Electrolux ritira i licenziamenti unilaterali e cambia impostazione sul piano per l’Italia. Al tavolo convocato oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’azienda ha presentato una nuova proposta che sostituisce le uscite imposte con un piano di esodi volontari incentivati e prevede, nell’arco di tre anni, fino a 600 uscite tra gli impiegati e 650 tra gli operai, per un totale massimo di 1.250 lavoratori. La nuova proposta comprende anche 90 milioni di euro di investimenti e il ricorso agli ammortizzatori sociali per accompagnare la fase di riorganizzazione.
La revisione arriva dopo il piano annunciato nei mesi scorsi, che aveva portato Electrolux a indicare complessivamente 1.450 esuberi e a prevedere la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Il nuovo progetto modifica anche la prospettiva per il sito marchigiano, dove l’azienda propone un percorso di reindustrializzazione e di riqualificazione del personale, da costruire con il sostegno delle istituzioni e delle parti sociali attraverso un tavolo di lavoro. Nella fase di transizione è previsto il mantenimento della produzione, accompagnato dal ricorso alla cassa integrazione.
Per Electrolux il nuovo piano comprende anche una revisione del piano prodotti e una serie di richieste sul fronte della competitività delle produzioni italiane. L’azienda chiede un impegno congiunto per rafforzare il settore dell’elettrodomestico, anche attraverso un intervento a livello europeo e misure sui costi energetici. L’obiettivo dichiarato dal gruppo è costruire un percorso condiviso che consenta di mantenere la presenza industriale in Italia.
Il confronto, dunque, resta aperto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha assicurato che il Governo è pronto a sostenere il nuovo piano anche con strumenti straordinari che potranno essere inseriti nella prossima legge di bilancio. Urso ha inoltre ribadito la necessità di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani, compreso Cerreto d’Esi, e di chiudere il confronto entro ottobre. Il prossimo incontro al Mimit è stato fissato per il 29 ottobre, in vista della riorganizzazione globale del gruppo attesa nella prima parte di novembre.
La svolta arriva nella stessa giornata dello sciopero di otto ore, con un presidio davanti allo stabilimento e una delegazione di lavoratori arrivata a Roma per seguire il tavolo al ministero.
«La lotta che abbiamo messo in campo in questi mesi con le lavoratrici e i lavoratori ha centrato l’obiettivo del rispetto della dignità. Il ritiro dei licenziamenti unilaterali da parte di Electrolux è sicuramente un cambio di passo importante», dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore elettrodomestico, sottolineando come il nuovo piano rappresenti una prima svolta nella vertenza. Per il sindacato, anche l’avvio di un percorso di reindustrializzazione a Cerreto d’Esi, senza interrompere la produzione, apre una prospettiva diversa, ma dovrà essere accompagnato da precise garanzie occupazionali e produttive.
La Fiom indica infatti come condizioni essenziali per un eventuale accordo con Electrolux e Governo il mantenimento in Italia della struttura occupazionale, delle attività di ricerca e sviluppo e della capacità manifatturiera del gruppo. Sullo stabilimento marchigiano, in particolare, il sindacato chiede continuità occupazionale e produttiva per tutta la fase di riorganizzazione e reindustrializzazione.
Nel percorso di transizione, secondo De Palma e Tibaldi, dovranno essere utilizzati anche strumenti come i contratti di sviluppo, il sostegno alla riduzione dell’orario di lavoro e la formazione. Centrale, inoltre, il tema della «rigenerazione occupazionale»: le uscite volontarie dovranno essere accompagnate da nuove assunzioni, così da evitare che la riduzione degli organici si traduca in un progressivo impoverimento della struttura industriale.
«Nel piano di Electrolux per l’Italia occorre prevedere anche il rafforzamento degli investimenti», aggiungono i due sindacalisti, che considerano la soluzione della vertenza una partita rilevante non solo per l’occupazione nel settore dell’elettrodomestico, ma per la tenuta più generale del sistema industriale italiano.
Il confronto proseguirà al prossimo incontro del 29 ottobre: «Approfondiremo gli elementi del piano proposto da Electrolux a partire dalle nostre osservazioni».
























