PD) esprime la preoccupazione di possibili disomogeneità riguardanti l’accessibilità dei dati e gli stessi standarddi accreditamento.

Il senatore BERGER (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), rifacendosi al dibattito svoltosi nella seduta di stamani nell’ambito della 14aCommissione permanente, di cui pure è componente, pur convenendo sulla necessità della definizione di standard comuni, sottolinea l’esigenza di garantire la massima apertura possibile della rete, proprio al fine di consentirne la reale efficacia.

La relatrice Rita GHEDINI (PD) concorda quindi di accedere alle richieste di modifica suggerite, modificando conseguentemente la propria proposta di parere.

Il presidente SACCONI dà altresì notizia di una proposta di risoluzione (testo allegato al resoconto), contenente osservazioni favorevoli con rilievi, alternativa al testo proposto dalla relatrice e presentata a firma dei senatori Catalfo, Bencini, Paglini e Puglia.

Nessun altro chiedendo la parola, presente il prescritto numero di senatori, mette quindi ai voti la proposta di parere predisposta dalla relatrice, nel testo modificato, che, con l’astensione del senatore BAROZZINO (Misto-SEL), è approvata. Risulta di conseguenza preclusa la votazione sulla proposta alternativa presentata dai senatori del Movimento 5 Stelle.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

Il presidente SACCONI avverte che, compatibilmente con gli impegni del Ministro del lavoro, verrà programmata in tempi rapidi la consueta audizione sulle linee programmatiche del Dicastero. 

Avverte altresì che, come già preannunciato nella precedente seduta, nella prossima settimana si svolgerà una audizione di rappresentanti dell’ANMIL, con riferimento ai risultati di un’interessante ricerca condotta sull’esposizione delle donne agli infortuni e alle malattie professionali, anche in vista di possibili iniziative legislative sul tema. Sempre nel corso della prossima settimana si darà inizio alle audizioni informali sul disegno di legge n. 1051, come già concordato.

La senatrice MUSSOLINI (FI-PdL XVII) ricorda altresì che in una precedente riunione dell’Ufficio di Presidenza si era convenuto in ordine all’opportunità di costituire un gruppo di lavoro specificamente dedicato all’approfondimento di temi connessi al welfare. Nel sottolinearne il rilievo, ne sollecita altresì la costituzione, anche per consentire una più agevole e proficua interlocuzione con il sottosegretario cui la materia verrà delegata.

Concorda il presidente SACCONI.

La Commissione tutta prende atto favorevolmente delle proposte testé indicate.

La seduta termina alle ore 15,40.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE
SULL’ATTO COMUNITARIO N. COM (2014) 6 DEFINITIVO SOTTOPOSTO AL PARERE MOTIVATO SULLA SUSSIDIARIETA’

(Doc. XVIII, N. 54)

La Commissione lavoro, previdenza sociale,

esaminata ai sensi dell’articolo 144, comma 1, del Regolamento, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad una rete europea di servizi per l’impiego, all’accesso dei lavoratori ai servizi di mobilità e ad una maggiore integrazione dei mercati del lavoro, premesso che la proposta di Regolamento nasce dalla necessità di un ripensamento della rete EURES, partendo dalla presa d’atto delle carenze che la rete stessa ha dimostrato dalla sua istituzione ad oggi: mancanza di interoperabilità, accessibilità, completezza e sistematicità;

considerato che esso si prefigge di trasformare la rete EURES (European Employment Services) al fine di compiere ulteriori progressi verso la realizzazione di un mercato europeo del lavoro integrato, promuovendo nell’Unione una mobilità lavorativa equa, ossia che abbia luogo “su base volontaria, che rispetti il diritto e le norme in materia di lavoro nonché i diritti dei lavoratori all’interno dell’Unione”;

considerato che la proposta di regolamento rappresenta una concreta opportunità di integrazione dei mercati del lavoro in Europa, al fine di sviluppare un adeguato servizio di sostegno alle imprese e ai lavoratori per la ricerca e l’assunzione di personale e al contempo aumentare la mobilità geografica e professionale, favorendo l’inclusione sociale, nonché la piena occupazione, che è uno degli obiettivi dell’UE ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea (TUE);

preso atto che la stessa è conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

valutato che la base giuridica è correttamente individuata all’articolo 46 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);

valutata la relazione del Governo, trasmessa ai sensi dell’articolo 6, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, in cui la proposta è stata ritenuta complessivamente conforme all’interesse nazionale;

valutata altresì la posizione espressa nella relazione programmatica 2014 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, in cui il Governo ha preannunciato “un’attenzione specifica al tema della mobilità transnazionale, per sensibilizzare l’attenzione sulle opportunità che essa offre”, ed ha al contempo segnalato “difficoltà di partecipazione, prodotte in Italia dall’insufficienza delle competenze linguistiche e dall’inadeguatezza delle borse di mobilità”. Al fine di superare queste ultime, nella predetta relazione si afferma l’auspicabilità di misure che appaiono compatibili con la proposta di regolamento di cui al COM(2014) 6, ovvero: un utilizzo reale degli strumenti nazionali ed europei di validazione e certificazione delle competenze; il miglioramento della preparazione, dell’attuazione e delle attività di follow-updelle azioni di mobilità, nonché una maggiore diffusione ed utilizzo di tali azioni;

formula una risoluzione favorevole con le seguenti osservazioni:

affinché le misure contenute nella proposta dispieghino in pieno il loro effetto, è necessario,

a livello nazionale:

1)     risolvere il deficit di efficacia ed efficienza della rete dei servizi pubblici per l’impiego (SPI), garantendo servizi uniformemente diffusi e prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale, anche attraverso la definizione di livelli essenziali delle prestazioni o di funzioni minime dei servizi per l’impiego;

2)     integrare nella rete degli SPI l’attività dei soggetti professionali autorizzati o accreditati, anche espressi dalle parti sociali o organismi bilaterali, garantendo l’adozione di standard omogeneidei regolamenti di accreditamento in tutte le Regioni, al fine di rendere effettiva la nuova configurazione delle partnership prevista dalla proposta di Regolamento;

3)     garantire che l’adeguamento dei sistemi informativi ed informatici per l’adesione alla nuova rete EURES avvenga senza duplicazioni o sovrapposizioni di sistemi, strutture e banche dati;

4)     prevedere standard e obiettivi di valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi rispetto alle finalità indicate dalla proposta;

a livello dell’Unione:

1)     assumere la previsione espressa all’articolo 2, lettera c), della proposta, che considera il tirocinio “alla stregua di un’attività lavorativa”, come strettamente finalizzata all’accesso ai servizi della rete EURES;

2)     valutare l’opportunità di considerare quale “offerta di lavoro” anche l’offerta di lavoro in somministrazione ai sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche e integrazioni;

3)     chiarire in riferimento all’articolo 16, relativo alla “messa in contatto automatizzata attraverso la piattaforma informatica comune”, a chi competa l’onere di traduzione in tutte le lingue delle informazioni relative alle offerte di lavoro e ai curricula vitae;

4)     chiarire la composizione e l’eventuale interazione tra i livelli di coordinamento della rete EURES previsti agli articoli 11 e 34 della proposta, evitando, anche in quest’ambito, sovrapposizioni e duplicazioni;

5)     prevedere, in rapporto con gli Stati membri, strumenti di supporto alla promozione della conoscenza relativa ai servizi della rete EURES;

6)     garantire il miglioramento dei servizi di assistenza e accompagnamento alla mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo anche l’effettività dell’accesso per le categorie svantaggiate ai sensi del Regolamento (CE) N. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008.

 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE
SULL’ATTO COMUNITARIO N. COM (2014) 6 DEFINITIVO SOTTOPOSTO AL PARERE MOTIVATO SULLA SUSSIDIARIETA’

La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminata ai sensi dell’articolo 144, comma 1, del Regolamento, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad una rete europea di servizi per l’impiego, all’accesso dei lavoratori ai servizi di mobilità e ad una maggiore integrazione dei mercati del lavoro, premesso che la proposta di Regolamento nasce dalla necessità di un ripensamento della rete EURES, partendo dalla presa d’atto delle carenze che la rete stessa ha dimostrato dalla sua istituzione ad oggi: mancanza di interoperabilità, accessibilità, completezza e sistematicità;

considerato che esso si prefigge di trasformare la rete EURES (European Employment Services) al fine di compiere ulteriori progressi verso la realizzazione di un mercato europeo del lavoro integrato, promuovendo nell’Unione una mobilità lavorativa equa, ossia che abbia luogo “su base volontaria, che rispetti il diritto e le norme in materia di lavoro nonché i diritti dei lavoratori all’interno dell’Unione”;

considerato che la proposta di regolamento rappresenta una concreta opportunità di integrazione dei mercati del lavoro in Europa, al fine di sviluppare un adeguato servizio di sostegno alle imprese e ai lavoratori per la ricerca e l’assunzione di personale e al contempo aumentare la mobilità geografica e professionale, favorendo l’inclusione sociale, nonché la piena occupazione, che è uno degli obiettivi dell’UE ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea (TUE);

preso atto che la stessa è conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

valutato che la base giuridica è correttamente individuata all’articolo 46 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);

valutata la relazione del Governo, trasmessa ai sensi dell’articolo 6, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, in cui la proposta è stata ritenuta complessivamente conforme all’interesse nazionale;

valutata altresì la posizione espressa nella relazione programmatica 2014 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, in cui il Governo ha preannunciato “un’attenzione specifica al tema della mobilità transnazionale, per sensibilizzare l’attenzione sulle opportunità che essa offre”, ed ha al contempo segnalato “difficoltà di partecipazione, prodotte in Italia dall’insufficienza delle competenze linguistiche e dall’inadeguatezza delle borse di mobilità”. Al fine di superare queste ultime, nella predetta relazione si afferma l’auspicabilità di misure che appaiono compatibili con la proposta di regolamento di cui al COM(2014) 6, ovvero: un utilizzo reale degli strumenti nazionali ed europei di validazione e certificazione delle competenze; il miglioramento della preparazione, dell’attuazione e delle attività di follow-updelle azioni di mobilità, nonché una maggiore diffusione ed utilizzo di tali azioni;

formula una risoluzione favorevole con le seguenti osservazioni:

affinché le misure contenute nella proposta dispieghino in pieno il loro effetto, è necessario,

a livello nazionale:

1)  risolvere il deficit di efficacia ed efficienza della rete dei servizi pubblici per l’impiego (SPI), garantendo servizi uniformemente diffusi e prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale, anche attraverso la definizione di livelli essenziali delle prestazioni o di funzioni minime dei servizi per l’impiego;

2)  integrare nella rete degli SPI l’attività dei soggetti professionali accreditati, anche espressi dalle parti sociali o organismi bilaterali, garantendo l’adozione dei regolamenti di accreditamento in tutte le Regioni, al fine di rendere effettiva la nuova configurazione dellepartnership prevista dalla proposta di Regolamento;

3)  garantire che l’adeguamento dei sistemi informativi ed informatici per l’adesione alla nuova rete EURES avvenga senza duplicazioni o sovrapposizioni di sistemi, strutture e banche dati;

4)  prevedere standard e obiettivi di valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi rispetto alle finalità indicate dalla proposta;

a livello dell’Unione:

1)  assumere la previsione espressa all’articolo 2, lettera c), della proposta, che considera il tirocinio “alla stregua di un’attività lavorativa”, come strettamente finalizzata all’accesso ai servizi della rete EURES;

2)  valutare l’opportunità di considerare quale “offerta di lavoro” anche l’offerta di lavoro in somministrazione ai sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche e integrazioni;

3)  chiarire in riferimento all’articolo 16, relativo alla “messa in contatto automatizzata attraverso la piattaforma informatica comune”, a chi competa l’onere di traduzione in tutte le lingue delle informazioni relative alle offerte di lavoro e ai curricula vitae;

4)  chiarire la composizione e l’eventuale interazione tra i livelli di coordinamento della rete EURES previsti agli articoli 11 e 34 della proposta, evitando, anche in quest’ambito, sovrapposizioni e duplicazioni;

5)  prevedere, in rapporto con gli Stati membri, strumenti di supporto alla promozione della conoscenza relativa ai servizi della rete EURES;

6)  garantire il miglioramento dei servizi di assistenza e accompagnamento alla mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo anche l’effettività dell’accesso per le categorie svantaggiate ai sensi del Regolamento (CE) N. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008.

SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAI SENATORI CATALFO, BENCINI, PAGLINI E PUGLIA SULL’ATTO COMUNITARIO N. COM (2014) 6 DEFINITIVO SOTTOPOSTO AL PARERE MOTIVATO SULLA SUSSIDIARIETA’

La Commissione 11a del Senato,

esaminata ai sensi dell’articolo 144, comma 1, del Regolamento, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad una rete europea di servizi per l’impiego, all’accesso dei lavoratori ai servizi di mobilità e ad una maggiore integrazione dei mercati del lavoro, premesso che:

la proposta di Regolamento nasce dalla necessità di un ripensamento della rete EURES, partendo dalla presa d’atto delle carenze che la rete stessa ha dimostrato dalla sua istituzione ad oggi: mancanza di interoperabilità, accessibilità, completezza e sistematicità;

considerato che:

esso si prefigge di trasformare la rete EURES (European Employment Services) al fine di compiere ulteriori progressi verso la realizzazione di un mercato europeo del lavoro integrato, promuovendo nell’Unione una mobilità lavorativa equa, ossia che abbia luogo “su base volontaria, che rispetti il diritto e le norme in materia di lavoro nonché i diritti dei lavoratori all’interno dell’Unione”;

la proposta di regolamento vuole rappresentare uno strumento di integrazione dei mercati del lavoro in Europa, al fine di sviluppare un adeguato servizio di sostegno alle imprese e ai lavoratori per la ricerca e l’assunzione di personale e al contempo aumentare la mobilità geografica e professionale, favorendo l’inclusione sociale, nonché la piena occupazione, che è uno degli obiettivi dell’UE ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea (TUE);

nella relazione programmatica 2014 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, il precedente Governo rilevava la necessità di “un’attenzione specifica al tema della mobilità transnazionale, per sensibilizzare l’attenzione sulle opportunità che essa offre”, ed al contempo segnalava “difficoltà di partecipazione, prodotte in Italia dall’insufficienza delle competenze linguistiche e dall’inadeguatezza delle borse di mobilità”;

a livello nazionale, malgrado le azioni già compiute dal ministro Giovannini allo scopo di pervenire all’implementazione di una rete unica per la gestione dell’incrocio della domanda e dell’offerta di lavoro, come ad esempio le disposizioni di cui all’articolo 8 del decreto legge 76/2013, la attuale frammentazione della gestione delle politiche attive del lavoro non consente di disporre di una solida base per il raccordo alla rete europea;

tale situazione contribuisce ulteriormente a favorire una mobilità a senso unico di lavoratori italiani, spesso altamente qualificati, verso l’estero e di contro a impedire l’importazione di manodopera di pari livello verso l’Italia;

formula, per quanto di competenza, una risoluzione favorevole con le seguenti osservazioni:

affinché le misure contenute nella proposta dispieghino il loro effetto, è necessario,

a livello nazionale:

1)     risolvere il deficit di efficacia ed efficienza della rete dei servizi pubblici per l’impiego (SPI), garantendo servizi uniformemente diffusi e prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale, anche attraverso la definizione di livelli essenziali delle prestazioni o di funzioni minime dei servizi per l’impiego;

2)     garantire che l’adeguamento dei sistemi informativi ed informatici per l’adesione alla nuova rete EURES avvenga senza duplicazioni o sovrapposizioni di sistemi, strutture e banche dati;

3)     prevedere standard e obiettivi di valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi rispetto alle finalità indicate dalla proposta;

a livello dell’Unione europea:

1) assumere la previsione espressa all’articolo 2, lettera c), della proposta, che considera il tirocinio “alla stregua di un’attività lavorativa”, come strettamente finalizzata all’accesso ai servizi della rete EURES;

2) chiarire in riferimento all’articolo 16, relativo alla “messa in contatto automatizzata attraverso la piattaforma informatica comune”, a chi competa l’onere di traduzione in tutte le lingue delle informazioni relative alle offerte di lavoro e ai curricula vitae;

3) chiarire la composizione e l’eventuale interazione tra i livelli di coordinamento della rete EURES previsti agli articoli 11 e 34 della proposta, evitando, anche in quest’ambito, sovrapposizioni e duplicazioni;

4) prevedere, in rapporto con gli Stati membri, strumenti di supporto alla promozione della conoscenza relativa ai servizi della rete EURES;

5) garantire il miglioramento dei servizi di assistenza e accompagnamento alla mobilità delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo anche l’effettività dell’accesso per le categorie svantaggiate ai sensi del Regolamento (CE) N. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008.

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