“È sbagliato oltre che rischioso continuare a vantarsi di segnali che dovrebbero allarmare. L’augurio è che prima o poi il governo voglia interpretarli correttamente, al fine di affrontare questioni non più rinviabili”.
Così il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti, commenta le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sui dati odierni dell’Inps che parlano di “aumento dei contratti a tempo indeterminato, ma tali non sono, considerata la libertà di licenziamento; di assunzioni avvenute attraverso gli sgravi contributivi pari al 61 per cento del totale; del più del 41% di assunzioni cosiddette ‘fisse’ attraverso il part-time e del boom dei voucher”.
“Ancora una volta dobbiamo sottolineare – aggiunge Bitti – che si tratta di risultati dovuti alla decontribuzione a pioggia e alla deregolamentazione normativa, di conseguenza sono difficili da replicare anche per l’anno in corso vista la totale assenza di politiche industriali”.
Per Bitti “i nodi ancora da risolvere sono tanti e allarmanti: aumento del gap fra centro-nord e Mezzogiorno, con Sicilia, Puglia e Calabria in coda alle assunzioni; il progressivo e costante crollo dell’apprendistato, sempre meno utilizzato dalle aziende; la crescita del part time involontario, che ha effetti negativi sul reddito presente e sulla pensione futura; l’estensione incontrollata dei voucher, in assenza di specifiche tutele, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. È da irresponsabili – conclude – cantare vittoria”.



























