Tre giorni di chiusura, fino a oggi, per il Colosseo in segno di lutto per la morte di Andrea Moretti, l’operaio ventiduenne precipitato durante i lavori di rifacimento del parco luci del monumento.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrerà questo pomeriggio alle 16 i dipendenti del Parco Archeologico per “verificare se le loro condizioni psicologiche siano confacenti alla riapertura”. Esclusi i sindacati, che chiedono al ministro un confronto prima di tutto con loro e convocano un’assemblea di tutti i lavoratori del sito per lunedì 28 settembre.
“Sapevamo già dell’incontro previsto per domani (oggi, ndr) tra il Ministro Giuli e i lavoratori, ed è proprio per questo che abbiamo convocato con determinazione l’assemblea di tutto il sito per lunedì prossimo”, fa sapere la Cgil Roma e Lazio. “Ribadiamo con forza al Ministro che il confronto deve avvenire ufficialmente con le organizzazioni sindacali per affrontare in modo strutturato e risolutivo i temi della sicurezza, della tutela del lavoro e della gestione degli appalti”.
L’assemblea sarà aperta sia al personale diretto del Ministero sia ai lavoratori impiegati nella filiera degli appalti e dei subappalti “per condividere il percorso di mobilitazione. Dobbiamo unire le forze per mettere al centro la sicurezza di chi lavora nel patrimonio culturale”. Il confronto con il ministro Giuli “deve avvenire ufficialmente”, ribadiscono i sindacati.
Sul fronte giudiziario, intanto, la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati le prime persone nell’inchiesta sulla morte del giovane operaio. Sarebbero sette, secondo quanto si apprende, gli indagati per omicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. L’iscrizione, in questa fase, è legata anche alla necessità di garantire agli indagati la possibilità di partecipare agli accertamenti irripetibili. Lunedì sarà infatti conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo di Moretti.
Gli inquirenti stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente e verificando eventuali violazioni delle norme sulla sicurezza, anche per individuare le responsabilità lungo la catena degli affidamenti. Nel mirino della Procura è quindi finita anche la documentazione relativa all’appalto e alle società coinvolte nei lavori per la nuova illuminazione del Colosseo, compresa quella che operava in subappalto.
Tra gli aspetti ancora da chiarire c’è anche quello relativo all’imbracatura del giovane, un operaio “rocciatore” specializzato nei lavori in quota: nelle prime ore dell’indagine era emersa l’ipotesi che non fosse agganciata alla fune di sicurezza. Un elemento che dovrà essere verificato dagli accertamenti.
Gli inquirenti non escludono al momento alcuna ipotesi, compresa quella di una scarsa illuminazione o dell’errore umano. Saranno analizzate anche le immagini delle telecamere e l’attrezzatura utilizzata dal 22enne. Lunedì è inoltre previsto il conferimento dell’incarico per l’autopsia, che sarà eseguita dall’Istituto di Medicina legale della Sapienza.
























