“C’è un tema di qualità del lavoro, inteso come rafforzamento del tempo indeterminato e contrasto a forme come il part-time involontario su cui è necessario intervenire. Poi c’è il tema della crescita dei salari: bisogna però guardare ai tendenziali pregressi e futuri. Nel biennio 2024-25 si è registrata una forte stagione di rinnovi contrattuali nel pubblico e nel privato. C’è un segnale di forte recupero del potere d’acquisto, quindi bisogna ragionare su ciò che non ha funzionato, ma anche su ciò che ha funzionato”. Così il segretario confederale della Cisl, Mattia Pirulli, intervenendo alla presentazione di un rapporto dell’Inps sulle retribuzioni.
“Siamo passati da una stagione di mancati rinnovi nel pubblico impiego a un’altra di rinnovi – ha detto – i primi effetti positivi sono evidenti. Ma bisogna ragionare su altre leve: la contrattazione decentrata va potenziata, è lo strumento di redistribuzione della ricchezza; rafforzare lo strumento della partecipazione nelle imprese”.
Secondo il sindacalista della Cisl “ci deve inoltre essere un’azione di sistema per contrastare il dumping contrattuale, che si annida in particolare nel settore dei servizi. Dunque, crescita complessiva della contrattazione collettiva di qualità, ma vanno rinnovati i contratti”.



























