Per i rinnovi contrattuali pubblici e privati, per le vertenze regionali e territoriali aperte, Funzione Pubblica Cgil, Cisl Funzione Pubblica, Uil Federazione Poteri Locali e Uil Pubblica Amministrazione, hanno proclamato una giornata di sciopero regionale dei lavoratori, pubblici e privati, dei servizi di pubblica utilità per giovedì 14 aprile, con manifestazione a Milano.
Giovedì 18 febbraio, alle ore 11, nella sala Rastrelli–Schiroli della Cgil, i segretari generali e regionali di categoria, Florindo Oliverio, Antonio Tira, Salvatore Maisto ed Eloisa Dacquino, spiegheranno in conferenza stampa le ragioni dello sciopero, le proposte del sindacato e le iniziative sul territorio in programma per le prossime settimane.
“Già da tempo – spiegano i sindacati – abbiamo presentato le richieste per rinnovare i contratti collettivi nazionali di lavoro e rilanciare la contrattazione nelle amministrazioni pubbliche, a maggior ragione in presenza di ulteriori e nuove modifiche degli assetti istituzionali per effetto della legge Madia. Con tutte le ricadute che hanno sul nostro territorio. Da qui – proseguono – l’importanza della contrattazione anche a livello regionale, per il presidio dei processi di mobilità, di riorganizzazioni e di ristrutturazioni aziendali, per monitorare e prevenire le situazioni di crisi aziendale per difendere i livelli occupazionali. In Lombardia tante sono le vertenze da affrontare e su cui la Regione di Roberto Maroni deve avviare il confronto”.
“Nonostante 6 anni di blocco – concludono i sindacati – il governo continua a ritenere la contrattazione nei settori pubblici un’attività residuale, sulla quale non vale la pena investire risorse. La legge di stabilità per il 2016 non ha stanziato risorse sufficienti ad avviare la stagione dei rinnovi contrattuali di oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. La stessa sentenza della Corte Costituzionale di luglio 2015, che giudicava illegittimo il perdurare del blocco dei contratti da parte del governo, è stata disattesa. Questo atteggiamento del governo non è più tollerabile!”



























