Per Confagricoltura, la progressiva riduzione del 20% annuo fino all’eliminazione dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per l’energia elettrica prodotta dagli impianti a biogas e a biomassa di origine agricola rischia di mettere in ginocchio il settore.
Negli anni, intorno a questi investimenti “si sono strutturate filiere sostenibili in grado di generare economia circolare e di dare un contributo concreto alla decarbonizzazione. Chiediamo, pertanto, che la norma venga rivista – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, Enrico Allasia, rivolgendosi al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin – senza però generare impianti di ‘serie A’ e altri di ‘serie B’: tutti quelli di potenza fino a 999 KW devono essere tutelati, compresi quelli nati seguendo il modello dell’aggregazione tra imprese.”
“C’è ancora molto da fare – prosegue – per raggiungere l’obiettivo fissato dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) di produrre, entro il 2030, il 63% di energia elettrica con fonti rinnovabili. Attualmente, infatti, siamo al 42% e non comprendiamo perché si decida di interrompere un modello virtuoso e programmabile, a differenza di altre energie alternative (tipo eolico e solare). Servono, infine, regole certe per pianificare gli investimenti aziendali: anche la ventilata ipotesi di un rinvio dei tagli ai PMG ai prossimi anni non ci vedrebbe soddisfatti perché non garantirebbe prospettive al settore e rallenterebbe il percorso sulla sostenibilità avviato dalle aziende agricole e sempre più importante anche per l’accesso al credito secondo i parametri ESG”.



























