Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, vuole un sistema monetario internazionale “più forte”, che includa una adeguata “rete di sicurezza” finanziaria globale avente l’obiettivo di permettere l’accesso a risorse finanziarie in tempi di crisi o stress. In un discorso all’Università del Maryland, l’ex ministro francese delle Finanze ha detto che una rete di sicurezza “include riserve valutarie straniere, accordi valutari – noti come linee swap – tra banche centrali, intese finanziarie regionali e ovviamente l’Fmi”.
Lagarde ha riconosciuto che quella rete “è aumentata di dimensioni e portata dalla crisi finanziaria del 2008” ma ha fatto notare che è “diventata più frammentata e asimmetrica”. Il numero uno dell’istituto di Washington fa un esempio: “molte economie emergenti non hanno accesso alle esistenti linee swap tra le banche centrali delle economie avanzate. Questa è una sfida perché le economie emergenti dipendono in modo critico dalle valute delle nazioni avanzate nel loro commercio e in finanza”. Lagarde non si è detta affatto sorpresa che come conseguenza le economie emergenti abbiano costruito i loro cuscinetti protettivi in riserve di valuta estera. Secondo lei una rete di sicurezza più forte “aiuterebbe a ridurre il bisogno di questo tipo di auto-protezione. Libererebbe anche capitali tanto necessari per gli investimenti in infrastrutture, sanità ed educazione nel mondo emergente”.
La risposta di Lagarde sta in un “rafforzamento e in un ampliamento degli strumenti precauzionali di finanziamento che funzionino per tutti”. Lei ha promesso che nei prossimi mesi l’Fmi prenderà in considerazione questa questione.



























