Il passaggio alle 35 ore non fa rima nel 2002 con nuove assunzioni per tre quarti delle aziende francesi con meno di 200 dipendenti. Secondo un’inchiesta semestrale di BNP Paribas Lease Group, nella prima metà dell’anno, solo il 28% delle piccole e medie imprese ha assunto personale al momento della riduzione dell’orario di lavoro contro il 51% dell’anno prima.
Le più restie ad aumentare il numero dei suoi dipendenti sono state le aziende più piccole, mentre la metà di quelle con oltre 100 dipendenti hanno compensato il passaggio alle 35 ore aumentando il suo personale. Il settore che ha fatto meno assunzioni è quello dell’industria, che ha preferito privilegiare, al 47%, l’aumento di produzione o l’acquisto di nuovi macchinari (27%) piuttosto che investire nell’assunzione di operai.
Alla fine di giugno, il 30% delle aziende con meno di 20 dipendenti non aveva ancora adottato la riduzione dell’orario di lavoro, ormai obbligatoria per legge anche per loro dall’inizio dell’anno.
I ‘patrons’ delle aziende tra i 6 e i 200 dipendenti continuano comunque ad essere ostili al passaggio alle 35 ore.
Secondo lo studio infatti, l’80% ritiene che la riduzione dell’orario di lavoro abbia avuto un impatto negativo contro il 4% di parere contrario. Vi è poi un drappello di irriducibili (18%) che ha dichiarato che non adotterà mai le 35 ore.
Lo studio è stato pubblicato mentre nel paese si discute di un ammorbidimento delle modalità di applicazione delle 35 ore, soprattutto per le PMI. Il nuovo governo di centro destra, che ne ha fatto una promessa elettorale, dovrebbe annunciare in tempi rapidi le sue intenzioni, che non rimetteranno comunque in questione la riduzione dell’orario del lavoro.
Ieri il Medef, la Confindustria francese, aveva fatto sapere che a suo avviso l’ammorbidimento avrebbe richiesto una revisione dell’attuale legislazione. I provvedimenti attesi dalla PMI è quella di portare il tetto degli straordinari al di là delle 130 ore annue previste attualmente.
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