Non ci sono più ostacoli all’entrata in vigore, all’inizio del 2004, dello Statuto della società europea. Il presidente dell’Europarlamento Pat Cox ha annunciato stamattina di avere rinunciato ad avviare un’azione giuridica davanti alla Corte di giustizia.
“Non voglio far ricorso alla Corte: la cosa essenziale è di creare un clima favorevole alla riforma economica”, ha dichiarato Cox, in una teleconferenza trasmessa dall’Irlanda.
“La mia decisione di non usare l’azione giuridica è un atto di fede politica”.
Lo Statuto della Spa europea è stato approvato dal vertice di Nizza, nel dicembre del 2000, dopo 30 anni di confronto in sede Ue. Il nuovo strumento consentirà alle imprese che operano in più Stati membri di essere considerate come una sola società e di fare riferimento ad una sola legge comunitaria. Il provvedimento dovrebbe favorire risparmi di spese burocratica e amministrativa fino a 30 miliardi di euro l’anno.
La comissione giuridica dell’Europarlamento aveva raccomandato alla presidenza di fare ricorso alla Corte di giustizia per salvaguardare il diritto alla co-decisione, non riconosciuto dal Consiglio dei ministri della Ue.
Ma il neo presidente (liberale) del Pe, a cui spetta la decisione finale, ha ritenuto di non seguire questo invito.
“L’incertezza giuridica che ne risulterebbe avrebbe come conseguenza di ritardare almeno di due anni l’introduzione dello Statuto della società europea”, ha detto Cox. “Un ritardo che andrebbe chiaramente in senso contrario al processo di riforme economiche, definito a Lisbona”.
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