“Sarà una settimana difficile, l’ultima di luglio, per quanto riguarda il confronto tra Eni e sindacati sul rispetto degli accordi che sono stati sottoscritti un anno fa sugli investimenti e siti produttivi su cui l’azienda sta cambiando le carte in tavola”. E’ questa la presa di posizione di Sergio Gigli, segretario generale della Femca Cisl, a pochi giorni dal confronto con l’Eni e dalle proteste che i sindacati hanno messo in agenda.
Il 30 luglio alle 13 si aprirà il confronto con Eni al Ministero dello Sviluppo Economico, così come richiesto dai sindacati mentre, il 28 luglio a Gela, si terrà una manifestazione dei lavoratori e, il 29 luglio, è confermato il presidio davanti a Montecitorio.
“L’accordo sottoscritto deve essere rispettato e la raffineria di Gela deve ripartire – ha spiegato Gigli – Noi saremo coerenti con quanto concordato. Nuovi accordi con l’Eni si potranno firmare solo presso la Presidenza del Consiglio e il Presidente Renzi siamo certi comprenderà che i lavoratori di Eni non sono figli di un Dio minore rispetto a quelli di Electrolux e comprenderà che, nel nostro Paese, la più importante azienda italiana non può contribuire alla già pesante deindustrializzazione che stiamo vivendo”.

























