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Il Diario del Lavoro

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

2 Luglio 2014
in Camera

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 3 luglio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.

La seduta comincia alle 12.25.

 

DL 90/2014: Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. 

C. 2486 Governo. 

(Parere alla I Commissione). 

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.  

Cesare DAMIANO, presidente90 del 2014, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale, assegnato in sede referente alla I Commissione, reca numerose disposizioni incidenti su materie che rientrano tra le competenze della Commissione 2486, di conversione del decreto-legge n. , ricorda che nella seduta di ieri, i deputati dei diversi gruppi intervenuti hanno evidenziato come il disegno di legge n. Lavoro. Rileva che, secondo quanto rappresentato nella medesima seduta, non sarebbe ritenuta sufficiente l’assegnazione del disegno di legge in sede consultiva, ancorché il parere della Commissione lavoro abbia carattere «rinforzato», ai sensi dell’articolo 73, comma 1-bis, e dell’articolo 75 del Regolamento.

Marialuisa GNECCHI (PD), pur facendo notare che il provvedimento, assegnato alla I Commissione, incide in modo assai significativo anche su materie di competenza della II e della XI Commissione, osserva che i tempi a disposizione sono molto ristretti, sussistendo l’esigenza di garantire una conversione del decreto prima della prevista pausa per i lavori estivi. Nel far presente che la II Commissione non ha elevato alcun conflitto, fa notare, d’altro canto, che una eventuale assegnazione del provvedimento alle Commissioni riunite I e XI, a suo avviso, non determinerebbe significativi ritardi nell’esame, dal momento che tutti i deputati, in caso di nuova assegnazione, si impegnerebbero a concludere l’iternei tempi necessari. Osserva, tuttavia, che sarebbe opportuno disporre di un ulteriore margine temporale per svolgere altri approfondimenti sulla questione, al fine di poter deliberare sul punto con maggiore consapevolezza.

Walter RIZZETTO (M5S) chiede al deputato Gnecchi di esplicitare la posizione del suo gruppo, chiarendo se sia a favore o meno della deliberazione del conflitto di competenza.

Cesare DAMIANO, presidente, fa notare che nella precedente seduta i gruppi hanno manifestato le proprie posizioni e che pertanto in questa sede si è stabilito di discutere dell’elevazione di un conflitto di competenza.

Marialuisa GNECCHI (PD), intervenendo per una precisazione, sottolinea che con il suo intervento intendeva semplicemente chiedere di rinviare di poche ore la deliberazione sull’elevazione del conflitto, in ragione dell’esigenza di acquisire maggiori elementi circa l’effettiva utilità ed efficacia dell’iniziativa della Commissione.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) osserva, anzitutto, che le difficoltà di inquadrare con nettezza gli ambiti di competenza delle diverse Commissioni derivano dal malcostume del Governo – più volte stigmatizzato anche dal Presidente della Repubblica – di fare ricorso a decreti omnibus, che finiscono per determinare assegnazioni controverse. Soffermandosi poi sulle considerazioni svolte dal deputato Gnecchi, osserva che l’eventuale esame del provvedimento da parte delle Commissioni riunite I e XI non determinerebbe alcun aggravio procedurale o temporale, dal momento che le tempistiche dell’esame in Commissione sono di fatto condizionate dalla data di iscrizione del provvedimento nel calendario dell’Assemblea, che è già stata concordata in sede di Conferenza dei presidenti dei gruppi. Ritiene opportuno, pertanto, che si proceda da subito alla deliberazione sull’elevazione del conflitto di competenza.

Sergio PIZZOLANTE (NCD) si associa alla richiesta del deputato Gnecchi di disporre di più tempo, rinviando la deliberazione sul conflitto nel pomeriggio, al fine di assumere una decisione più ponderata.

Cesare DAMIANO, presidente, alla luce del dibattito svoltosi, rinvia la deliberazione sul conflitto di competenza alla seduta già convocata per le ore 14, al fine di consentire ai gruppi di approfondire la questione.

 

Soppressione della società Equitalia Spa e trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all’Agenzia delle entrate, nonché determinazione del limite massimo degli oneri a carico dei contribuenti nei procedimenti di riscossione. 

C. 2299 Cancelleri. 

(Parere alla VI Commissione). 

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.  

Marco MICCOLI (PD), relatore, osserva che la proposta di legge in esame, all’articolo 1, prevede la soppressione della società Equitalia Spa a decorrere dal 1o gennaio 2015 e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate, esercitate, concretamente, dalla Direzione centrale per la riscossione, appositamente istituita, la quale subentra integralmente nei diritti e negli oneri relativi all’esercizio delle funzioni di riscossione della società Equitalia S.p.A. e delle società pubbliche ad essa collegate. Rileva, quindi, che l’articolo 2 stabilisce che gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino alla data di entrata in vigore della legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali è stata pronunciata una sentenza passata in giudicato avente ad oggetto i reati di natura fiscale, sono estinti e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla misura del tasso Euribor a dodici mesi da applicare sulla base delle modalità e dei criteri da stabilire con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. 

Rileva che l’articolo 3 reca disposizioni in materia di assunzioni presso l’Agenzia delle entrate – Direzione centrale per la riscossione, prevedendo una riserva pari al 50 per cento delle assunzioni per il personale impiegato presso la società Equitalia S.p.A. e delle società ad essa collegate. Fa presente che l’articolo 4 reca le disposizioni finali, prevedendo che il capitale sociale della società Equitalia S.p.A. e delle società ad essa collegate è versato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.   

Rilevato, in conclusione, che la Commissione in sede referente sembra intenzionata a deliberare il mandato a riferire in Assemblea in senso contrario al provvedimento, sottolinea i rischi delle ricadute occupazionali – con circa 8 mila lavoratori coinvolti – che potrebbe determinare la soppressione di Equitalia. Formula, infine, una proposta di parere contrario, di cui dà lettura.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) chiede al relatore se non sia più opportuno formulare una proposta di parere favorevole che rechi una condizione tesa ad evidenziare l’esigenza di salvaguardare i lavoratori coinvolti, garantendone la riassunzione.

Davide TRIPIEDI (M5S) chiede alla presidenza di valutare un rinvio della deliberazione di competenza nella seduta pomeridiana della Commissione, al fine di consentire ai gruppi di svolgere ulteriori accertamenti.

Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che non sussistono margini per un rinvio considerata la ristrettezza dei tempi di esame in sede referente, la cui conclusione è imminente.

Marco MICCOLI (PD), relatore, in risposta alle considerazioni del deputato Fedriga, non ritiene opportuno creare aspettative nei lavoratori assumendo impegni di cui, allo stato, non appare possibile garantire l’attuazione. Raccomanda, in conclusione, l’approvazione della sua proposta di parere contrario.

Davide BARUFFI (PD), intervenendo sull’ordine dei lavori, ritiene che vi sia stata un’improvvisa accelerazione dell’iterin sede referente, che giudica inaccettabile e contraria ai principi di correttezza tra organi parlamentari, che ha impedito di fatto alla Commissione convocata in sede consultiva di esprimersi in tempi congrui sulla proposta di legge C. 2299. Chiede alla presidenza di farsi carico di rappresentare nelle sedi opportune i disagi arrecati da un’organizzazione dei lavori parlamentari spesso caotica e frenetica.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere contrario del relatore.  

Cesare DAMIANO, presidente, assicura che si farà carico delle questioni poste dal deputato Baruffi.

 

Disposizioni in materia di agricoltura sociale. 

Nuovo testo unificato C. 303 Fiorio, C. 760 Russo, C. 903 Bordo, C. 1019 Zaccagnini e C. 1020 Schullian. 

(Parere alla XIII Commissione).

(Esame e conclusione – Parere favorevole con condizione).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 2 luglio 2014.  

Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella precedente seduta si è svolto l’intervento introduttivo della relatrice, che ha formulato una proposta di parere favorevole, pur riservandosi di svolgere con i gruppi un adeguato approfondimento di merito. Ricorda altresì che in quella occasione il gruppo del M5S ha preannunciato la presentazione di una proposta alternativa di parere favorevole con condizioni.

Chiara GRIBAUDO (PD), relatore, presenta una proposta di parere con una condizione (vedi allegato 2), che intende tener conto anche degli elementi contenuti nella proposta alternativa presentata dal gruppo del M5S.

Gessica ROSTELLATO (M5S), pur valutando positivamente il richiamo operato all’esigenza di individuare in modo più puntuale le procedure per il riconoscimento degli operatori e per il monitoraggio e la valutazione dei servizi e delle prestazioni, avrebbe auspicato l’inserimento nella proposta di parere di un riferimento alla necessità di escludere le cooperative sociali dai soggetti abilitati ad esercitare le attività agri-sociali. Per tale ragione, dichiara che il suo gruppo si asterrà sulla proposta di parere del relatore, raccomandando l’approvazione delle propria proposta alternativa di parere.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, avverte che sarà ora posta in votazione la proposta di parere del relatore; in caso di sua approvazione, la proposta alternativa dei deputati Rostellato ed altri si intenderà preclusa e non sarà, pertanto, posta in votazione.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore, risultando conseguentemente preclusa la proposta alternativa di parere dei deputati Rostellato ed altri.  

La seduta termina alle 12.55.

 

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 3 luglio 2014. – Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.

La seduta comincia alle 14.40.

DL 90/2014: Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. 

C. 2486 Governo. 

(Parere alla I Commissione). 

(Seguito dell’esame – Deliberazione di un conflitto di competenza).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento rinviato nella seduta antimeridiana.  

Marialuisa GNECCHI (PD), a seguito di un ulteriore approfondimento, dichiara, anche a nome del suo gruppo, di condividere l’iniziativa volta a richiedere l’assegnazione del provvedimento in oggetto alle Commissioni riunite I e XI, considerate le numerose disposizioni in materia di lavoro pubblico contenute nel provvedimento. Fa presente che le perplessità circa la corretta assegnazione del provvedimento derivavano, oltre che da esigenze di tempestività dell’esame, anche dalla presenza di numerose norme rientranti nell’ambito di interesse della II Commissione. Osserva che il suo gruppo, a fronte di una esplicita presa di posizione degli altri gruppi, non può far altro che associarsi, pur facendo notare che la previsione di un parere rafforzato rappresenti un elemento di garanzia per la Commissione, che avrà di far sentire la propria voce. Dichiara che il suo gruppo, in ogni caso, accetterà con serenità le decisioni che saranno assunte dalla Presidenza della Camera.

Cesare DAMIANO, presidente2486 del Governo sia assegnato, in sede referente, alle Commissioni riunite I e XI. , nessun altro chiedendo di intervenire, preso atto dell’unanime orientamento emerso in seno alla Commissione, propone pertanto di deliberare, ai sensi dell’articolo 72, comma 4, del Regolamento, l’elevazione di un conflitto di competenza affinché il disegno di legge n.

La Commissione approva la proposta di deliberazione.  

La seduta termina alle 14.50.

 

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 3 luglio 2014.

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.50 alle 15.  

 

INTERROGAZIONI

Giovedì 3 luglio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.

La seduta comincia alle 15.

92 del 2012 in materia di ASpI. 5-02011 Rostellato ed altri: Applicazione delle disposizioni della legge n.

Il sottosegretario Teresa BELLANOVA risponde all’interrogazione nei termini riportati in allegato.

Gessica ROSTELLATO (M5S) si dichiara non soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo, dal momento che non mette in discussione la normativa vigente, che, essendo poco chiara e mal scritta, favorisce interpretazioni restrittive da parte dell’INPS. Giudica, in particolare, illogico imporre alle imprese il pagamento del ticket di licenziamento nei casi in cui l’interruzione del rapporto di lavoro non comporti effettivamente diritto all’ASpI, ritenendo eccessivo altresì prevederne il versamento per intero in caso di rapporto part time. Auspica, in conclusione, che il Governo, nel silenzio della norma, assuma iniziative normative per fare chiarezza sulla questione, al fine di evitare di generare costi inutili e ingiusti a carico delle imprese.

Cesare DAMIANO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.

La seduta termina alle 15.10.

 

RISOLUZIONI

Giovedì 3 luglio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.

 

La seduta comincia alle 15.10.

7-00399 Rostellato ed altri: Incentivi per l’assunzione di lavoratori provenienti dalla cosiddetta «piccola mobilità». 

(Discussione e rinvio).

La Commissione inizia la discussione della risoluzione in titolo.  

Cesare DAMIANO, presidente, avverte che nella seduta odierna avrà luogo l’illustrazione della risoluzione in titolo, mentre l’orientamento del Governo – secondo le intese intercorse per le vie brevi – sarà acquisito in una successiva seduta, da convocare in base alle determinazioni che verranno assunte nell’ambito di una prossima riunione dell’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.

Gessica ROSTELLATO (M5S) 148, convertito dalla legge 19 illustra la sua risoluzione, osservando che il comma 4 dell’articolo 1 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 2-00571, ha interpellato il Presidente del Consiglio dei ministri sul caso descritto, ma la risposta resa dal Sottosegretario Ivan Scalfarotto non è stata soddisfacente in quanto nessuna soluzione è stata presa in considerazione per le aziende che comunque dovranno comunque restituire i benefìci connessi alle assunzioni effettuate. Fa notare, inoltre, che se gli imprenditori non saranno in grado di restituire le somme, si creerà un circolo vizioso che potrebbe portare alla chiusura delle aziende, al licenziamento di molti dipendenti, se non al suicidio degli stessi imprenditori. Inoltre, osserva che, se gli avvisi partiranno il 15 settembre 2014 e le aziende non avranno disponibilità per pagarli, otterranno il DURC irregolare con danni rovinosi. Chiede al Governo di intervenire urgentemente nella ricerca delle coperture, provvedendo nel primo atto normativo utile, al fine di evitare che le aziende che hanno usufruito delle agevolazioni debbano restituire i benefici di cui hanno goduto. Nel caso in cui non venisse rispettata la data di cui sopra, e venissero quindi emessi gli avvisi di pagamento da parte dell’INPS, chiede al Governo di impegnarsi ad assumere iniziative presso le autorità competenti al fine di considerare comunque le aziende in regola ai fini del rilascio del DURC, qualora non sussistano inadempienze diverse rispetto a quelle derivanti dalla mancata restituzione delle agevolazioni previste per l’assunzione di lavoratori provenienti dalla cosiddetta «piccola mobilità». 223. Tale operazione consentiva alle aziende di usufruire di alcune agevolazioni connesse all’instaurazione di rapporti di lavoro con i soggetti iscritti nella cosiddetta «piccola mobilità». La disposizione in questione era stata più volte prorogata, sino alla legge 92 del 2012 la cosiddetta «legge Fornero» con la quale si è eliminata la possibilità per i lavoratori licenziati di iscriversi alle liste della «piccola mobilità». Fa presente che nel vuoto normativo che si è in tal modo venuto a creare, l’INPS ha fornito interpretazioni restrittive – suscettibili di dar luogo ad un lungo contenzioso – che danneggiano le imprese, mettendo in discussione gli incentivi addirittura per le assunzioni di lavoratori in «piccola mobilità» effettuate nel 2011 e nel 2012. Osserva, infatti, che l’INPS ha informato che a far data del 15 settembre 2014 verranno emesse le note di rettifica ai fini del recupero delle agevolazioni previste per chi ha assunto nel 2012 lavoratori provenienti dalla cosiddetta «piccola mobilità». Fa presente che con interpellanza n. 236, aveva consentito l’iscrizione nelle liste di mobilità dei lavoratori licenziati dalle imprese, anche artigiane o cooperative di produzione e lavoro, che occupano meno di 16 dipendenti, per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro nonché dei lavoratori licenziati per riduzione di personale che non fruiscano dell’indennità di mobilità, prevista dall’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. luglio 1993, n.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.

SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 2 luglio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 14.45.
Sui lavori della Commissione.

Renata POLVERINI (FI-PdL) 102 del 2013 – affinché venga posto riparo a quello che appare, a suo avviso, un palese errore in fase di assegnazione del provvedimento. 90 del 2014, che, a suo avviso, appare ingiustificata, considerati i molteplici aspetti di lavoro pubblico recati dal provvedimento in questione. Fa presente, in particolare, che il decreto-legge interviene diffusamente su materie riguardanti il trattamento normativo dei dipendenti, intromettendosi in un ambito di competenza demandato alla disciplina contrattuale. Nel sottolineare l’esigenza di una riflessione seria ed approfondita su questi temi, invita pertanto il presidente a farsi carico di un’iniziativa tesa a salvaguardare le prerogative della Commissione, che ritiene sia stata espropriata del suo ruolo – come accaduto, peraltro, anche quando si è trattato di esaminare il decreto-legge n. 2486, di conversione in legge del decreto-legge n. esprime il proprio disappunto per la mancata assegnazione in sede referente alla XI Commissione del disegno di legge n.

Giorgio AIRAUDO (SEL) 90 del 2014 contiene diverse norme di diretta competenza della XI Commissione che legittimerebbero quantomeno un’assegnazione alle Commissioni si associa alla richiesta testé formulata, facendo presente che il decreto-legge n. riunite I e XI. Ritiene, quindi, opportuna un’iniziativa che si faccia carico di tale esigenza, considerato che è in gioco il destino di tanti lavoratori del settore pubblico, soprattutto quelli più deboli, che non riescono ad ottenere correzioni in sede governativa, come avviene, invece, per le categorie più influenti.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) 90 del 2014 incide in modo diretto su materie di competenza della XI Commissione, richiedendo una trattazione da parte delle Commissioni riunite I e XI. Sottolinea, peraltro, che il provvedimento in questione interviene in materie che dovrebbero formare oggetto di concertazione sindacale. condivide le considerazioni testé svolte, facendo notare che decreto-legge n.

Tiziana CIPRINI (M5S) concorda con l’esigenza prospettata dai deputati intervenuti, chiedendosi se esista una precisa volontà politica tesa ad escludere l’XI Commissione dalla trattazione delle tematiche del lavoro pubblico, rilevando come non sia la prima volta che a tale Commissione viene impedito di trattare tali argomenti.

Luisella ALBANELLA (PD) chiede al presidente di valutare una breve sospensione dei lavori per consentire un approfondimento delle questioni sollevate.

Cesare DAMIANO, presidente, preso atto della richiesta formulata dal deputato Albanella, sospende brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle 14.55, riprende alle 15.05.

Marialuisa GNECCHI (PD)90 del 2014, tenuto conto che tale provvedimento appare suscettibile di incidere significativamente in materie di lavoro pubblico. Si dichiara consapevole della circostanza che il provvedimento incide in modo assai significativo anche su materie di competenza della II Commissione, ritenendo tuttavia che non possa disconoscersi il peso delle norme di competenza della Commissione lavoro. Ricorda, peraltro, che in questa legislatura provvedimenti di analogo tenore sono stati assegnati alle Commissioni riunite I e XI. , intervenendo a norme del suo gruppo, condivide l’esigenza di valutare se vi siano i margini per un’assegnazione anche alla Commissione XI del decreto-legge n.

Sergio PIZZOLANTE (NCD) si dichiara a favore di un’iniziativa volta a far rispettare gli ambiti di competenza della XI Commissione relativamente ad un provvedimento complesso che incide pesantemente in materie di lavoro pubblico.

Cesare DAMIANO, presidente, alla luce dell’orientamento manifestato dai gruppi, fa presente che l’unico strumento che la Commissione ha a disposizione per modificare l’attuale assegnazione – che prevede, allo stato, per la XI Commissione un esame in sede consultiva ex articolo 73, comma 1-bis 90 del 2014, la Commissione sia chiamata a pronunciarsi su tale questione. e 75 del Regolamento, relativamente alle disposizioni in materia previdenziale, – è rappresentato dall’elevazione di un conflitto di competenza, per il quale appare necessaria una deliberazione, in sede plenaria, della Commissione nell’ambito della medesima sede consultiva. Propone, quindi, che nella giornata di domani, nella quale è previsto l’esame in sede consultiva del decreto-legge n.

La Commissione concorda.  

DL 83/2014: Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo. 
C. 2426 Governo.
 
(Parere alle Commissioni riunite VII e X). 
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 1o luglio 2014.

Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella seduta del 1o luglio 2014 si era concordato di rinviare la deliberazione di competenza sul provvedimento in oggetto in attesa di conoscere gli esiti dell’esame degli emendamenti nell’ambito della sede referente. Comunica che, nel frattempo, le Commissioni di merito hanno trasmesso il testo del provvedimento in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati. Chiede quindi al relatore di illustrare le modifiche introdotte nel corso dell’esame in sede referente.

Cinzia Maria FONTANA (PD), relatore, fa presente che le Commissioni di merito, in sede di esame degli emendamenti, hanno apportato talune significative modifiche al testo del decreto, intervenendo in particolare sugli articoli 2, 5, 8, 15 e 16, che incidono su materie rientranti nell’ambito delle competenze della XI Commissione. 
Con riferimento all’articolo 2, osserva che è stata estesa anche al comando presso l’Unita Grande Pompei la disposizione, già prevista per la struttura di supporto al progetto Grande Pompei, secondo la quale il comando non è assoggettato ad alcun atto autorizzativo da parte dell’amministrazione di appartenenza.   
Relativamente all’articolo 5, in materia di personale degli enti lirico-sinfonici, fa presente che è stato approvato un emendamento che interviene sulla lettera f) del comma 1, recante disposizioni tese a chiarire il significato di trattamento fondamentale ai fini dell’applicazione delle disposizioni relative alle verifiche e alle riduzioni del trattamento economico derivanti, nel pubblico impiego, dalle assenze per malattia o per infortunio non sul lavoro. Tale modifica, in particolare, è volta a specificare che tali riduzioni non potranno in ogni caso essere superiori al 50 per cento di 1/26 dello stipendio di base. 
78 del 2010, individuandoli mediante procedura selettiva – prevede l’istituzione presso il Ministero dei beni e delle attività culturali degli elenchi nazionali dei professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali, ai quali tali professionisti devono essere iscritti ai fini di tali assunzioni a tempo determinato. Inoltre, è stato elevato a 40 anni il limite di età per l’assunzione di tali professionisti, lasciando il limite dei 29 anni solo nell’ambito della valorizzazione dei beni culturali connessa ad apposite iniziative nell’ambito del servizio civile nazionale, settore patrimonio artistico e culturale. Infine, è stato eliminato il riferimento al rinvio al decreto del Presidente del Consiglio per la disciplina dei titoli di studio utili, delle modalità di tenuta e di aggiornamento degli elenchi, delle modalità di riparto delle risorse, nonché delle modalità di individuazione dei giovani da impiegare. Fa poi notare che le Commissioni di merito hanno introdotto, all’articolo 15, il comma 1- 362, in materia di professionisti dei beni culturali, recentemente approvata in via definitiva dalle Camere. Il testo modificato dalle Commissioni specifica la natura di contratto a tempo determinato delle forme di impiego dei professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali – a cui i competenti enti pubblici possono ricorrere anche in deroga al limite posto alle assunzioni di personale dall’articolo 9, comma 28, del decreto-legge n. Per quanto attiene all’articolo 8, rileva che le modifiche al testo apportate tengono conto degli elementi di novità emersi nel corso dell’esame della proposta di legge n.  bis78 del 2010 e dell’articolo 16, comma 1, lettera , il quale autorizza il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ad attingere alle graduatorie vigenti conseguenti all’espletamento di procedure di riqualificazione del personale interno risultato idoneo per l’accesso ai profili professionali afferenti alla III Area funzionale. L’utilizzo delle graduatorie è consentito nei limiti dei posti di organico vacanti e tenuto conto che la progressione verticale non dà luogo – secondo il tenore letterale della norma – ad aggravio di spesa in quanto riferita alla posizione giuridica e non economica ai sensi dell’articolo 9, comma 21, del decreto-legge n. b)98 del 2011., del decreto-legge n. 150 del 2009, il quale dispone che le pubbliche amministrazioni, dal 1 Fa presente che la procedura opera in deroga a quanto stabilito dall’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo n.o gennaio 2010, debbano coprire i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al 50 per cento a favore del personale interno, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di assunzioni. In proposito, ritiene possa essere utile invitare le Commissioni a valutare la possibilità di assicurare che la progressione oggetto del provvedimento avvenga nel rispetto della normativa vigente in materia. 

Fa notare che allo stesso articolo 15 è stato inserito un comma 2-bis 95 del 2012, per la gestione del personale in soprannumero. Restano invece ferme la possibilità di collocamento a riposo anticipato, per i dipendenti che maturano i requisiti ante-Fornero entro il 2016, e di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro da parte della Pubblica amministrazione per i dipendenti che abbiano maturato i requisiti pensionistici. 95 del 2012 non si applichino le conseguenti procedure, di cui all’articolo 2, commi 11 e 12, del decreto-legge n. , il quale stabilisce che al personale di prima Area di ruolo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo risultante in soprannumero – si tratterebbe, in pratica, del personale addetto ai servizi ausiliari – a seguito delle riduzioni di organico previste dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 
Segnala che il successivo comma 2-ter 165 del 2001, per il personale di nuova assunzione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, precisando che si tratta di un limite non derogabile dalla contrattazione collettiva. riduce a 3 anni il periodo di permanenza minima obbligatoria nella sede di prima destinazione, fissato a 5 anni, in via generale, dall’articolo 35, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 
Infine, osserva che le modifiche ai commi 8 e 10 dell’articolo 16 estendono a tutto il personale in servizio presso ENIT e Promuovi Italia SpA – e non soltanto a quello a tempo indeterminato, come previsto dal testo iniziale – l’applicazione di quanto previsto dal comma 8, che demanda ad un Piano di riorganizzazione del personale l’individuazione delle unità da assegnare al nuovo ENIT. Al successivo comma 10 si prevede che il liquidatore della società Promuovi Italia possa stipulare accordi con le società Italia Lavoro, che opera come ente strumentale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la promozione e la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell’occupazione e dell’inclusione sociale, e Invitalia. In conclusione, preso atto del contenuto del provvedimento e degli specifici profili di competenza della XI Commissione, anche alla luce delle modifiche apportate in sede referente, formula una proposta di parere favorevole con due osservazioni.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) chiede alla presidenza di valutare l’opportunità di concedere ai gruppi un tempo congruo per approfondire le delicate questioni poste dal relatore, rinviando la deliberazione di competenza della Commissione ad altra seduta.

Cesare DAMIANO, presidente, fa notare che un eventuale rinvio dell’esame ad altra seduta potrebbe, di fatto, precludere l’espressione del parere da parte della XI Commissione, considerati i ristretti margini temporali per la conclusione dell’esame in sede referente. Ricordato che alla discussione in oggetto è stato già dedicato un ampio spazio temporale, essendo quella in corso la terza seduta sull’argomento, ritiene opportuno procedere alla votazione della proposta di parere favorevole del relatore.

Cinzia Maria FONTANA, relatore, fa notare che i tempi particolarmente ristretti di esame sono stati imposti anche dall’esigenza di attendere la conclusione dell’esame degli emendamenti, che, peraltro, ha condotto a significative modifiche di norme di interesse della XI Commissione.

Massimiliano FEDRIGA (LNA), intervenendo per una precisazione, giudica preferibile che la Commissione non si esprima, atteso che appare impossibile pronunciarsi su una materia così delicata senza che sia stato concessa ai gruppi l’opportunità dei necessari approfondimenti.

Walter RIZZETTO (M5S), nel far presente che anche la Commissione bilancio sarà chiamata a pronunciarsi su tale provvedimento nella giornata di domani, si chiede se non sia opportuno che anche la XI Commissione rinvii il seguito dell’esame, affinché possa deliberare sul punto in modo più consapevole.

Cesare DAMIANO, presidente, in risposta al deputato Rizzetto fa notare, anzitutto, che la Commissione XI, a differenza della V Commissione, non ha la facoltà di esprimere il proprio parere per l’Assemblea. A fronte dei ristrettezza dei tempi per la conclusione dell’esame in sede referente, fa notare che l’unica strada percorribile per dare la possibilità ai gruppi di approfondire le questioni sarebbe quella di riconvocare la Commissione in serata, al termine delle votazioni pomeridiane dell’Assemblea, o nella prima mattinata di domani.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) fa notare che un rinvio così breve dell’esame non avrebbe alcun senso, dal momento che i gruppi della XI Commissione non avrebbero possibilità di approfondire la materia, essendo impegnati in Assemblea nella giornata odierna per l’esame del provvedimento sugli «esodati». Ritiene, pertanto, preferibile che la Commissione non esprima il parere di propria competenza.

Cesare DAMIANO, presidente, alla luce dell’andamento dell’odierna discussione e considerata l’oggettiva necessità di facilitare una conclusione dell’iter nella corrente settimana, ritiene opportuno che la Commissione si pronunci nella seduta odierna. Invita, quindi, i deputati a esprimersi sul merito della proposta di parere.

Silvia CHIMIENTI (M5S) dichiara che il suo gruppo ha presentato una proposta alternativa di parere, con il quale viene manifestato un orientamento contrario al provvedimento in esame, soprattutto per quanto attiene alle parti di competenza della XI Commissione, tra cui cita l’articolo 5, giudicato particolarmente critico.

Walter RIZZETTO (M5S), pur facendo notare che il provvedimento in esame contiene talune virtuose misure – tra cui cita quelle in materia di digitalizzazione degli esercizi ricettivi, quelle che tutelano il patrimonio artistico del Paese, quelle che introducono il cosiddetto ArtBonus, nonché quelle che prevedono la liquidazione della società Promuovi Italia Spa – il suo gruppo non può votare a favore della proposta di parere del relatore, per le numerose criticità riguardanti le parti di competenza della XI Commissione. Ritiene, in ogni caso, che il suo gruppo si riserva di definire una posizione più definita in Assemblea, anche alla luce del parere che sarà approvato dalla Commissione bilancio.

Giorgio AIRAUDO (SEL) rilevato che sussistono, allo stato, profonde incertezze circa le sorti del personale delle fondazioni liriche sinfoniche, dichiara che il suo gruppo non potrà votare a favore della proposta di parere formulata dal relatore. Si riserva di assumere in Assemblea una posizione definitiva anche alla luce di eventuali ipotesi di modifica del provvedimento.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, pone in votazione la proposta di parere formulata dal relatore, mentre la proposta di parere alternativa formulata dai deputati Chimienti ed altri sarà posta in votazione solo qualora la proposta del relatore fosse respinta.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.  

Disposizioni in materia di agricoltura sociale. 
Nuovo testo unificato C. 303 Fiorio, C. 760 Russo, C. 903 Bordo, C. 1019 Zaccagnini e C. 1020 Schullian.
 
(Parere alla XIII Commissione). 
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento.  

Chiara GRIBAUDO (PD) osserva che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere di competenza alla XIII Commissione sul testo unificato delle proposte di legge C. 303 ed abbinate, recante disposizioni in materia di agricoltura sociale, come risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione di merito. 
Segnala preliminarmente che il testo in questione è il frutto di un approfondito esame presso la XIII Commissione, che, avendo avuto ad oggetto più proposte legislative d’iniziativa parlamentare tra di loro abbinate, ha condotto all’elaborazione di un testo unificato, in più occasioni modificato fino a giungere alla formulazione attuale. Fa notare, peraltro, che l’esame di merito delle proposte di legge in titolo si ricollega a un’iniziativa assunta dalla XIII Commissione, con un’apposita indagine conoscitiva sull’agricoltura sociale svolta nella XVI legislatura, che ha permesso di approfondire la conoscenza di un mondo, quello dell’agricoltura sociale, caratterizzato da un insieme di esperienze concrete che affondano le loro radici in alcuni aspetti tradizionali dell’agricoltura, come il legame tra azienda agricola e famiglia rurale. Si è quindi evidenziata l’integrazione nell’agricoltura di pratiche rivolte alla terapia e alla riabilitazione delle persone diversamente abili, all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati, all’offerta di servizi educativi, culturali, di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche. Faccio notare che, a seguito di quella indagine, la Commissione assunse una specifica iniziativa legislativa, che, tuttavia, non giunse a conclusione a causa della scadenza della XVI legislatura.   

Valutando le finalità complessive del provvedimento, fa presente che esso promuove l’agricoltura sociale, nel rispetto dei principi previsti dall’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e nell’ambito delle competenze regionali, quale aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo, allo scopo di facilitare l’accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali o svantaggiate. 
 Quanto al contenuto del provvedimento, fa notare che esso riprende, con talune integrazioni, il testo approvato in sede referente dalla XIII Commissione nel corso della passata legislatura, al fine di dettare i principi di riferimento per la disciplina degli aspetti essenziali delle esperienze di agricoltura sociale.   
Fa presente che il testo in questione, all’articolo 2 individua tra gli scopi dell’agricoltura sociale l’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, individuando, al comma 1, lettera a)381 del 1991, relativa alle cooperative sociali, nonché il riferimento ai minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale. , le categorie di lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati e disabili delle quali favorire l’inserimento, con il richiamo delle platee individuate nella normativa europea in materia di aiuti di stato, delle categorie di soggetti svantaggiati individuate dall’articolo 4 della legge n. 

Il testo unificato interviene, poi, in materia di riconoscimento degli operatori, disciplina delle organizzazioni dei produttori nonché dei locali per l’esercizio delle attività di agricoltura sociale, prevedendo altresì specifici interventi di sostegno. Segnala, in questo contesto, l’articolo 7, che disciplina l’istituzione dell’Osservatorio sull’agricoltura sociale – organismo al quale vengono attribuite funzioni di monitoraggio, definizione di linee guida, ricerca, proposizione di iniziative e di azioni di comunicazione in materia di agricoltura sociale, le cui modalità di organizzazione e funzionamento sono definite dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. Si disciplina, in particolare, la composizione dell’Osservatorio, al quale partecipano rappresentanti delle amministrazioni dello Stato, degli enti territoriali e delle organizzazioni professionali, delle associazioni di promozione sociale, delle reti nazionali di agricoltura sociale, del terzo settore e della cooperazione, nonché si prevede che l’Osservatorio possa avvalersi, per l’espletamento dei suoi compiti, del supporto di esperti qualificati nel settore dell’agricoltura sociale. I componenti dell’Osservatorio non hanno diritto alla corresponsione di alcuna indennità o compenso né rimborso spese. 

In conclusione, preso atto del contenuto del provvedimento, teso a valorizzare il settore dell’agricoltura sociale nella prospettiva di migliorare i servizi sociali in favore della collettività e di valorizzare l’impiego lavorativo dei soggetti svantaggiati, ritiene che vi siano le condizioni per un orientamento positivo da parte della XI Commissione.   

Propone, pertanto, di esprimere un parere favorevole sul provvedimento in esame.  

Gessica ROSTELLATO (M5S) preannuncia, a nome del suo gruppo, la presentazione di una proposta alternativa di parere (vedi allegato 3), di cui illustra il contenuto. Fa presente, in particolare, che tale proposta reca un orientamento favorevole subordinato all’accoglimento di due condizioni che, da un lato, fanno riferimento all’esigenza di ridurre la platea degli utenti e di escludere le cooperative sociali dai soggetti abilitati ad esercitare le attività agri-sociali e, dall’altro, sottolineano la necessità di vincolare ogni iniziativa da adottare a finalità strettamente sociali. Auspica, in conclusione, che la relatrice possa tenere in considerazione il contenuto di tali condizioni, ai fini di una integrazione della sua proposta di parere.

Cesare DAMIANO, presidente, alla luce del dibattito sviluppatosi, propone di concedere ai gruppi il tempo necessario per confrontarsi sul merito, al fine di verificare se vi siano le condizioni per l’elaborazione di una proposta di parere condivisa, rinviando il seguito dell’esame alla giornata di domani.

Chiara GRIBAUDO (PD), relatore, condivide l’esigenza di rinviare ad altra seduta l’esame del provvedimento, attesa l’esigenza di svolgere tra i gruppi un adeguato approfondimento di merito.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame del provvedimento ad una seduta da convocare per la giornata di domani.

La seduta termina alle 15.45.

 

COMITATO DEI NOVE

Mercoledì 2 luglio 2014.

Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l’accesso al trattamento pensionistico. 

C. 224-387-727-946-1014-1045-1336-A.

Il Comitato dei nove si è riunito dalle 15.45 alle 16.  

SEDE REFERENTE
Martedì 1o luglio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Massimo Cassano.
La seduta comincia alle 11.05.
Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l’accesso al trattamento pensionistico.
 
Nuovo testo unificato C. 224 Fedriga, C. 387 Murer, C. 727 Damiano, C. 946 Polverini, C.
1014 Fedriga, C. 1045 Di Salvo, C. 1336 Airaudo.
 
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 26 giugno 2014.  

Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella riunione dell’ufficio di presidenza, integrata dai rappresentanti dei gruppi, svoltasi giovedì 26 giugno si è convenuto sulla convocazione di una seduta nella mattina di oggi per l’esame dell’emendamento 1.100 del Governo e dei relativi subemendamenti, in modo da concludere l’esame entro la mattinata e consentire la trasmissione del testo risultante a seguito dell’esame delle proposte emendative alle Commissioni competenti in sede consultiva. L’esame si dovrebbe quindi concludere con il conferimento del mandato alla relatrice nella seduta convocata per le ore 18.30 di oggi.

Massimiliano FEDRIGA (LNA), intervenendo sull’ordine dei lavori, fa notare l’incongruità procedurale di sottoporre a votazione una proposta di modifica del Governo che, di fatto, unilateralmente, cancella il lavoro fatto sinora dalla Commissione, che si era tradotto in un testo condiviso. Ritiene, dunque, inaccettabile che la volontà della Commissione, che si era esplicitata con l’approvazione di specifici emendamenti al testo, venga oggi superata con una proposta di modifica governativa. Sottolinea, peraltro, che tale proposta di modifica è stata avanzata al di fuori di un termine di presentazione degli emendamenti che, a suo avviso, si sarebbe dovuto fissare per consentire anche ai membri della Commissione di intervenire nuovamente sul testo.

Cesare DAMIANO, presidente, rilevato che le decisioni assunte dalle Commissioni in sede referente non hanno carattere definitivo ed è pertanto ammissibile, un riesame delle questioni sulle quali già ci si era pronunciati, fa notare che l’emendamento del Governo interviene a seguito di un’interlocuzione specificamente volta a superare le criticità di carattere finanziario del testo elaborato dalla Commissione. Ricorda, infatti, che sul testo elaborato dalla Commissione era stata acquisita una relazione tecnica negativamente verificata dal Ministero dell’economia e delle finanze. Fa presente che se la Commissione fosse andata avanti con il testo originario, sprovvisto di un’adeguata copertura finanziaria, l’esame del provvedimento si sarebbe bloccato in Assemblea, con il rischio di dover rinviare il provvedimento in Commissione.

Massimiliano FEDRIGA (LNA), intervenendo per una precisazione, ritiene scorretto, a fronte di una relazione tecnica verificata negativamente dalla Ragioneria generale dello Stato, concedere solo al Governo di incidere sul testo, non riconoscendo analoga facoltà ai parlamentari. Pur comprendendo le ragioni dell’intervento prospettato, ritiene che si sia in presenza di un precedente regolamentare pericoloso.

Cesare DAMIANO, presidente, fatto presente che la Commissione ha piena facoltà di respingere, se lo ritiene opportuno, l’emendamento 1.100 del Governo, fa notare che le modalità di organizzazione dell’esame sono state concordate nell’ambito dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, senza che vi sia stata alcuna forzatura da parte della presidenza. 
Avverte che è stata trasmessa ed è in distribuzione la relazione tecnica sull’emendamento 1.100, che è verificata positivamente dal Ministero dell’economia e delle finanze, subordinatamente ad alcune correzioni relative agli importi degli oneri derivanti dall’emendamento negli anni 2017, 2018 e 2019.   
Fa presente che sono stati presentati settantadue subemendamenti. Nel ricordare che nella valutazione circa l’ammissibilità dei subemendamenti occorre considerare la loro attinenza al testo dell’emendamento a cui si riferiscono, segnala che, in considerazione dell’ampiezza della portata della proposta emendativa presentata dal Governo, ha valutato tale attinenza in modo piuttosto estensivo. Applicando tale parametro di valutazione risultano pertanto inammissibili i subemendamenti Placido 0.1.100.46 e Marzana 0.1.100.61, che recano disposizioni in materia di pensionamento dei lavoratori della scuola della cosiddetta «quota 96», intervenendo su una questione non affrontata dall’emendamento del Governo. Rileva, in proposito, che le proposte, pur presentando elementi di connessione con il contenuto dei provvedimenti esaminati dalla Commissione, affrontano tuttavia una materia che non è oggetto di tali provvedimenti e che la Commissione ha affrontato nell’ambito di ulteriori proposte di legge ancora in corso di esame. Avverte, inoltre, che la relatrice ha presentato due subemendamenti (vedi allegato 1), i quali hanno natura essenzialmente tecnica. Un subemendamento è volto a recepire le modifiche richieste in sede di verifica della relazione tecnica da parte della Ragioneria generale dello Stato, al fine di tenere conto della più precisa quantificazione degli oneri derivanti dalla proposta emendativa. L’altro subemendamento ha il fine di precisare i termini entro i quali il Ministro del lavoro deve riferire annualmente al Parlamento in ordine all’attuazione delle disposizioni di salvaguardia.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) chiede alla presidenza di attenersi, quantomeno nella valutazione sull’ammissibilità dei subemendamenti, a criteri più flessibili, anche in considerazione delle irrituali modalità procedurali di svolgimento dell’iter, che hanno negato ai parlamentari di intervenire nuovamente sul testo.

Giorgio AIRAUDO (SEL) condividendo quanto testé proposto dal deputati Fedriga, chiede al presidente di riconsiderare la sua valutazione sui subemendamenti dichiarati inammissibili.

Davide TRIPIEDI (M5S) si associa a quanto testé richiesto, osservando che i subemendamenti dichiarati inammissibili fanno riferimento ad un tema connesso a quello in oggetto, trattando della questione dei lavoratori di quota 96, rispetto ai quali appare necessario intervenire con la massima urgenza.

Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che, in sede di valutazione sull’ammissibilità, si è attenuto a criteri di estrema flessibilità, che lo hanno spinto a considerare ammissibili quasi tutte le proposte presentate, fatta eccezione per i subemendamenti Placido 0.1.100.46 e Marzana 0.1.100.61, che intervengono su una questione non attinente all’oggetto in discussione. Fatto presente, peraltro, che in materia di tutela dei lavoratori appartenenti alla cosiddetta «quota 96» è già pendente in Commissione una specifica proposta di legge, osserva che interventi a favore di quei soggetti si potranno valutare proprio in quella sede o, eventualmente, nell’ambito dell’esame di altri provvedimenti, tra cui cita, ad esempio, il decreto-legge in materia di riforma della pubblica amministrazione, in corso di esame presso la Camera.

Marialuisa GNECCHI (PD), relatore, osserva che la volontà comune della Commissione è sempre stata quella di tutelare nel miglior modo possibile i lavoratori appartenenti alla cosiddetta «quota 96», come dimostra, del resto, l’approvazione di uno specifico atto di indirizzo sul tema, promosso congiuntamente con la Commissione V. Fa notare, tuttavia, che appare più opportuno che tali interventi di tutela siano valutati nell’ambito dell’esame di altri provvedimenti d’urgenza di iniziativa governativa, che, peraltro, potrebbero entrare in vigore prima della proposta di legge in esame, sottolineando come si possa considerare a tal fine proprio il decreto-legge sulla pubblica amministrazione, in corso di esame alla Camera. Pur facendo presente che si tratta di soggetti che ancora lavorano e che non possono essere equiparati completamente agli altri «esodati», si dichiara disponibile alla formulazione di un ordine del giorno che ribadisca la volontà della Commissione di risolvere la questione relativa alla cosiddetta «quota 96», giudicata molto importante anche ai fini dell’ingresso di giovani nel settore della scuola.

Claudio COMINARDI (M5S) invitati i componenti della maggioranza ad un maggiore realismo, giudica inaccettabile limitarsi a presentare sulla questione «quota 96» un ordine del giorno, che, peraltro, non ha natura vincolante. Ritiene opportuno, pertanto, che la Commissione si concentri su tale problematica sin dall’esame del presente provvedimento.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) giudica paradossale la valutazione svolta dalla presidenza, che, da un lato, dichiara inammissibili subemendamenti che affrontano una questione specifica come quella di «quota 96», dall’altro, considera idonei subemendamenti che, addirittura, abrogano la riforma Fornero nel suo complesso.

Giorgio AIRAUDO (SEL), pur non dichiarandosi contrario a priori 90 del 2014 porti ad una dichiarazione di incostituzionalità delle relative disposizioni, tenuto conto degli orientamenti della Corte costituzionale in materia di decretazione di urgenza. ad un ordine del giorno in materia, ritiene che la questione dei «quota 96» vada affrontata con urgenza e in modo incisivo, considerato che analoghe valutazioni di inammissibilità potrebbero essere avanzate anche nell’ambito dell’esame di altri provvedimenti. Paventa, peraltro, il rischio che l’inserimento di un emendamento in materia nel decreto-legge n.

Cesare DAMIANO, presidente, ribadito che la questione «quota 96» è già oggetto di uno specifico provvedimento incardinato presso la XI Commissione e non può, in questa sede, essere considerata attinente, fa notare che tutti i gruppi, sotto il profilo politico, condividono l’esigenza di intervenire in materia, proprio al fine di salvaguardare i lavoratori rimasti vittime di un errore legislativo e nella consapevolezza che sia necessario garantire un ricambio generazionale nell’ambito del settore scolastico. Ritiene, tuttavia, che si è di fronte ad un dato di oggettiva inammissibilità, che ritiene fondata e non strumentale, dal momento che altre proposte di modifica sono state invece considerate ammissibili, proprio perché tese a fare riferimento al quadro generale degli interventi e non ad una problematica specifica, come nel caso di specie. Fatto notare che la valutazione dell’ammissibilità dei subemendamenti appare necessariamente più stringente, essendo condizionata dal testo dell’emendamento a cui fanno riferimento, invita i gruppi a rinviare l’esame della questione ad altre occasioni.

Marialuisa GNECCHI (PD), relatore, esprime parere favorevole sull’emendamento 1.100 del Governo, nonché sul subemendamento Fedriga 0.1.100.55. Raccomanda poi l’approvazione dei suoi subemendamenti 0.1.100.71 e 0.1.100.72, volti rispettivamente a precisare i termini entro i quali il Ministro del lavoro e delle politiche sociali deve riferire annualmente al Parlamento in ordine all’attuazione delle disposizioni di salvaguardia e a recepire le modifiche richieste in sede di verifica della relazione tecnica da parte della Ragioneria dello Stato, al fine di tenere conto della più precisa quantificazione degli oneri derivanti dalla proposta emendativa. Fa presente che il parere sulle restanti proposte emendative deve intendersi contrario. Precisa, comunque, che il subemendamento Fedriga 0.1.100.41 appare sostanzialmente condivisibile, ma può già considerarsi assorbito nel testo presentato dal Governo, che ha contenuto analogo.

Il sottosegretario Massimo CASSANO esprime parere conforme a quello del relatore.

Massimiliano FEDRIGA (LNA), preannunciando il suo voto a favore sul subemendamento Tripiedi 0.1.100.1, si augura che i cittadini, nell’ambito del referendum 201 del 2011, considerato che la maggioranza, in seno alla XI Commissione, non sembra avere il coraggio per adottare i necessari interventi in materia. promosso dal suo partito, abroghino l’articolo 24 del decreto-legge n.

La Commissione respinge il subemendamento Tripiedi 0.1.100.1.  

Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza dei presentatori dei subemendamenti Polverini 0.1.100. 2 e Polverini 0.1.100.3: s’intende vi abbiano rinunciato.

Massimiliano FEDRIGA (LNA), intervenendo sul suo subemendamento 0.1.100.4, esprime il dubbio che il fatto di aver ridotto a 35 mila il numero dei soggetti da salvaguardare celi, in realtà, l’intenzione di privare della tutela i soggetti che sono stati già contemplati nei precedenti interventi, sottolineando che sarebbe stato sufficiente indicare le economie accertate presso il fondo destinato alle misure di salvaguardia. Paventa, inoltre, il rischio che l’emendamento 1.100 del Governo inneschi una pericolosa guerra tra poveri, dal momento che si tolgono risorse destinare alla cassa integrazione per finanziare limitati interventi di salvaguardia.

Marialuisa GNECCHI (PD), relatore, osserva che il rischio di una riduzione delle tutele per i soggetti già compresi nella precedenti salvaguardie è stata attentamente valutata, insieme ai competenti organismi tecnici, che, tuttavia, nello stimare la presenza di risorse non utilizzate nell’ambito della seconda e quarta salvaguardia, hanno fornito ampie rassicurazioni circa il mantenimento dei diritti acquisiti dai soggetti già salvaguardati.

Cesare DAMIANO, presidente, ritiene che la questione posta dal deputato Fedriga sia interessante e potrebbe offrire lo spunto per una riflessione di carattere più generale riguardante il rapporto tra le somme stanziate per gli interventi legislativi e il loro effettivo utilizzo. Fa notare che tale tema potrebbe riguardare anche altre categorie di lavoratori, tra i quali cita, ad esempio, i soggetti impiegati in lavori usuranti, per i quali, in passato, sono state stanziati notevoli risorse, di cui andrebbe accertato l’effettivo utilizzo. Ritiene, nel complesso, che vi sia una tendenza a sovrastimare le somme destinate al finanziamento degli interventi legislativi, evidenziando l’esigenza di un attento monitoraggio, eventualmente da svolgere anche nell’ambito di una specifica indagine conoscitiva, che abbia ad oggetto la corrispondenza tra gli stanziamenti e l’effettivo utilizzo per le finalità di salvaguardia dichiarate.

La Commissione respinge il subemendamento Fedriga 0.1.100.4.  

Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza dei presentatori del subemendamento Di Lello 0.1.100.5: s’intende vi abbiano rinunciato.

La Commissione, quindi, respinge il subemendamento Fedriga 0.1.100.6.  

Massimiliano FEDRIGA (LNA) dichiara di ritirare il suo subemendamento 0.1.100.7.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Fedriga 0.1.100.8, 0.1.100.9, 0.1.100.10 e 0.1.100.11.  

Giorgio AIRAUDO (SEL), illustra il proprio emendamento 0.1.100.12, sottolineando come esso miri a recuperare lo spirito del lavoro svolto dalla Commissione, che aveva condotto ad un testo unificato efficace e condiviso.

Marialuisa GNECCHI (PD), relatore, osserva che il testo unificato che la Commissione aveva elaborato, recante misure effettivamente più ampie, rispecchiava pienamente la volontà di tutti i gruppi, che mirava a offrire la massima tutela ai soggetti coinvolti, tra i quali i macchinisti e le lavoratrici rientranti nell’opzione donna. Richiamate altresì le proposte relative ai lavoratori della scuola appartenenti alla «quota 96», fa notare, tuttavia, che, secondo le valutazioni degli organismi competenti, quel testo presentava problematiche sotto il profilo della sostenibilità finanziaria. In ragione della necessità di rispettare la calendarizzazione del provvedimento in Assemblea, il Governo è stato sollecitato a proporre un’altra soluzione, che, sostanzialmente, recepisce solo in parte le proposte della Commissione, dal momento che sposta di un anno i termini delle decorrenze e amplia la platea ai lavoratori con contratti a tempo determinato cessati. Ritiene che le misure prospettate dal Governo – le uniche ritenute sostenibili, allo stato, dal punto di vista finanziario – costituiscano un passo avanti, pur nella consapevolezza che rimangano altre questioni aperte che richiederanno un intervento di riforma più organico e strutturale, da realizzare con futuri provvedimenti o nell’ambito della legge di stabilità.

Davide TRIPIEDI (M5S) constata con amarezza che, nonostante sull’argomento in discussione vi sia l’unanime consenso dei gruppi, il Parlamento non viene messo dal Governo nelle condizioni di operare, con grave pregiudizio dei lavoratori coinvolti. Rilevato che nell’ambito del Governo sembrano emergere pesanti contraddizioni in ordine alla prospettiva di realizzare una riforma di tipo strutturale, ritiene necessario che la Commissione svolga sino in fondo il proprio ruolo, nel tentativo di salvaguardare lavoratori in soggetti ad attività usuranti, tra i quali cita i macchinisti, per i quali l’innalzamento dell’età pensionabile potrebbe ripercuotersi negativamente anche su fondamentali esigenze di sicurezza pubblica.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) 90 del 2014. Ritiene, pertanto, che i gruppi di maggioranza stiano votando contro i suoi emendamenti non per motivi finanziari, ma per una scelta politica di cui si devono assumere tutte le responsabilità. ritiene che non si possa parlare di problemi di natura finanziaria, dal momento che taluni dei suoi emendamenti prevedono forme di copertura adeguata, analoghe a quelle previste dal Governo nell’articolo 1 del decreto-legge n.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Airaudo 0.1.100.12, Fedriga 0.1.100.13, 0.1.100.14, 0.1.100.15, Rizzetto 0.1.100.16, Fedriga 0.1.100.17, 0.1.100.18, 0.1.100.19, 0.1.100.20, 0.1.100.21, 0.1.100.22 e 0.1.100.23.  

Massimiliano FEDRIGA (LNA), illustrando il suo emendamento 0.1.100.24, fa notare che esso riprende una tematica ampiamente affrontata dalla XI Commissione relativa all’esigenza di fare riferimento alla maturazione dei requisiti, piuttosto che alle decorrenze, al fine di evitare l’applicazione del regime della finestra mobile e delle aspettative di vita. Ne raccomanda, in conclusione, l’approvazione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Fedriga 0.1.100.24, 0.1.100.25, 0.1.100.26, 0.1.100.27, 0.1.100.28, 0.1.100.29, 0.1.100.70, 0.1.100.30, 0.1.100.31, 0.1.100.32, 0.1.100.33, 0.1.100.34, 0.1.100.35, 0.1.100.36, 0.1.100.37, 0.1.100.38, 0.1.100.39, 0.1.100.40, 0.1.100.41, 0.1.100.42, 0.1.100.43, 0.1.100.44 e 0.1.100.45, Airaudo 0.1.100.47 e Tripiedi 0.1.100.48.  

Cesare DAMIANO, presidente, constata l’assenza dei presentatori del subemendamento Di Lello 0.1.100.49: s’intende vi abbiano rinunciato.

La Commissione, quindi, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Fedriga 0.1.100.50, Airaudo 0.1.100.51, Fedriga 0.1.100.52, Placido 0.1.100.53 e Fedriga 0.1.100.54, approva il subemendamento Fedriga 0.1.100.55 (  vedi allegato 2) e respinge il subemendamento Fedriga 0.1.100.56. La Commissione, con distinte votazioni, approva quindi i subemendamenti del relatore 0.1.100.71 e 0.1.100.72 (vedi allegato 2) e respinge i subemendamenti Rizzetto 0.1.100.57, Fedriga 0.1.100.58, Placido 0.1.100.59, Rizzetto 0.1.100.60 e Fedriga 0.1.100.62.

Massimiliano FEDRIGA (LNA), illustra il suo subemendamento 0.1.100.63, di cui raccomanda l’approvazione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Fedriga 0.1.100.63, 0.1.100.64, 0.1.100.65, Rizzetto 0.1.100.66 e Fedriga 0.1.100.67.  

Massimiliano FEDRIGA (LNA), illustrando il suo subemendamento 0.1.100.68, fa notare che esso prevede forme di copertura adeguate – analoghe a quelle previste dal Governo nell’ambito del decreto-legge relativo alla riforma della pubblica amministrazione – sulle quali invita la Commissione a riflettere seriamente. Ritiene che, in caso di caso contrario, la maggioranza sarebbe responsabile di un vero e proprio «baratto» compiuto ai danni dei lavoratori, da momento che con l’emendamento 1.100 del Governo si sottraggono risorse destinate al finanziamento degli strumenti di sostegno al reddito in deroga per finanziarie circoscritti interventi di salvaguardia. Fa notare, inoltre, che, secondo le dichiarazioni ufficiali rese dal Ministro, tali risorse appaiono insufficienti a garantire le prestazioni già per il 2014. Nel ritenere necessario che il Governo si pronunci sulle questioni testé poste, chiede alla presidenza di valutare una breve sospensione dei lavori per consentire allo stesso Esecutivo di verificare l’adeguatezza delle coperture proposte nel suo subemendamento, che fanno riferimento alla possibilità di attingere ad ulteriori economie risultanti dalla spending review.

Giorgio AIRAUDO (SEL) si associa alle considerazioni testé svolte dal deputato Fedriga, giudicando inaccettabile intaccare le risorse destinate agli strumenti di sostegno al reddito in deroga, che già per l’anno in corso appaiono insufficienti, con il rischio di far luogo ad una vera e propria lotta tra poveri.

Davide BARUFFI (PD), pur facendo notare che non esiste alcun rischio di intaccare le risorse destinate al finanziamento della cassa integrazione guadagni in deroga per l’anno 2014, considerato che la riduzione prevista dal Governo decorre dal 2015, ritiene esista una questione più generale di consistenza del Fondo sociale per occupazione e formazione, sulla quale le preoccupazioni del Ministro appaiono fondate e richiedono l’attenzione costante del Parlamento. Si augura, in conclusione, che il Governo possa garantirne la piena operatività per gli anni futuri.

Davide TRIPIEDI (M5S) ritiene inaccettabile sottrarre risorse destinate al finanziamento degli strumenti di sostegno in deroga, alla luce della grave crisi economica in atto.

Il sottosegretario Massimo CASSANO fa notare che il Governo, a seguito di una lunga e complessa attività di verifica, ha ritenuto opportuno utilizzare le coperture finanziarie previste nell’emendamento 1.100, riservandosi, peraltro, di integrare in futuro le risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione e di assumere ulteriori interventi strutturali nell’ambito della legge di stabilità. Ritiene pertanto che vi siano le condizioni per concludere positivamente l’iter di esame.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) chiede al Governo di pronunciarsi chiaramente sulle modalità di copertura indicate dal suo subemednamento 0.1.100.68.

Cesare DAMIANO, presidente, osserva che il Governo, nell’ambito della propria discrezionalità politica, ha compiuto una scelta precisa, ritenendo opportuno, per il provvedimento in esame, utilizzare determinate coperture e non altre.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) ritiene che il Governo stia giocando sulla pelle dei lavoratori, con il rischio di pregiudicare gli interventi di sostegno al reddito. Ribadisce la propria richiesta di sollecitare una risposta del Governo sul punto.

Cesare DAMIANO, presidente, ritiene che la risposta sia già stata fornita dal Governo con l’emendamento 1.100, elaborato a seguito di un lungo e complesso iter di approfondimento con gli organismi competenti, ricordando peraltro che l’Esecutivo si è altresì impegnato a reintegrare il fondo per occupazione e formazione e ad assumere misure strutturali nell’ambito della prossima legge di stabilità. Ritiene, infine, che su tale delicata questione si possa eventualmente presentare un ordine del giorno.

Carlo DELL’ARINGA (PD) ritiene che la questione dei risparmi derivanti da processi di spending review portati avanti nel settore pubblico, anche attraverso forme di staffetta generazionale, non valga per il settore privato, laddove in quest’ultimo le uscite anticipate dal lavoro producono risparmi solo per il datore di lavoro, non certo per la pubblica amministrazione e per il bilancio dello Stato. Ritiene illogica, quindi, un’equiparazione delle conseguenze di tali interventi solo al fine di estendere talune modalità di copertura anche al provvedimento in esame.

Titti DI SALVO (Misto) ritiene che, a prescindere dal merito del subemendamento in esame, dal dibattito odierno emerga una preoccupazione condivisa dai gruppi circa l’effettiva necessità di promuovere un intervento di salvaguardia efficace. Ritiene pertanto che sia opportuno che i gruppi promuovano una specifica iniziativa parlamentare tesa a sollecitare il Governo a definire un intervento strutturale in collaborazione con la Commissione stessa, che ritiene che sul punto abbia già svolto un lavoro meritevole di attenzione. Ritiene altresì importante chiarire le questioni di copertura dell’emendamento del Governo al fine di non intaccare le risorse destinate al finanziamento della cassa integrazione in deroga.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) ritiene che occorra concentrarsi sul merito della sua proposta di modifica, che giudica fondamentale in vista di una piena tutela dei lavoratori coinvolti. In risposta al deputato Dell’Aringa, fa notare che le economie individuate dal Governo per la riforma della pubblica amministrazione fanno riferimento a più complessi processi di spending review – teoricamente utilizzabili anche per finanziare il provvedimento in esame – e non derivano automaticamente dai risparmi realizzabili con percorsi di prepensionamento. Fa notare, piuttosto, che proprio l’uscita dal lavoro anticipata nel settore pubblico determina oneri che vengono coperti dal Governo con le stesse modalità proposte nel suo subemendamento.

Carlo DELL’ARINGA (PD) ritiene che le uscite anticipate dal lavoro nel settore pubblico producano automaticamente un risparmio di spesa che non richiedono di essere esplicitate a livello contabile.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Fedriga 0.1.100.68 e Placido 0.1.100.69. Approva, infine, l’emendamento 1.100 del Governo.

Cesare DAMIANO, presidente, essendosi concluso l’esame dell’emendamento 1.100 e dei subemendamenti ad esso riferiti, fa presente che è possibile procedere a trasmettere il testo del provvedimento risultante a seguito dell’esame degli emendamenti alle Commissioni competenti in sede consultiva, per poi riprendere l’esame ai fini del conferimento del mandato alla relatrice nella seduta convocata per le ore 18.30 di oggi. 
Rinvia quindi il seguito dell’esame del provvedimento alla seduta convocata per le ore 18.30 di oggi.  

La seduta termina alle 12.55.

SEDE CONSULTIVA
Martedì 1o luglio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 12.55.
DL 83/2014: Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.
 
C. 2426 Governo. 
(Parere alle Commissioni riunite VII e X). 
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 26 giugno 2014.  

Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella precedente seduta la relatrice ha svolto un intervento introduttivo, riservandosi di presentare una proposta di parere in esito al dibattito. 
Avverte altresì che, poiché durante l’esame degli emendamenti presso le Commissioni di merito – che non si è ancora concluso – sono già state apportate talune significative modifiche al testo in esame, anche in relazione a parti di interesse della Commissione, potrebbe valutarsi l’opportunità di attendere la trasmissione del testo definitivo, come risultante dall’esame degli emendamenti, prima di procedere alla deliberazione di competenza. 

Chiede alla relatrice come intenda procedere al riguardo.  

Cinzia Maria FONTANA, relatore, concorda con la proposta del presidente, atteso che l’esame degli emendamenti presso le Commissioni di merito non è ancora concluso e si stanno prospettando modifiche significative anche relativamente alle parti di interesse della Commissione.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di parlare, rinvia il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.

 

SEDE REFERENTE
Martedì 1o luglio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Massimo Cassano.
La seduta comincia alle 18.35.
Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l’accesso al trattamento pensionistico.

Nuovo testo unificato C. 224 Fedriga, C. 387 Murer, C. 727 Damiano, C. 946 Polverini, C.
1014 Fedriga, C. 1045 Di Salvo, C. 1336 Airaudo.
 
(Seguito dell’esame e conclusione).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nell’odierna seduta antimeridiana.  

Cesare DAMIANO, presidente, comunica che sono pervenuti i pareri delle Commissioni I e XII, segnalando che entrambe le Commissioni hanno espresso parere favorevole. Fa presente che le altre Commissioni non hanno espresso il parere di competenza, mentre la V Commissione esprimerà il proprio parere all’Assemblea nella giornata di domani. 

Prima di procedere alla votazione sul conferimento del mandato al relatore a riferire all’Assemblea, propone alcune correzioni di forma che si rendono necessarie per migliorare il testo sotto il profilo del drafting legislativo.
Pone quindi in votazione le correzioni di forma proposte.  

La Commissione approva le correzioni di forma proposte dal presidente.  

Cesare DAMIANO, presidente, propone quindi di conferire alla relatrice il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sul nuovo testo unificato del provvedimento risultante a seguito dell’esame delle proposte emendative.

Massimiliano FEDRIGA (LNA) nel preannunciare la presentazione di una relazione di minoranza, a nome del proprio gruppo annuncia l’espressione di un voto contrario sulla proposta di conferimento del mandato alla relatrice sul testo risultante dall’esame delle proposte emendative. Si dichiara, infatti, assolutamente insoddisfatto dell’atteggiamento tenuto dai Governi che si sono succeduti in questa legislatura, che non hanno profuso il necessario impegno né per assicurare adeguate salvaguardie alle diverse categorie di lavoratori «esodati» né per individuare le soluzioni strutturali, più volte promesse, ma mai materializzatesi. In particolare, fa presente che non si può fare affidamento sulle promesse dell’attuale Esecutivo, che ha già più volte disatteso impegni solennemente assunti. In questo contesto, ritiene che non si possa assolutamente essere soddisfatti dell’impegno assunto dal Ministro Poletti di un ripristino delle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione nell’ambito della prossima legge di stabilità, che già dovrà farsi carico di reperire risorse per numerose altre finalità di spesa. Paventa, a questo riguardo, l’avvio di una vera e propria guerra tra categorie sociali ugualmente colpite dalla crisi occupazionale che attanaglia il nostro Paese, dal momento che il definanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione sottrae risorse alla cas201 del 2011, che ha apportato drastiche modifiche a un sistema pensionistico che la stessa Commissione europea riteneva equilibrato sotto il profilo finanziario. Giudica grave che, in questo contesto, il sistema previdenziale sia stato utilizzato come un bancomat per far fronte alle esigenze di riequilibrio della finanza pubblica, con interventi che hanno leso diritti inviolabili dei lavoratori, mentre si sarebbero potuti realizzare interventi seri ed incisivi di riduzione degli sprechi delle pubbliche amministrazioni. Ritiene, quindi, che la soluzione individuata potrà senz’altro soddisfare le burocrazie e le esigenze meramente ragionieristiche, ma rischia di determinare autentici drammi sociali per i lavoratori interessati, anche in ragione dell’utilizzo delle risorse destinate alla cassa integrazione in deroga. Pur comprendendo che la maggioranza debba individuare soluzioni che consentano il mantenimento dei propri equilibri interni e ribadendo la propria contrarietà allo stravolgimento del lavoro della Commissione operato dall’emendamento del Governo, auspica che in sede di esame in Assemblea i gruppi che sostengono l’Esecutivo possano riconsiderare le scelte compiute, sopprimendo, quantomeno, il definanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione e individuando una diversa copertura finanziaria per il provvedimento. sa integrazione in deroga, che già presenta nel presente esercizio finanziario gravi problemi di sottofinanziamento, evidenziati nei giorni scorsi dallo stesso Ministro Poletti. Sottolinea, poi, come il testo risultante dall’esame delle proposte emendative non dia soluzione ai problemi di specifiche categorie di lavoratori, che invece erano tutelate dal nuovo testo unificato delle proposte di legge di iniziativa parlamentare elaborato dalla Commissione prima dell’intervento del Governo, segnalando, in particolare, la mancata tutela dei macchinisti ferroviari. Su un piano più generale, osserva che non si può continuare a procedere con interventi correttivi ravvicinati e frammentari, segnalando l’esigenza di una totale demolizione della riforma di cui al decreto-legge n.

Titti DI SALVO (Misto) ribadisce l’esigenza di promuovere un’iniziativa che solleciti il Governo a coinvolgere la Commissione in sede di definizione delle annunciate misure strutturali, anche al fine di recuperare e valorizzare il lavoro già svolto in sede referente. Ritiene opportuno, quindi, elaborare un atto formale che spinga il Governo a considerare la XI Commissione come interlocutore principale nell’ambito della realizzazione di una riforma che risolva definitivamente le questioni ancora aperte. Nel merito, ritiene che il testo provvedimento, come risultante dall’approvazione dell’emendamento 1.100 del Governo, rechi ancora talune contraddizioni che andrebbero risolte, preannunciando, quindi, il suo voto a favore degli emendamenti che verranno presentati in Assemblea, specialmente con riferimento alla copertura finanziaria del provvedimento. Preannuncia, comunque, che voterà a favore del conferimento del mandato al relatore, non ritenendo giusto ostacolare un provvedimento che comunque aggiunge delle salvaguardie, seppur in misura limitata e con modalità discutibili. Svolgendo talune considerazioni conclusive, fa presente che sino a quando non si realizzerà una riforma previdenziale vera che ponga in relazione l’uscita dal lavoro con il tipo di lavoro svolto, non sarà mai possibile conseguire un equilibrio sociale soddisfacente.

Giorgio AIRAUDO (SEL) ritiene che il risultato a cui si è giunti sia deludente rispetto alle premesse iniziali che la Commissione aveva posto con un lavoro che avrebbe meritato maggiore attenzione, essendo 90 del 2014. Nell’esprimere la propria preoccupazione per il fatto che le coperture individuate dal Governo intacchino risorse fondamentali destinate al finanziamento della cassa integrazione in deroga, si riserva di esprimere ulteriori considerazioni nell’ambito dell’esame in Assemblea, auspicando che in quella sede si possa contribuire a migliorare il testo. Preannuncia, in conclusione, voto contrario al conferimento del mandato al relatore, senza con ciò voler prefigurare il proprio orientamento in sede di esame in Assemblea. volto ad assicurare tutele più ampie. Nell’evidenziare l’esigenza di una riforma strutturale che consideri tutti gli elementi in gioco – prospettando in particolare soluzioni che mettano in connessione i trattamenti di quiescenza con il tipo di lavoro svolto – fa notare che il testo definitivo rischia di escludere dalle salvaguardie talune categorie di lavoratori, per i quali sarebbe necessario intervenire subito, senza rinviare ad altri provvedimenti futuri. Richiama, in particolare, l’esigenza di un intervento di salvaguardia per i macchinisti ferroviari e per i lavoratori della scuola appartenenti alla cosiddetta «quota 96», ribadendo i propri dubbi, anche di carattere costituzionale, in ordine ad un intervento nell’ambito del decreto-legge n.

Davide TRIPIEDI (M5S) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sul conferimento del mandato al relatore, giudicando sbagliato un intervento che mira a salvaguardare solo talune circoscritte categorie, peraltro attingendo a disponibilità riservate al finanziamento della CIG in deroga. Giudica necessaria una riforma strutturale che risolva tutte le questioni più critiche, che coinvolgono tanti lavoratori in difficoltà, come quelli impiegati in attività usuranti, che, svolgendo delicate mansioni strettamente connesse ad esigenze di sicurezza pubblica, richiederebbero un’uscita precoce dal lavoro. Rilevato, quindi, che rimangono sul tavolo le questioni relative ai macchinisti e ai lavoratori della scuola della cosiddetta «quota 96», stigmatizza il comportamento del Governo, che, di fatto, ha determinato lo svuotamento del ruolo del Parlamento, imponendo l’approvazione di un emendamento che ha messo in discussione il lavoro svolto dalla Commissione, peraltro rinviando ad un futuro incerto la risoluzione delle problematiche più delicate. Ritiene che occorra una maggiore sensibilità, trattandosi di affrontare veri e propri drammi sociali, rispetto ai quali ritiene scorretto addurre giustificazioni di carattere finanziario. Nel paventare il rischio che la riforma strutturale annunciata dal Governo sia persino peggiore di quella precedente, ritiene necessario che il Parlamento favorisca in materia previdenziale una inversione di marcia, che tuteli finalmente i lavoratori.

Marialuisa GNECCHI (PD), relatore, ritiene che la soluzione normativa a cui si è giunti sia, allo stato, l’unica possibile, stanti le difficoltà finanziarie prospettate dal Governo e dai competenti organismi tecnici, che giudica, peraltro, basate su stime esagerate. Ritiene che il provvedimento in esame rappresenti un passo in avanti, pur nella parzialità degli interventi previsti, che, a suo avviso, avrebbero dovuto essere più estesi, come era nelle intenzioni iniziali della Commissione. Ritiene che meriti di essere affrontata, in particolare, la situazione di grave difficoltà delle donne, per le quali il combinato disposto di talune norme vigenti rischia di determinare effetti paradossali, con la prospettiva di posticipare di molti anni l’uscita dal lavoro. Nella prospettiva della riforma strutturale annunciata dal Governo, propone comunque di continuare lungo la direzione intrapresa, eventualmente valutando l’ipotesi di un atto di indirizzo unitario che impegni il Governo a coinvolgere la Commissione in sede di elaborazione delle necessarie misure strutturali, che consentano definitivamente il superamento delle contraddizioni recate dalle salvaguardie.

Cesare DAMIANO, presidente, pone, quindi, in votazione la proposta di conferire alla relatrice il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sul nuovo testo unificato del provvedimento risultante a seguito dell’esame in sede referente. Propone, altresì, di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente.

La Commissione delibera, quindi, di conferire al deputato Gnecchi il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea. Delibera, altresì, di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente.  

Cesare DAMIANO, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove per l’esame in Assemblea, sulla base delle indicazioni dei gruppi.

La seduta termina alle 19.

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