Alberto Trentini e Mario Burlò, due degli italiani detenuti nel carcere venezuelano Rodeo 1, sono stati rilasciati. La loro scarcerazione si aggiunge a quella di Luigi Gasperin e Biagio Pilieri, tra i primi a essere liberati dopo la deposizione di Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores. Trentini e Burlò si trovano nell’ambasciata d’Italia a Caracas. “La loro liberazione – scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani – è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”. In corso i preparativi per il rimpatrio, un aereo è già decollato dall’aeroporto di Fiumicino. “Spero che siano già oggi o al massimo domani in Italia”, ha aggiunto Tajani in collegamento telefonico con Rainews24.
La notizia è stata accolta con grande sollievo da tutti gli schieramenti politici, a partire dalla premier Giorgia Meloni, informata all’alba direttamente dal ministro Tajani. “Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in queste ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”.
“È una splendida notizia che ci dà tanta gioia”, dichiara la leader dem Elly Schlein. “Il nostro abbraccio stretto alla sua famiglia e all’avvocata Ballerini (di Trentini, ndr), e il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarlo a casa”.
“Felicità e sollievo” anche per la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. “Un segnale di speranza per un futuro di democrazia nel Paese. Il ringraziamento della Cisl alle istituzioni e ai canali diplomatici per questo importante risultato”.
Alberto Trentini è libero dopo 423 giorni di prigionia. Il quarantaseienne cooperante umanitario, originario di Venezia, era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre si recava da Caracas a Guasdualito, nel sudovest del Paese, per una missione, ed era finito nel famigerato carcere di massima sicurezza di El Rodeo, presso la capitale venezuelana. Trentini collaborava con l’ong Humanity and Inclusion ed era stato fermato circa tre settimane dopo il suo arrivo in Venezuela. Le autorità venezuelane non hanno mai reso noti capi d’imputazione formali a suo carico. Secondo fonti non ufficiali, riportate da diversi organi di stampa, sarebbe stato accusato di cospirazione contro le autorità del Paese, una sorta di automatismo per il regime di Maduro rispetto a persone ritenute in qualche modo scomode per le loro attività.




























