Rino non ce l’ha fatta. Ha lottato a lungo, ma non demordeva, continuava a lottare per sopravvivere al male che lo aveva aggredito, alla fine non ce l’ha fatta più. Ha lottato a lungo perché questa era la sua natura, il suo temperamento che aveva temprato in tanti anni di lunghe lotte al fianco di Pierre Carniti, prima alla Fim, poi alla confederazione. Lombardo, era di quella pattuglia che accompagnò Carniti nella sua storia difficile. Dopola Fimera stato a capo dei tessili della Cisl e poi segretario confederale in quei difficili tempi a metà degli anni ottanta. Tutta la battaglia per la scala mobile l’aveva vissuta in prima persona. Viveva in un paese vicino Roma, andava a casa tutte le sere con un piccolo treno e proprio lì, su quel trenino, si era fatto venire le idee più originali che alla fine avevano fatto vincere alla Cisl quella lunga storia.
Era un amico, voleva bene al Diario del lavoro e Il diario del lavoro gliene voleva altrettanto perché ne stimava l’intelligenza e la capacità di guardare a fondo. Scriveva per noi, l’ultimo numero del nostro bimestrale, in queste ore in tipografia, riporta un suo articolo. Ci lascerà anche questo vuoto oltre a quello di un caro amico.
Massimo Mascini




























