Nel primo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (Pil), corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del primo trimestre del 2013. Lo ha comunicato l’Istat, che ha diffuso la stima preliminare del Pil.
Per l’Ufficio Studi di Confcommercio, questa stima “riporta la nostra economia su un sentiero negativo”. La contrazione dell’ICC di marzo dello 0,1% rispetto a febbraio e due segni negativi consecutivi per la produzione industriale a febbraio e marzo, per la Confcommercio avevano già messo in evidenza le difficoltà di uscita dalla fase recessiva.
“E’ evidente, sottolinea in una nota Confcommercio, che senza un reale miglioramento della spesa delle famiglie non può realizzarsi un concreto recupero dell’attività economica ed è in questa direzione che deve orientarsi l’azione di politica economica dando operatività alle misure di riduzione del carico fiscale. Si dovrà trattare però di riduzione netta della pressione fiscale, e non di un mero esercizio di ridistribuzione di risorse. In quest’ultimo caso, conclude la nota, la probabile ripresa dell’economia nel trimestre aprile-giugno, innescata dalla crescita della fiducia di famiglie e imprese, potrebbe essere vanificata proprio dal perdurante vincolo sulle risorse disponibili di famiglie e imprese”.




























