Mancano le risorse per il rinnovo del contratto nazionale delle Fondazioni lirico sinfoniche 2022-2024. Un contratto che, denunciano i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal, “nascerà già scaduto e che non è più procrastinabile in quanto dovrebbe recuperare il potere d’acquisto perso dai lavoratori in oltre venti anni di blocco contrattuale, un impegno questo, assunto e sottoscritto con il contratto precedente”. Per questo motivo è stato proclamato lo stato di agitazione del comparto.
Diversi i motivi alla base della protesta. Il quadro finanziario prospettato dal governo, argomentano le sigle di categoria, “non offre le certezze necessarie per proseguire la trattativa, considerando che siamo nel 2026, ovvero nel triennio di rinnovo successivo”. Inoltre, sulla riforma del “Codice dello spettacolo” “manca l’interlocuzione con il ministero della Cultura nonostante le reiterate richieste di incontro”. Preoccupa, infine, la mancata esclusione delle Fondazioni lirico sinfoniche dai vincoli della Legge 207/2024 per il turnover che impone per le nuove assunzioni il limite del 75% della spesa per il personale cessato: “questo limite indebolirà ulteriormente la capacità operativa delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, già sofferenti di cronica carenza di organico, e produrrà un ulteriore incremento del lavoro precario”.
“Non sono più tollerabili rinvii e generiche dichiarazioni di intenti – concludono Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal -, servono certezze immediate, risorse e risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del settore”.
























