Incidente mortale all’ex Ilva di Taranto, dove un operaio di 46 anni, Claudio Salamida, ha perso la vita questa mattina al convertitore 3 dell’acciaieria 2. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo era impegnato nelle attività di controllo delle valvole al quarto piano, quando la grata su cui si trovava avrebbe ceduto facendolo precipitare per sette metri fino all’impatto al suolo.
Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero, a partire da subito, in tutti i siti del gruppo. La protesta viene effettuata con articolazioni territoriali. “In attesa di conoscere la dinamica – dicono i sindacati -tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico si stringono intorno alla famiglia del lavoratore”.
Acciaierie d’Italia in AS esprime “profondo cordoglio per la tragica scomparsa del dipendente, Claudio Salamida, avvenuta in Acciaieria 2”. In una nota, AdI in AS riferisce che “sono in corso tutte le verifiche necessarie per accertare la dinamica dei fatti e conferma la piena disponibilità a fornire tutti gli elementi utili a far luce sull’accaduto”.
Intervenuta su “Coffee Break”, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha ricordato che la sicurezza sul lavoro “resta ancora un tema fondamentale sul quale non possiamo assolutamente abbassare la guardia” e che come Cisl “abbiamo chiesto da tempo e continuiamo a dire che serve una grande alleanza nazionale perché sono stati fatti passi in avanti con il lavoro che abbiamo fatto insieme con il Governo, ma evidentemente non basta”.
Per la leader di via Po “bisogna incidere sulla formazione di tutti i lavoratori, ma anche delle imprese; incidere sulle manutenzioni nel caso dell’Ilva, perché se questo è accaduto è perché, purtroppo, negli anni ci sono state manutenzioni scarse, quando ci sono state, ed è per questo che chiediamo un intervento forte e costante su questi temi”.
Dalla Fim-Cisl il segretario generale Ferdinando Uliano e il segretario nazionale Valerio D’Alò Ilva sottolineano che quanto accaduto non deve essere archiviato come una tragica fatalità e ribadiscono quanto da tempo affermato: maggiore attenzione e investimenti strutturali sulle manutenzioni e sulla messa in sicurezza degli impianti. “Le risorse destinate alla sola gestione ordinaria non sono sufficienti: è indispensabile rafforzare in modo significativo e continuativo gli interventi di manutenzione per prevenire situazioni che mettono seriamente a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori. La definizione di un assetto proprietario stabile è una condizione indispensabile per una migliore pianificazione degli investimenti, sia sul fronte della prevenzione e della sicurezza, sia per il rilancio complessivo degli impianti siderurgici”.
Per queste ragioni, la richiesta di riaprire con urgenza il tavolo a Palazzo Chigi “è oggi ancora più necessaria e non più rinviabile. Per quanto ci riguarda, la presenza dello Stato deve rappresentare una garanzia aggiuntiva e reale sul piano della prevenzione del rischio infortuni e, al tempo stesso, l’unica strada possibile per assicurare un futuro industriale e occupazionale allo stabilimento”.
“E’ inaccettabile l’infortunio mortale di oggi all’ex Ilva a Taranto: scioperiamo unitariamente perché chiediamo da tempo interventi ordinari e straordinari per la prevenzione e la salute e sicurezza dei lavoratori”. Lo dichiarano il leader della Fiom, Michele De Palma, e il segretario nazionale Loris Scarpa. “E’ una tragedia che doveva essere evitata, ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate – dicono – in questi mesi abbiamo scioperato e manifestato per ottenere investimenti e un piano occupazionale e di decarbonizzazione. Oggi ci troviamo a dover piangere un lavoratore dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Ci stringiamo intorno alla famiglia di Claudio Salamida, a cui esprimiamo la nostra solidarietà. Abbiamo proclamato uno sciopero immediato di 24 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo. Si apra immediatamente il negoziato alla presidenza del consiglio per mettere in sicurezza i lavoratori e si avvii la decarbonizzazione degli impianti. Il Governo deve investire le risorse necessarie per garantire il futuro del gruppo siderurgico dell’ex Ilva. Sarà compito della magistratura accertare le cause e le responsabilità. Noi ci costituiremo parte civile”.
Per Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, la tragedia di questa mattina “rende drammatica una situazione già fortemente compromessa. E’ l’ulteriore perdita insopportabile di vite umane che si somma al sacrificio di questi lunghi anni e pone l’accento sull’emergenza legata ai mancati investimenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza”. Per Palombella, ciò dimostra che le denunce dei sindacati non sono state ascoltate fino in fondo e “questo tragico incidente impone a tutti una seria riflessione sulle responsabilità e su quello che doveva essere fatto per evitare che ciò accadesse. Chiediamo che sia fatta piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità che hanno causato questa ennesima vittima. Siamo vicini alla famiglia di Claudio, a cui vanno le nostre più sincere condoglianze. Non vogliamo altre vittime sul lavoro. Ora servono risposte e soluzioni concrete”.
Netta condanna anche dall’Ugl metalmeccanici, che parla di “ennesima, evitabile e inaccettabile morte sul lavoro. Profondamente addolorati e sconcertati, esprimiamo il cordoglio di tutta l’Ugl e ci stringiamo intorno ai familiari e a tutti i colleghi di Claudio Salamida”, afferma il segretario nazionale Antonio Spera.
Cordoglio e condanna anche dal neo governatore della regione Puglia, Antonio Decaro. “Il dolore merita tutto il nostro rispetto e lo sciopero annunciato dai sindacati è sacrosanto. Ma il cordoglio non basta. Chiedo con forza che si metta immediatamente in campo un piano straordinario di manutenzione e risanamento che garantisca la sicurezza di tutti i lavoratori e avvii con decisione il percorso di decarbonizzazione. In queste condizioni l’acciaieria non ha futuro”.
“Oggi, davanti all’ennesima tragedia, ogni parola rischia di essere superflua. Chi deve indagare lo farà e fin da ora esprimo massima fiducia negli inquirenti. Ma non possiamo derubricare quanto accaduto a un caso isolato” ha aggiunto. “Chiediamo al Governo un intervento immediato, affinché si faccia piena chiarezza sulle condizioni di sicurezza del lavoro e venga data una risposta chiara sul futuro delle acciaierie, che non può prescindere dalla messa in sicurezza degli impianti e dalla tutela dei lavoratori. Così non è più possibile andare avanti” conclude il Decaro.





























