In linea con le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio (0,6% su mese, 1,8% su anno), che in una nota commenta i dati Istat di oggi sull’inflazione a marzo, la variazione dei prezzi di marzo ha segnalato un’accelerazione (0,5%, 1,7%), sulla spinta degli incrementi registrati dagli energetici (carburanti ed energia domestica).
Tra gli altri prodotti acquistati con maggior frequenza dalle famiglie – il sensore dell’inflazione percepita – Confcommercio segnala come per gli alimentari permangano differenze tra gli andamenti dei prezzi dei trasformati, con un’inflazione che si ferma all’1,4% su base annua, e quelli dei freschi, in sensibile accelerazione (4,4% tendenziale). Al netto delle componenti volatili, condizionate dal settore energetico, Confcommercio rileva come nel mese di marzo per diverse tipologie di servizi e per molti prodotti di largo consumo si siano registrati dei ridimensionamenti dei prezzi. Tali dinamiche hanno permesso un rallentamento dell’inflazione di fondo, scesa su base annua all’1,9%.
Questo contesto, “che appare ancora ampiamente sotto controllo – precisa Confcommercio – rischia inevitabilmente di subire un deterioramento già da aprile, mese in cui i consueti andamenti stagionali di turismo e trasporti potrebbero essere amplificati dagli effetti derivanti dal prolungarsi del conflitto in Iran”.

























