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Home - La biblioteca del diario - The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

di Nunzia Penelope
9 Luglio 2026
in La biblioteca del diario
The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

Il libro non è nuovo, anzi: è del 2018. Ma è proprio questa la ragione per cui vale la pena oggi di leggere, o rileggere, The Game, di Alessandro Baricco. Nel 2018, quando fu pubblicato, non dilagava ancora l’intelligenza artificiale, le varie chatgptqualcosa e tutto l’ambaradan di nuove creazioni che promettono, o minacciano, una rivoluzione in grado di cambiare per sempre la storia dell’umanità. Ma già allora Baricco offriva una analisi attenta e inquietante sulla direzione che il mondo stava prendendo. Senza dare giudizi, ma offrendo fatti e riflessioni. “Rivoluzione è un termine alquanto generico, che usiamo con una certa spensieratezza”, scriveva nel 2018. A tenere banco era già la ‘’rivoluzione digitale’’, ma che in confronto a quella attuale era il Mesozoico. Osserva l’autore: esistono diversi tipi di rivoluzione, quella di Copernico, quando intuì che la terra girava attorno al sole e non il contrario, non è dello stesso tipo di quella che ricordiamo come rivoluzione francese, così come l’invenzione della democrazia, ad Atene, non è paragonabile a quella della lampadina di Edison; “e quando si parla di rivoluzione digitale, è abbastanza chiaro che si parla di una rivoluzione tecnologica: l’invenzione di qualcosa che crea strumenti nuovi e una vita diversa: tipo l’aratro, le armi da fuoco, le ferrovie”.

E tuttavia, seppure ‘’molte sono le rivoluzioni che cambiano il mondo, e spesso sono appunto tecnologiche, poche sono quelle che cambiano gli uomini, e lo fanno radicalmente, e in quel caso si tratta di rivoluzioni anche mentali. In pratica, oggi attribuiamo alla rivoluzione tecnologica “anche il potere di generare una nuova idea di umanità”. Non necessariamente migliore di quella che abbiamo avuto fin qui. E infatti Baricco sostiene – o sosteneva, nel 2018, chissà oggi cosa ne pensa- che dovremmo tutti fermarci un attimo e chiederci ‘’ma cosa cavolo stiamo facendo? Stiamo attribuendo a una semplice svolta tecnologica un’importanza che non può avere?”. E però: “è anche possibile ma non ci scommetterei. Sono anzi convinto che ci sia qualcosa di splendidamente esatto nel nostro sospetto che qui non stia cambiando qualcosa ma tutto”.

Ripeto: non c’era ancora l’AI, o quanto meno non era entrata nella nostra vita quotidiana anche quando non invitata, anche sfondando le porte. E le riflessioni contenute in The Game, oggi, sono ancora più interessanti e attuali.

L’errore che commettiamo, per Baricco, è un errore di prospettiva, e cioè pensare “che la rivoluzione mentale sia la conseguenza di quella tecnologica”, mentre è il contrario: “non è il computer che ha generato una nuova forma di intelligenza, ma un nuovo tipo di intelligenza ha generato il computer”. E dunque, cercare di capire chi, e perché, ha creato questa rivoluzione digitale è più interessante, e importante, che studiare la rivoluzione digitale stessa: ‘’l’uomo nuovo’’ non è quello che utilizza la tecnologia, ma colui che l’ha inventata. Occorre ‘’girare la mappa’’: la rivoluzione digitale sta sotto, non sopra. E occorre abituarsi a considerare il mondo digitale come un effetto, non come una causa.

In The Game, Baricco traccia un percorso da archeologo che risale alle origini della ‘’rivoluzione’’: partendo da quella che definisce la ‘’vertebra zero’’, e cioè Space Invaders, il primo videogioco, 1978, destinato a spazzare via dai bar i calciobalilla e i flipper ma diventato a sua volta ‘’traccia fossile di vite precedenti’’. E prosegue, anno dopo anno, dall’Era del Commodore, e poi dell’Ibm (1981-1984) che diedero il via al commercio dei personal computer, a quella del World Wide Web ‘’che cambia il mondo’’ (nel 1991 c’era un solo sito web, l’anno dopo nove, nel 1993 erano 130, nel 1994 duemila e spicci, fino ad arrivare al miliardo 284 milioni e rotti censiti da Baricco nel mentre scriveva The Game), arrivando ai social, e poi all’altro cruciale momento fondativo del lancio dell’Iphone, e cosi via sulla “linea del tempo”.

The Game è un libro abbastanza indefinibile. Intanto, non e’ assolutamente un libro che parla di tecnologia in termini tecnici, anzi. E’ piuttosto un testo di filosofia, che diventa un manuale di storia, che trasmuta in un saggio di economia, quando per esempio l’autore elenca tutti i ‘’caduti’’ sul campo, ovvero le brillantissime dot.com che parevano destinate a rivoluzionare il mondo e che invece si sono spente come stelle stanche, trascinando a picco un buon pezzo dell’economia mondiale quando la bolla scoppiò, come tutte le bolle; e chissà se toccherà anche a quella dell’Ai, come in Usa molti già sospettano. L’elenco dei caduti è pazzesco, vale la pena di leggerlo, anche perché molti di quei ‘’sommersi’’ in realtà erano buonissime idee che poi altri svilupparono: la spesa a domicilio, la musica gratis, perfino i cibi per cani e gatti da ordinare online. E altre stelle invece, partite in sordina, esplosero nel successo globale: come quei due ragazzi male in arnese che provarono a vendere un motore di ricerca a un big del settore come Excite, che lo rifiutò. Il motore di ricerca si chiamava Google, Excite è fallita due anni dopo quel rifiuto incauto, davvero degno delle commesse sciocche di Pretty Woman.

Ma The Game è molto altro. Per sintetizzare, direi che proprio perché racconta il mondo da una prospettiva vecchia di alcuni anni -ben otto, e cioè praticamente una ETERNITÀ rispetto alla velocità in cui tutto oggi si muove- è una perfetta guida per riflessioni zen: su come eravamo e su come siamo, e saremo, tutti ormai immersi nel Gioco, da cui non sappiamo, ma nemmeno vogliamo, uscire; disposti a pagarne ogni costo, anche in termini di grandi perdite di libertà, memoria, chiarezza, verità. Naturalmente tutto questo Baricco lo scrive da par suo, e cioè con quell’enorme talento di affabulatore che si nota poco nei suoi romanzi, per quanto possa risultare paradossale essendo soprattutto un romanziere, ma che sa usare come nessuno quando racconta storie “che esistono”, e che ha dimostrato, per esempio, nella splendida messa in scena teatrale dell’Iliade di parecchi anni fa o, ancora più lontano nel tempo, in trasmissioni tv magnifiche, come Pickwick, o Totem (bei tempi, quando in Tv ancora si parlava di libri).

Nunzia Penelope

Titolo: The Game

Autore: Alessandro Baricco

Editore: Einaudi

Pagine: 324 pp.

Anno di pubblicazione: 2018

ISBN: 9788806252267

Prezzo: 13,50 euro

 

Nunzia Penelope

Nunzia Penelope

Vicedirettrice de Il Diario del lavoro

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