Nessuno si aspettava una trattativa lampo per chiudere il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, ma il negoziato si sta impantanando e perde colpi al di là di quanto era forse possibile attendersi. Gli incontri tecnici che erano stati programmati a gennaio per tutto il mese di febbraio non stanno portando alcun passo in avanti, nemmeno sul piano tecnico. Sia Federmeccanica che i sindacati si limitano a riproporre le proprie tesi senza tentare alcun avvicinamento. Tanto che si comincia già a parlare della possibilità di scioperi della categoria. L’attesa è tutta per l’incontro allargato che è stato programmato per la metà di marzo: potrebbe essere quello il momento per cercare di smuovere le posizioni, ma il pessimismo sembra farla da padrone, non fosse che perché, soprattutto sull’argomento principale, quello del salario, le posizioni sono davvero molto distanti.
Il salario è davvero la pietra angolare per misurare l’andamento di questa vertenza e purtroppo su questo tema non c’è stato alcun movimento. Gli industriali hanno continuato a rilanciato la loro proposta, lasciare da parte gli aumenti erga omnes del passato e limitarsi a fissare un salario minimo per tutti, dando qualcosa a chi è sotto questo livello retributivo e nulla a chi è già sopra. I sindacati hanno respinto questa impostazione, affermando che in questo modo solo il 5% dei lavoratori metalmeccanici avrebbe un aumento salariale e tutti gli altri, praticamente tutti, nulla. In realtà non è così, perché tutto dipende dal livello cui è fissato questo minimo, se fosse più alto di quanto indicato è evidente che l’area di chi sarebbe interessato all’aumento crescerebbe. Quindi non è necessariamente il sistema ad essere sbagliato, tutto dipende dal livello di retribuzione ritenuto sufficiente. E in fin dei conti la trattativa potrebbe fare proprio questo, alzare la retribuzione media dei lavoratori metalmeccanici.
Per questo l’impressione che si ricava dai resoconti di queste ultime sessioni di trattativa è negativa, perché non sembra esserci volontà (o capacità) di trattare. Del resto è difficile che Federmeccanica torni sui suoi passi e accetti una conclusione tradizionale, almeno per quanto si riferisce al salario, come del resto è stato fatto per i contratti già rinnovati. Il settore della meccanica è stato disastrato dalla crisi, ha perso il 30% della propria produzione, centinaia di migliaia di posti di lavoro, per cui ha deciso di rinnovare completamente le relazioni industriali sperando in un recupero di produttività. Ha fatto una scelta precisa, è difficile che adesso se la rimangi. Tutto è possibile, ma per il momento sarebbe bene escludere una tale eventualità e concentrarsi invece su altri sviluppi della trattativa. Ma, appunto, è difficile.
Il punto è che la trattativa dei metalmeccanici è stata complicata dal fallimento del negoziato per mettere a punto un nuovo sistema di contrattazione, che peraltro più che fallire non è mai nemmeno iniziato. Non esiste più infatti nessun punto di riferimento, il vecchio sistema è ufficialmente defunto, nulla ha preso il suo posto. Per cui le federazioni devono decidere autonomamente cosa fare. Il tutto è poi complicato dal fatto che Confindustria non ha, di fatto, un presidente, perché i poteri di Squinzi sono praticamente nulli in questi ultimi mesi e la corsa tra i suoi possibili successori si sta concentrando proprio sul tema dei contratti, per cui non esiste nemmeno uno straccio di indicazione sui possibili comportamenti, anzi accade il contrario, che ogni decisione, in un senso o nell’altro, sarebbe interpretata come una mossa interna alla competizione per la scelta del nuovo presidente.
Insomma, la partita si fa sempre più confusa, i tatticismi diventano regola di comportamento e la soluzione, quale che essa sia, si allontana. Del resto, non è da escludere che, almeno nel breve periodo, non se ne faccia proprio nulla: nel senso che il negoziato potrebbe anche essere sospeso senza limiti. Federmeccanica è stata chiara fin dall’inizio, non si sarebbe accontentata di un accordo qualunque ne’ ad ogni costo: voleva, e vuole tuttora, un vero rinnovamento, qualcosa che cambi davvero le procedure, un sistema che aiuti le imprese, ma sul serio. Altrimenti gli industriali metalmeccanici sono pronti a rinunciare al rinnovo, senza troppi timori per gli scioperi che i sindacati potrebbero indire. La ripresa del resto langue, per cui un calo della produzione non spaventa le imprese che potrebbero considerare un’ondata di scioperi come un allentamento dei costi di produzione.
Servirebbe un colpo d’ala, qualcosa che innovi davvero una trattativa che, come ha scritto Fernando Liuzzi su Il diario del lavoro riferendo dell’andamento del negoziato, è davvero sovraesposta. Le parti sociali, tutte e due, dovrebbero trovare qualcosa che porti il negoziato fuori dalle secche nelle quali langue. Non è difficile, e il loro compito è proprio questo, trovare vie di uscita da situazioni complicate. Il passato è denso di episodi del genere, brillantemente risolti da un sussulto di ingegno. La speranza è che questa capacità non sia del tutto persa.
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Da questa settimana inauguriamo una nuova sezione del giornale:
Uno spazio Blog, dove potranno intervenire con i loro post tutti gli amici del Diario del Lavoro. Un’iniziativa con cui puntiamo ad allargare ulteriormente la comunità di coloro che si occupano di lavoro e relazioni industriali, ma aperta anche a contributi su temi diversi: dalla politica al sociale, alla cultura, all’attualità.
La nuova iniziativa del Blog si aggiunge a quella lanciata nei giorni scorsi, il “Diario della crisi”: una sezione dedicata alla miriade di piccole vertenze territoriali che non trovano spazio sui media nazionali. L’obiettivo è fornire ai nostri lettori un’informazione sempre più capillare e ad ampio raggio su tutto ciò che si muove nel mondo del lavoro. Continuate quindi a seguirci e a darci i vostri contributi.
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Ecco alcune delle notizie pubblicate questa settimana da il Diario del lavoro (gli articoli completi e le altre notizie li trovate come sempre su www.ildiariodellavoro.it)
Contrattazione
Mentre il negoziato per il rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici prosegue, senza che le distanze fra le parti si riducano, in casa Fincantieri, superato l’incontro su appalti e occupazione, si va verso la stretta finale per il rinnovo dell’integrativo.
Questa settimana, inoltre, Assocarni e sindacati degli alimentaristi si sono incontrati per definire un protocollo d’intesa su qualità e sostenibilità della produzione della filiera carni e macelleria, mentre, alla Pisana, si è svolto l’incontro tra l’Università Sapienza di Roma e la Regione Lazio sul protocollo d’intesa sulla sanità firmato lo scorso febbraio.
Infine, proseguono le trattative per la partnership Meridiana-Qatar Airways, almeno fino al 23 marzo, e per la Banca Popolare di Vicenza in merito alle ricadute del nuovo piano d’impresa.
I Blog del Diario
Questa settimana, nella nuova sezione Blog, hanno scritto:
Paolo Pirani, Eni, lo sciopero è riuscito;
Roberto Di Maulo, Primarie anche per il sindacato;
Raffaele Delvecchio, Che fine farà l’archivio dei contratti?;
Riccardo Sanna, La ripresa della crisi?;
Marco Bentivogli, Industry 4.0 e la sfida del nuovo modello contrattuale;
Loredana Taddei, Se è molestia lo decide il molestatore;
Maurizio Castro, Dieci domande ai candidati per la presidenza di Confindustria.
Diario della crisi
Non accenna a diminuire la preoccupazione dei sindacati nazionali del settore delle comunicazioni sul futuro dei call center: contro il mancato rispetto delle leggi italiane, che mettono a rischio circa 8000 posti di lavoro, è stata indetta una mobilitazione nazionale per il prossimo 11 marzo. Il segretario generale dell’Ugl scrive ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico per chiedere l’apertura di un tavolo di confronto, mentre i lavoratori della Gepin Contact scioperano contro le gare d’appalto al massimo ribasso e il rischio di perdere il posto di lavoro.
Nella regione Sicilia prosegue la vertenza sui lavoratori della mensa Fincantieri di Palermo, mentre si da il via alla mobilitazione per la mancata riforma delle ex province.
Nel Lazio i lavoratori degli appalti della Asl Roma 2 si sono riuniti in assemblea straordinaria per discutere i problemi sul rischio licenziamenti e sul mancato rispetto del contratto nazionale; mentre i fisioterapisti del centro Majorana hanno scioperato contro il taglio del 20% agli stipendi, che i lavoratori subiscono dal giugno scorso, e quello al premio di produzione relativo al 2015.
In Campania, a seguito dello sciopero dei lavoratori della Civin di Napoli, è stato finalmente aperto un tavolo di trattativa, per discutere dell’applicazione illegittima di un contratto pirata che, denunciano i sindacati, “cancella dalla busta paga la 14 esima mensilità, la carenza malattia, le ferie, i permessi ed inserisce una flessibilità indignitosa”.
La nota
Nunzia Penelope firma un nuovo articolo sulle manovre per la presidenza di Confindustria.
Analisi
Fernando Liuzzi analizza l’evolversi della trattativa per il rinnovo dei metalmeccanici che, giunta all’ottavo incontro, registra ancora distanze fra le parti. Michele Faioli approfondisce il tema della contrattazione di secondo livello, a partire dalle posizioni di Confindustria e parti datoriali rispetto al documento unitario dei sindacati sulle relazioni industriali.
Documentazione
Questa settimana è possibile accedere alla consultazione di diversi documenti: la relazione dell’Ufficio parlamentare di Bilancio su esodati e legge Fornero; la circolare del ministero del Lavoro sui fondi interprofessionali per la formazione continua; il fascicolo dell’iter del disegno di legge su caporalato e lavoro nero, assieme agli emendamenti sindacali allo stesso ddl; e il documento di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil sul Masterplan per il Sud.
Dall’Europa, il documento dell’Eurofund sul salario minimo, e il documento del ministero dell’Economia per una nuova strategia politica europea, assieme alla nota Cgil sullo stesso documento.
Dalla Confidustria, l’analisi mensile del Csc sull’economia, le proposte avanzate dai giovani imprenditori per il rinnovo della presidenza e la lettera dei Saggi ai candidati.
Per quanto riguarda i rapporti dell’Istat, è possibile consultare: quello sul fatturato dei servizi nel IV trimestre 2015, quello sulle retribuzioni contrattuali, quello su fiducia di consumatori e imprese, e quello sul commercio al dettaglio.
Infine, dal mondo sindacale: il testo dell’accordo per il rinnovo dell’integrativo aziendale Autogrill; i dati Fim CIsl sul settore metalmeccanico a Monza e Brianza; il rapporto dell’Osservatorio Cgil sulla cassa integrazione nel gennaio 2016; il rapporto Uil sui voucher; e il documento Cgil-Fisac sulle proposte per una “buona finanza”.



























