Nell’ultimo quadriennio risulta in costante diminuzione il numero degli ispettori di vigilanza dell’Inps, che passano da 884 a 736. Di conseguenza, calano anche le ispezioni effettuate, che rispetto al 2022 scivolano da 10.576 a 8.311. È quanto rileva la relazione di verifica del consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps sull’attività dell’istituto, presentata oggi.
Il numero di verbali per solidarietà contributiva del committente quasi si dimezzano, passando dai 2014 del 2022 ai 1.203 del 2025, mentre crescono gli importi dei verbali stessi, come effetto dell’azione congiunta dell’Istituto e della magistratura nei confronti di alcune grandi imprese. L’ulteriore calo del numero di ispettori di vigilanza, non ancora integrati a due anni dalla decretazione d’urgenza che ne prevedeva l’assunzione, non avendo per un anno e mezzo l’Inps ottenuto le autorizzazioni ministeriali previste, dice il Civ, rende difficoltosa l’azione dell’istituto nel contrastare l’evasione e il lavoro irregolare, nell’attività di tutela dei lavoratori e delle imprese.
In calo anche il personale complessivo, e in particolare nelle regioni del Nord, con 24.482 persone in forza al 31 dicembre 2025 rispetto ai 25.343 dell’anno precedente e alle 32.612 unità di dotazione organica sostenibile. La carenza riguarda anche specifici profili professionali e ambiti lavorativi. Inoltre, manca un adeguato raccordo fra le politiche del personale e i processi riorganizzativi. Secondo il Civ, dunque, “è necessario accelerare e dare continuità alle assunzioni per evitare disservizi all’utenza”.
L’andamento dei ricorsi amministrativi di competenza dei comitati e delle commissioni speciali, fa emergere come, nell’ultimo quadriennio, la giacenza degli stessi sia in forte diminuzione, passando da 174.496 nel 2021 a 46.505 nel 2025, valore praticamente azzerato nella maggior parte delle provincie. Il contenzioso in diverse regioni mantiene un elevato livello di pervenuto, alimentato molto spesso da pratiche lucrative, a volte illecite, che vanno contrastate con decisione. Il livello di soccombenza in giudizio permane molto alto e solo nel 52% dei casi i giudizi sono favorevoli all’istituto. Questo, conclude il Civ dell’Inps, impone misure finalizzate a dare più certezza agli utenti e maggiore coerenza con gli orientamenti giurisprudenziali.
Per contro, crescono ulteriormente i crediti dell’Inps arrivando, nel 2025, a 193 miliardi, rispetto ai 182 miliardi dell’anno precedente. Si conferma rilevante il tema dei crediti inesigibili, rispetto ai quali sarebbe necessaria una diversa lettura normativa e una differente regolamentazione interna per rendere più attendibile la rappresentazione della situazione patrimoniale dell’istituto.
Quanto ai dati sull’evasione contributiva: a fronte degli oltre 10 miliardi stimati, nel quadriennio 2022-2025 si registra un arretramento dell’accertato, che passa dai 328 milioni del 2022 ai 314 milioni del 2025; e le riscossioni scendono, nello stesso periodo, dai 284 milioni ai 176 milioni, con un rapporto riscosso/accertato che cala dall’86,4% al 56%.
























