Nella riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza marittima è stata condivisa la proposta di mantenere gli attuali livelli di sicurezza marittima a bordo delle navi mercantili italiane che dovessero approdare nei porti di Israele e innalzarli al livello 3, cioè il massimo, nelle aree del Golfo Persico, “senza pregiudicare – ha precisato il presidente di Assarmatori Stefano Messina, a guida dell’associazione degli armatori aderente a Confcommercio – le eventuali operazioni commerciali”.
Intanto nella giornata di ieri i sindacati di categoria Filt‑Cgil, Fit‑Cisl e Uiltrasporti hanno formalmente richiesto ad Assarmatori e Confitarma un incontro immediato per avere un aggiornamento puntuale sul quadro operativo e sulle possibili conseguenze per i marittimi attualmente imbarcati, sottolineando la necessità di garantire sicurezza, informazione e tutela in un contesto che potrebbe rapidamente evolvere.
“Chiediamo un incontro con le associazioni datoriali, perché ci sono molti aspetti che vanno valutati, anche rispetto le interconnessioni – ha spiegato a Il diario del lavoro Angelo Manicone, coordinatore del Dipartimento Porti e Marittimi della Filt Cgil nazionale – A questo punto difficilmente transiteranno in quella zona delle navi civili, però non possiamo escludere che questa situazione possa travalicare quell’area. Dobbiamo subito analizzare e intervenire con eventuali azioni utili a tutti i lavoratori. Stiamo organizzando una data per incontrarci con Assarmatori e Confitarma, penso che riusciremo a vederci nei prossimi giorni.”
Sul fronte internazionale, sono stati raggiunti degli accordi nella giornata di giovedì tra i principali gruppi sindacali internazionali, e compagnie di navigazione commerciali e dell’industria marittima, noti come International Bargaining Forum (IBF). In particolare, dopo che il livello di minaccia per la regione è stato innalzato al suo livello più alto, i marittimi potranno rifiutarsi di navigare nel Golfo del Medio Oriente, incluso lo stretto di Hormuz, con rimpatrio al costo e alla compensazione della società pari a due mesi di stipendio base. Inoltre, ha spiegato in una nota il sindacato internazionale ITF, la Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti, i marittimi riceveranno una retribuzione più elevata e il risarcimento sarà raddoppiato in caso di morte o disabilità.
“Noi come Filt siamo associati alla Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti – ha concluso Manicone – i livelli di intervento sono tanti, ln particolare l’ITF è intervenuta perché si tratta di acque internazionali dove navigano mezzi con bandiere internazionali e quindi con equipaggi internazionali. Poi esiste un secondo livello: quando le navi battono bandiere europee se ne occupa l’ETF ( European Transport Workers’ Federation, ndr), un altro sindacato internazionale di livello europeo. E l’ultimo livello è il nostro, quindi come strutture sindacali nazionali abbiamo il nostro settore di pertinenza e ci occupiamo di navi battente bandiera italiana. Aspettiamo di incontrarci con la parte datoriale, che riconosciamo essere abbastanza sensibili al tema”.
Emanuele Ghiani

























