In passato, soprattutto con Tangentopoli, per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ci fu una sostituzione della rappresentanza sociale perché c’era una effettiva difficoltà della politica. “Ma ora i sindacati, sottolinea il segretario concludendo i lavori del 17esimo congresso a Rimini, tantomeno la Cgil, non si sentono un “governo ombra”, anche se la loro voce deve essere ascoltata”.
Per leader della Cgil, più che pensare alle primarie per scegliere il leader della Cgil, (riferendosi alla proposta del numero uno della Fiom, Maurizio Landini) bisogna “pensare a una riduzione del ruolo del segretario generale a una dimensione più collettiva”.
Rispondendo all’analisi mossa da Landini, in tema di pensioni e alle critiche del capo delle tute blu della confederazione a Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, la Camusso mette in luce il ruolo chiave nelle vertenze dell’azione collettiva delle confederazioni : “Si può pensare di Cisl e Uil tante cose e so il nostro pensiero e quanto brucino le ferite aperte. Ma qualcuno davvero pensa che si può fare una vertenza da soli senza subire una straordinaria sconfitta”.
“A chi ha devastato il sistema pensionistico, sottolinea la Camusso, bisogna dire che il sistema nuovo non determina una prospettiva per i giovani e anche per chi non è più giovanissimo. Bisogna immaginare una nostra vertenza e una piattaforma sulle pensioni: dare a tutti una prospettiva di pensione che gli permetta di vivere decentemente”.




























