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Home - Approfondimenti - Analisi - Un congresso all’offensiva

Un congresso all’offensiva

16 Maggio 2007
in Analisi

di Renzo Bellini – segretario confederale Cisl

Dal 21  al 24  maggio 2007 si svolgerà a Siviglia l’XI congresso  della Ces, la confederazione europea dei sindacati. L’idea  che caratterizza  questo Congresso si esplicita nel ruolo che la Ces intende assumere ed è sintetizzabile nel concetto: “ Passare all’offensiva”.
– “PASSARE ALL’OFFENSIVA CONTRO”:
– Tutto quel mondo politico e sociale che rimane scettico ed ostacola la creazione  di un’Europa più forte ed integrata e ripropone volontà di ritorno  al nazionalismo e al protezionismo perché considera l’Unione Europea la causa  di tutti i mali che affliggono la nostra società.
– Una visione di fare impresa di tipo speculativo  che punta a rendimenti elevati a breve termine, o che agisce su una competizione esclusivamente da “costi” anziché investire in nuovi prodotti nuovi servizi, produttività elevate e tecnologie sostenibili.
– Chi intende affermare che l’Europa non necessita  di una dimensione  sociale e sostiene  che il nuovo “credo”, per la competizione, debba essere quello di agire su un  processo di deregolamentazione  e di  neoliberismo.

Nel voler ostacolare queste interpretazioni relative all’Europa, la Ces  di converso evidenzia che la    strada    dell’integrazione è la strada  giusta perché ha permesso programmi decisivi nella conciliazione tra i   popoli, nel consolidamento della democrazia, nell’abbattimento delle frontiere, nella creazione di un mercato interno,  nell’istituzione della moneta unica.  L’Europa continua ad essere la regione  del mondo  con la più elevata percentuale di lavoratori sindacalizzata, con il più forte Stato sociale  e con i più forti servizi pubblici. Il benessere sociale ed i diritti fondamentali dei suoi cittadini  sono al centro della sua vita  politica,  sociale ed economica. L’Unione europea rappresenta   inoltre   un’area   integrata  costituita  da  27  paesi e da 493 milioni di abitanti in un mercato unico che le conferisce un enorme potenziale economico e   commerciale.
In   virtù   della  sua dimensione  politica-economica,   sociale  e  culturale    l’Ue    rappresenta un progetto geopolitico che può  costituire  un punto di riferimento per il progresso, la solidarietà, l’eguaglianza, e la  coesione sociale in tutto il mondo caratterizzato dalla globalizzazione.
Bisogna partire da questo quadro  di riferimento,  senza ovviamente  fermarsi all’autocompiacimento,  per affrontare le difficoltà  e le paure, cogliendo tutte le opportunità  che l’Europa può offrire.
Il congresso  di Siviglia  proporrà quindi una serie di iniziative per un’Europa più forte dal punto di vista  sociale, politico, economico ambientale; un’Europa equa e solidale che attui l’equilibrio  di genere in grado di sviluppare i diritti fondamentali civili ed umani,  che sappia incoraggiare una gestione responsabile  delle imprese per promuovere sviluppo sostenibile e opportunità di lavoro stabile e di qualità.


Da queste considerazioni scaturiscono le 5 proposte identificabili nel:


“PASSARE ALL’OFFENSIVA” PER: 
1)  Un’Europa più  “forte”  e migliore  capace di:

 – Attuare il trattato costituzionale  che comprenda la carta dei diritti fondamentali prevedendo una forte dimensione sociale.
–   Sviluppare una politica estera  e di sicurezza che possano dirsi effettivamente europee e comuni, in grado di promuovere processi di pace, di democrazia e di diritti umani.
–  Promuovere un’idea di sviluppo  e di politiche commerciali coerenti con le tutele  sociali ed ambientali.
– Un approccio positivo sia nei confronti dell’allargamento  verso i Balcani e la Turchia, in
base al pieno rispetto dei requisiti di adesione all’Ue e dei diritti fondamentali” sia nelle politiche  di vicinato verso l’Est europeo e il Mediterraneo.


2) – Una  più efficace governance economica sociale  e ambientale capace di:
– Rilanciare la strategia  di Lisbona  in una logica  di sviluppo cooperativo europeo evitando che i modelli   sociali entrino in competizione tra loro, riproponendo gli equilibri tra crescita, progresso ambientale, coesione sociale.
– Sviluppare  strategie di industriali e di innovazione con riferimento a tecnologie sostenibili, con aumenti di spesa in ricerca, con modelli di produzione e consumo rispettosi degli obiettivi di Kyoto, con servizi pubblici più forti.
– Attivare  un quadro macroeconomico, politiche fiscali e politiche di bilancio che promuovano la crescita, la solidarietà e la coesione sociale.


3) – Un  dialogo sociale,  contrattazione collettiva e  partecipazione  dei lavoratori  capaci di:
– Realizzare un solido sistema di relazioni industriali  europeo che possa completare i sistemi  nazionali.
La Ces è convinta  che il rafforzamento del dialogo sociale   autonomo a tutti i livelli, con una maggiore capacità negoziale delle parti,  costituisca la strada  più adeguata per bilanciare gli interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Solo organizzazioni delle parti sociali  forti e rappresentative, capaci di negoziare, saranno in grado di affrontare le sfide presenti e future dell’Ue in materia di occupazione, crescita, innovazione, produttività e competività.
In questo quadro è necessario istituire un quadro coerente per la contrattazione collettiva ed il diritto di sciopero e per la soluzione delle controversie a livello europeo supportato dalla istituzione di un dipartimento presso la Corte di Giustizia dedicato ai problemi sociali e del lavoro.
Sviluppare un rafforzamento degli accordi nelle imprese transnazionali garantendo il ruolo di              rappresentatività alle Organizzazioni sindacali e alle Federazioni sindacali europee anche all’interno dei Cae migliorandone l’efficacia e applicandoli alle imprese con più di 500 dipendenti.
Richiedere alla Commissione  Europea un insieme di regole giuridiche sulla partecipazione dei   lavoratori sia sul diritto societario, sia sulle forme di democrazia economica.

4) – Un mercato del lavoro europeo emergente con una forte dimensione sociale capace  di:    
– Realizzare un quadro normativo comune che equilibri il mercato unico, che fornisca sicurezza ai    lavoratori e li sostenga con ammortizzatori sociali  nelle fasi  di cambiamento, che generi quantità e qualità occupazionale.
– Sviluppare un mercato del lavoro che non alimenti precarietà e sostenga il diritto di tutti i lavoratori europei ad un lavoro dignitoso, che rispetti gli standars minimi accettabili in materia di retribuzione, condizioni, orario di lavoro e sicurezza sul lavoro.
In funzione di questi obiettivi la Ces sviluppa una serie di proposte utili a migliorare la mobilità dei lavoratori basata sul principio dell’uguaglianza contro ogni forma di discriminazione e a favore di una politica di pari opportunità per tutti supportata  da un apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
Le proposte si articolano inoltre sulle politiche utili alla riconciliazione della vita lavorativa con quello familiare con particolare riferimento a orari di lavoro, forme di flessibilità, assistenza ai bambini, ecc. Tali politiche si devono sviluppare sia sul piano contrattuale sia nei sistemi di protezione sociale.


5) – Un sindacato più forte capace di:
– Svolgere un ruolo che sappia  andare oltre la semplice gestione delle conseguenze sociali derivanti dai vari processi di cambiamento, per cimentarsi, con capacità di critica di proposta e di azione, nella anticipazione e prevenzione di tali conseguenze.
– Questo ruolo si concretizza rafforzando i sistemi di relazione sia nelle istituzioni che con il sistema delle imprese improntati a concertazione, contrattazione, partecipazione che incidono sulla politica economica, sui sistemi di protezione sociali, sanitari, pensionistici, sui sistemi produttivi in funzione di uno sviluppo sostenibile e duraturo.
Per sostenere questo ruolo, si intende sviluppare una strategia organizzativa per aiutare gli affiliati ad incrementare i tassi di sindacalizzazione con particolare riguardo  ai giovani, ai lavoratori immigrati e transfontalieri, a quelli delle piccole e medie aziende e del settore dei servizi.


Questi sono in  estrema sintesi i punti di azione che caratterizzano il congresso con il chiaro intento di diffondere il senso di appartenenza e il desiderio verso questa nuova ed unica identità che si chiama Europa.

redazione

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