“In assenza di un miglioramento, al punto che sia minacciato il ritorno di un’inflazione sostenibile ai livelli desiderati, sarà necessario un ulteriore stimolo. Ulteriori tagli dei tassi e misure per mitigare qualsiasi effetto collaterale continuano a far parte degli strumenti a nostra disposizione”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in un discorso pronunciato al Ecb Forum in corso a Sintra. Inoltre, secondo Draghi, “il programma di acquisto di asset (il quantitative easing, ndr) ha ancora uno spazio considerevole”.
“Nelle prossime settimane, il Consiglio direttivo delibererà su come i nostri strumenti possono essere adattati in funzione della gravità del rischio per la stabilità dei prezzi”, ha spiegato Draghi, dimostrando, una volta di più, di voler mantenere il controllo della situazione fino all’ultimo giorno utile del suo mandato.
L’annuncio del presidente della Bce ha avuto un impatto immediato sull’euro, sullo spread e sulle Borse europee: i primi sono scesi, le seconde hanno festeggiato impennandosi.
Ed è proprio la discesa dell’euro rispetto al dollaro che ha fatto infuriare il presidente Usa Donald Trump, che ha manifestato il suo disappunto attraverso il suo strumento preferito, Twitter. “Mario Draghi – è il testo twittato da Trump- ha appena annunciato che potrebbero esserci più stimoli e questo ha subito fatto scendere l’euro contro il dollaro, rendendo ingiustamente più facile, per loro, competere con gli Stati Uniti. La stanno passando liscia da anni, insieme alla Cina e altri”. Il presidente Usa, in pratica, accusa l’Eurozona di usare metodi sleali per competere con l’economia degli Stati Uniti.























