Secondo il Centro Studi Confindustria, l’economia globale sta ritrovando slancio grazie agli USA e ad alcuni mercati emergenti. Nell’Eurozona, invece, la ripresa appena partita è già in affanno mentre in Italia “non è nemmeno ancora cominciata”.
In particolare in Italia l’incremento della produzione industriale in giugno (+0,7% su maggio, stima CSC) limita a -0,5% la contrazione nel 2° trimestre; la quale è coerente con un PIL piatto (-0,1% nel 1°). Ciò conferma i rischi al ribasso delle previ-sioni, nonostante l’anticipatore OCSE (in aumento da 20 mesi; +0,14% in maggio) continui a prospettare progressi.
“L’Italia era in crisi prima della crisi e continua a esserlo, sottolinea il Centro Studi Confindustria. Gli ultimi dati confermano le stime CSC di dinamica piatta del PIL nel 2014. L’attenzione, ora, è rivolta al 2015, il cui risultato va costruito nella seconda metà di quest’anno. Partendo da fermi l’impresa è più difficile, ma non impossibile se si agisce in prima battuta sul credito, sulla competitività e sugli investimenti pubblici; e se si lavora con ancor più lena sui molti fronti delle riforme, conclude Confindustria, per restituire fiducia alle famiglie e alle imprese”.

























