L’impotenza e la rabbia. Il tempo fermo a quell’istante in cui il cuore cessa di battere e con esso sembra interrompersi anche il respiro del mondo. Che pure, un attimo dopo, riprende a correre indifferente al dolore di chi resta, alleggerito e insieme gravato dalla morte di una persona innocente.
Le morti sul lavoro tratteggiano l’immagine di un Paese fondato su uomini e donne sacrificabili in nome del profitto, della produttività, della competizione di mercato, anziché su un lavoro davvero dignitoso. E così, davanti a questa inarrestabile scia di sangue, lo Stato appare spesso più capace di commemorare che di proteggere, come disse Antonino Laganà, il fratello di Kevin, l’operaio morto nella strage di Brandizzo.
Nel frattempo, la disperazione non trova posto e il vuoto divora ciò che resta, alimentandosi di dolore, frustrazione e rabbia davanti a un lavoro che ha smesso troppo spesso di assomigliare alla dignità. “Crimini della sicurezza”, li definisce Yuleisy Cruz Lezcano nel suo libro (Il Ponte Vecchio, 208 pagine, 15,00€), una Spoon River contemporanea che fa venire i brividi quando lo sguardo scorre su quei nomi impressi sulla pagina, così simili alla fissità delle statistiche che li conteggiano. Ma Cruz Lezcano va oltre quella freddezza: restituisce vita non solo alla memoria di uomini e donne, ma respiro alla denuncia, dignità al dolore delle comunità. “Perché il cuore d’un operaio non sia dimenticato nel cemento delle statistiche”.
Sono racconti intimi e quotidiani, che si alternano tra la concretezza di una prosa calda – mai consolatoria – e l’immaginifica poesia, capace di riempire i vuoti dell’assenza. Le morti sul lavoro, i morti di lavoro, ci interrogano tutti e ci inchiodano a una responsabilità condivisa: sono il bollettino di un fallimento, dello Stato ma anche della società che lo compone. È “l’inferno dei poveri”, dove “Il denaro, parola maledetta, ci rende cavalli zoppi che ancora devono correre, mentre l’anima inciampa”.
Cruz Lezcano costruisce un memoriale contemporaneo in cui la scrittura diventa un atto di resistenza all’oblio. Il libro non si limita all’attimo della tragedia: segue il filo spezzato delle vite dopo la morte, entra nelle case cambiate per sempre, nelle assenze che continuano ad abitare la quotidianità di chi resta.
È qui che si trova uno dei meriti più profondi di Crimini della sicurezza: restituire alle vittime ciò che spesso viene loro sottratto due volte, prima dalla morte e poi dalla velocità della cronaca. Ogni lavoratore non è soltanto il protagonista di un incidente, una dinamica da ricostruire, un numero dentro un rapporto statistico, ma una persona con una storia, relazioni, aspettative e progetti interrotti.
La scrittura di Cruz Lezcano attraversa questo spazio tra testimonianza civile e racconto, cercando ciò che normalmente rimane fuori dall’inquadratura: il peso degli oggetti lasciati indietro, il silenzio delle famiglie, le domande senza risposta, la rabbia di chi continua a chiedere giustizia. Perché una morte sul lavoro non finisce nel momento in cui viene pronunciata la notizia: continua nella vita di chi resta e nelle comunità che devono fare i conti con quella ferita.
Accanto ai racconti narrativi e ai ritratti biografici, la poesia diventa una seconda voce del libro. Non un elemento decorativo, ma uno strumento per dare forma a ciò che sfugge alle statistiche e ai verbali: il vuoto lasciato da una persona, il dolore che non trova parole, l’amore che sopravvive alla perdita. È il tentativo di raccontare ciò che spesso resta invisibile, ma che costituisce il cuore stesso di ogni tragedia.
Crimini della sicurezza non è quindi soltanto un libro sulle morti sul lavoro. È un libro sui vivi, sulla memoria e sulla responsabilità. Sul dovere di non abituarsi all’inaccettabile, di non trasformare una strage quotidiana in una sequenza di numeri destinati a scorrere via. La memoria non restituisce quanto perso, ma può impedire che quelle vite vengano cancellate. Può trasformare il dolore in consapevolezza collettiva e la consapevolezza in impegno.
Elettra Raffaela Melucci

Titolo: Crimini della sicurezza
Autrice: Yuleisy Cruz Lezcano
Editore: Il Ponte Vecchio – Collana Cammei
Pagine: 208 pp.
Anno di pubblicazione: 2026
ISBN: 979-12-5978-506-0
Prezzo: 15,00€




























