di Renzo Bellini – segretario confederale Cisl
Dal 21 al 24 maggio 2007 si svolgerà a Siviglia l’XI congresso della Ces, la confederazione europea dei sindacati. L’idea che caratterizza questo Congresso si esplicita nel ruolo che la Ces intende assumere ed è sintetizzabile nel concetto: “ Passare all’offensiva”.
– “PASSARE ALL’OFFENSIVA CONTRO”:
– Tutto quel mondo politico e sociale che rimane scettico ed ostacola la creazione di un’Europa più forte ed integrata e ripropone volontà di ritorno al nazionalismo e al protezionismo perché considera l’Unione Europea la causa di tutti i mali che affliggono la nostra società.
– Una visione di fare impresa di tipo speculativo che punta a rendimenti elevati a breve termine, o che agisce su una competizione esclusivamente da “costi” anziché investire in nuovi prodotti nuovi servizi, produttività elevate e tecnologie sostenibili.
– Chi intende affermare che l’Europa non necessita di una dimensione sociale e sostiene che il nuovo “credo”, per la competizione, debba essere quello di agire su un processo di deregolamentazione e di neoliberismo.
Nel voler ostacolare queste interpretazioni relative all’Europa, la Ces di converso evidenzia che la strada dell’integrazione è la strada giusta perché ha permesso programmi decisivi nella conciliazione tra i popoli, nel consolidamento della democrazia, nell’abbattimento delle frontiere, nella creazione di un mercato interno, nell’istituzione della moneta unica. L’Europa continua ad essere la regione del mondo con la più elevata percentuale di lavoratori sindacalizzata, con il più forte Stato sociale e con i più forti servizi pubblici. Il benessere sociale ed i diritti fondamentali dei suoi cittadini sono al centro della sua vita politica, sociale ed economica. L’Unione europea rappresenta inoltre un’area integrata costituita da 27 paesi e da 493 milioni di abitanti in un mercato unico che le conferisce un enorme potenziale economico e commerciale.
In virtù della sua dimensione politica-economica, sociale e culturale l’Ue rappresenta un progetto geopolitico che può costituire un punto di riferimento per il progresso, la solidarietà, l’eguaglianza, e la coesione sociale in tutto il mondo caratterizzato dalla globalizzazione.
Bisogna partire da questo quadro di riferimento, senza ovviamente fermarsi all’autocompiacimento, per affrontare le difficoltà e le paure, cogliendo tutte le opportunità che l’Europa può offrire.
Il congresso di Siviglia proporrà quindi una serie di iniziative per un’Europa più forte dal punto di vista sociale, politico, economico ambientale; un’Europa equa e solidale che attui l’equilibrio di genere in grado di sviluppare i diritti fondamentali civili ed umani, che sappia incoraggiare una gestione responsabile delle imprese per promuovere sviluppo sostenibile e opportunità di lavoro stabile e di qualità.
Da queste considerazioni scaturiscono le 5 proposte identificabili nel:
“PASSARE ALL’OFFENSIVA” PER:
1) Un’Europa più “forte” e migliore capace di:
– Attuare il trattato costituzionale che comprenda la carta dei diritti fondamentali prevedendo una forte dimensione sociale.
– Sviluppare una politica estera e di sicurezza che possano dirsi effettivamente europee e comuni, in grado di promuovere processi di pace, di democrazia e di diritti umani.
– Promuovere un’idea di sviluppo e di politiche commerciali coerenti con le tutele sociali ed ambientali.
– Un approccio positivo sia nei confronti dell’allargamento verso i Balcani e la Turchia, in
base al pieno rispetto dei requisiti di adesione all’Ue e dei diritti fondamentali” sia nelle politiche di vicinato verso l’Est europeo e il Mediterraneo.
2) – Una più efficace governance economica sociale e ambientale capace di:
– Rilanciare la strategia di Lisbona in una logica di sviluppo cooperativo europeo evitando che i modelli sociali entrino in competizione tra loro, riproponendo gli equilibri tra crescita, progresso ambientale, coesione sociale.
– Sviluppare strategie di industriali e di innovazione con riferimento a tecnologie sostenibili, con aumenti di spesa in ricerca, con modelli di produzione e consumo rispettosi degli obiettivi di Kyoto, con servizi pubblici più forti.
– Attivare un quadro macroeconomico, politiche fiscali e politiche di bilancio che promuovano la crescita, la solidarietà e la coesione sociale.
3) – Un dialogo sociale, contrattazione collettiva e partecipazione dei lavoratori capaci di:
– Realizzare un solido sistema di relazioni industriali europeo che possa completare i sistemi nazionali.
La Ces è convinta che il rafforzamento del dialogo sociale autonomo a tutti i livelli, con una maggiore capacità negoziale delle parti, costituisca la strada più adeguata per bilanciare gli interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Solo organizzazioni delle parti sociali forti e rappresentative, capaci di negoziare, saranno in grado di affrontare le sfide presenti e future dell’Ue in materia di occupazione, crescita, innovazione, produttività e competività.
In questo quadro è necessario istituire un quadro coerente per la contrattazione collettiva ed il diritto di sciopero e per la soluzione delle controversie a livello europeo supportato dalla istituzione di un dipartimento presso la Corte di Giustizia dedicato ai problemi sociali e del lavoro.
Sviluppare un rafforzamento degli accordi nelle imprese transnazionali garantendo il ruolo di rappresentatività alle Organizzazioni sindacali e alle Federazioni sindacali europee anche all’interno dei Cae migliorandone l’efficacia e applicandoli alle imprese con più di 500 dipendenti.
Richiedere alla Commissione Europea un insieme di regole giuridiche sulla partecipazione dei lavoratori sia sul diritto societario, sia sulle forme di democrazia economica.
4) – Un mercato del lavoro europeo emergente con una forte dimensione sociale capace di:
– Realizzare un quadro normativo comune che equilibri il mercato unico, che fornisca sicurezza ai lavoratori e li sostenga con ammortizzatori sociali nelle fasi di cambiamento, che generi quantità e qualità occupazionale.
– Sviluppare un mercato del lavoro che non alimenti precarietà e sostenga il diritto di tutti i lavoratori europei ad un lavoro dignitoso, che rispetti gli standars minimi accettabili in materia di retribuzione, condizioni, orario di lavoro e sicurezza sul lavoro.
In funzione di questi obiettivi la Ces sviluppa una serie di proposte utili a migliorare la mobilità dei lavoratori basata sul principio dell’uguaglianza contro ogni forma di discriminazione e a favore di una politica di pari opportunità per tutti supportata da un apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
Le proposte si articolano inoltre sulle politiche utili alla riconciliazione della vita lavorativa con quello familiare con particolare riferimento a orari di lavoro, forme di flessibilità, assistenza ai bambini, ecc. Tali politiche si devono sviluppare sia sul piano contrattuale sia nei sistemi di protezione sociale.
5) – Un sindacato più forte capace di:
– Svolgere un ruolo che sappia andare oltre la semplice gestione delle conseguenze sociali derivanti dai vari processi di cambiamento, per cimentarsi, con capacità di critica di proposta e di azione, nella anticipazione e prevenzione di tali conseguenze.
– Questo ruolo si concretizza rafforzando i sistemi di relazione sia nelle istituzioni che con il sistema delle imprese improntati a concertazione, contrattazione, partecipazione che incidono sulla politica economica, sui sistemi di protezione sociali, sanitari, pensionistici, sui sistemi produttivi in funzione di uno sviluppo sostenibile e duraturo.
Per sostenere questo ruolo, si intende sviluppare una strategia organizzativa per aiutare gli affiliati ad incrementare i tassi di sindacalizzazione con particolare riguardo ai giovani, ai lavoratori immigrati e transfontalieri, a quelli delle piccole e medie aziende e del settore dei servizi.
Questi sono in estrema sintesi i punti di azione che caratterizzano il congresso con il chiaro intento di diffondere il senso di appartenenza e il desiderio verso questa nuova ed unica identità che si chiama Europa.


























