La Cisl rilancia la proposta di “un grande patto sociale per il Paese”. E’ quanto sottolinea la confederazione guidata da Daniela Fumarola al termine della riunione del consiglio generale, che conferma “la necessità di porre in attuazione la proposta più volte avanzata” dal sindacato: “Una sede stabile e responsabile di confronto tra Governo e parti sociali, orientata ad affrontare in modo condiviso i nodi strategici che frenano da tempo crescita, coesione e qualità dello sviluppo”.
Salari, fisco, pensioni, produttività, occupazione di qualità, sanità, welfare, scuola, politiche industriali, Mezzogiorno, partecipazione e tutela dei soggetti più deboli “devono diventare l’asse di un confronto concreto e non più rinviabile” spiega la Cisl che “valuta positivamente ogni iniziativa utile a consolidare il dialogo sociale e a costruire un’agenda di medio periodo fondata su responsabilità, equità e sviluppo”.
La confederazione sindacale è disponibile a “un confronto serio, autonomo e costruttivo con il Governo e con tutte le altre parti sociali, nella consapevolezza che la fase richiede convergenza su un terreno comune, visione e capacità di assumere decisioni coraggiose”. Allo stesso tempo, il consiglio generale afferma che questo confronto “dovrà tradursi in atti coerenti, risposte credibili e scelte verificabili, a partire dal percorso che porterà alla prossima legge di bilancio, che dovrà essere finalizzata alle reali priorità condivise del Paese”.
La Cisl richiama inoltre “il valore di un confronto pubblico fondato sul merito, rispettoso delle differenze e capace di sottrarsi alla radicalizzazione polemica, che ha segnato anche recenti passaggi della vita politica nazionale, a cominciare dalla campagna per il referendum sulla giustizia. Il Paese ha bisogno di una democrazia più matura, di un dibattito più sobrio e di istituzioni più efficaci, non di una contrapposizione permanente che allontana le soluzioni e impoverisce la partecipazione”.
Su questa base, il consiglio generale conferma “l’impegno a promuovere un modello di rappresentanza forte, libera e responsabile, fondato sulla buona contrattazione collettiva, sul contrasto al dumping contrattuale, sulla misurazione della reale rappresentatività attraverso l’aggiornamento del testo unico della rappresentanza e sul rafforzamento della partecipazione dei lavoratori alle decisioni e ai risultati dell’impresa”.
Il sindacato impegna tutta l’organizzazione a “sostenere con coerenza e determinazione questa linea, nei luoghi di lavoro, nei territori e nel confronto istituzionale, per concorrere a costruire un Paese più giusto, coeso, dinamico e capace di futuro”.
Per la Cisl, inoltre, suscita “particolare allarme” l’impatto che le nuove tensioni geopolitiche stanno producendo sull’economia, “già esposta sul fronte energetico, industriale e sociale”.
“L’aumento dei costi dell’energia, le pressioni inflattive, il rallentamento della crescita e il rischio di una nuova compressione dei salari reali impongono scelte tempestive e strutturali – dice il sindacato – per queste ragioni il consiglio generale ritiene indispensabile una strategia capace di sostenere redditi da lavoro e da pensione, rafforzare il potere d’acquisto delle fasce medio-basse, accelerare i rinnovi contrattuali pubblici e privati, alleggerire ulteriormente il carico fiscale sul lavoro riequilibrandolo anche attraverso una maggiore incidenza sulle rendite, a partire dai grandi asset immobiliari e della finanza speculativa, sostenere le famiglie e i settori più esposti, rilanciare investimenti, produttività, innovazione, infrastrutture e sicurezza energetica”. Secondo la Cisl “la credibilità di queste scelte dovrà misurarsi in risultati concreti: salari più alti, contratti rinnovati, maggiore tutela del potere d’acquisto”.
Il consiglio generale esprime “forte preoccupazione” per il quadro internazionale, segnato dal protrarsi della guerra in Ucraina, dall’escalation militare in Medio Oriente e dal “riemergere di una logica di potenza che sta progressivamente incrinando gli equilibri internazionali, indebolendo ulteriormente il multilateralismo e alimentando instabilità politica, economica e sociale. In questo scenario, ribadisce la necessità di rilanciare con determinazione il progetto europeo, rafforzando la capacità dell’Unione di agire come soggetto politico, economico e sociale all’altezza delle sfide del nostro tempo”.
L’Europa “deve tornare a essere protagonista – aggiunge la Cisl – superando immobilismi e veti anche attraverso la costruzione di cooperazioni rafforzate e più avanzate tra Stati membri nei campi strategici della difesa, della politica industriale, dell’energia, della ricerca, della coesione sociale e della protezione del lavoro. La Cisl si impegna a realizzare specifiche iniziative finalizzate a inserire il tema nell’agenda del Paese.
Il consiglio generale ribadisce inoltre l’urgenza di una politica europea e nazionale capace di sostenere l’apparato produttivo, tutelare la manifattura, accompagnare la transizione energetica, digitale e demografica, condizionare gli interventi pubblici alla qualità del lavoro, alla sostenibilità sociale e ambientale, alla valorizzazione della contrattazione e della partecipazione, a cominciare dalla strategia comunitaria del made in Europe”.
























