di Stefania Plini – Relazioni Industriali Eni
Si è tenuto di recente a Roma l’incontro annuale tra Eni, Icem (International Federation of Chemical, Energy, Mine and General Workers’ Unions) e le organizzazioni sindacali italiane (Filcem, Femca, Uilcem), incontro previsto dall’”Accordo sulle Relazioni industriali a livello internazionale e la Corporate Social Responsibility” che è stato sottoscritto nel 2002 e rinnovato nel 2004.
Eni è stata una delle prime compagnie energetiche di livello mondiale, e la prima in Italia, a sottoscrivere un accordo che – nella consolidata tradizione di positivi rapporti con le rappresentanze sindacali dei lavoratori – estende il dialogo ad un nuovo interlocutore, l’Icem, su tematiche relative al rispetto dei diritti umani e del lavoro. Altri accordi in analoghi settori produttivi sono stati stipulati dall’Icem con Statoil (accordo precedente a quello Eni), Lukoil, Endesa, Rhodia, EDF, Svenska, Anglogold, Lafarge. L’Accordo completa l’articolazione delle Relazioni industriali ai vari livelli di presenza di Eni – Italia, Unione Europea (con l’Accordo sul CAE) e transnazionale – strutturando l’informazione/consultazione su numerose tematiche.
Con l’Accordo Eni esprime l’impegno a rispettare e promuovere le convenzioni internazionali (ILO, OCSE) in materia di diritti umani e del lavoro intervenendo negli eventuali casi di violazione, casi che non sono stati tuttavia segnalati negli anni seguiti alla firma dell’accordo, se si eccettuano le richieste di approfondimento sorte su specifiche situazioni di criticità dovute soprattutto a locali fattori esogeni di carattere politico e sociale.
Il dialogo sociale a livello internazionale assume una sempre maggiore rilevanza per la continua crescita dell’occupazione estera di Eni (attualmente il 45% della popolazione aziendale, con previsione di aumento al 47% nei prossimi anni) e del forte commitment aziendale sul tema della sostenibilità. E’ in fase di pubblicazione il primo Bilancio di Sostenibilità dell’Eni, che includerà sia aspetti sociali sia ambientali, è stata inoltre elaborata e diffusa la Policy sui diritti umani, sono stati raccolti pareri sul tema della sostenibilità attraverso un’ampia consultazione degli stakeholder, prosegue, infine, l’impegno per l’applicazione dei principi contenuti nel Codice di Comportamento. Nel Bilancio di Sostenibilità, inoltre, saranno presenti interventi e commenti di vari stakeholder, tra cui anche quelli del sindacato.
I temi di informazione/consultazione presentati nel corso del recente incontro con l’Icem sono stati i seguenti: le linee di sviluppo e le principali sfide strategiche di Eni per il prossimo quadriennio; i dati sull’occupazione e gli sviluppi delle Relazioni Industriali internazionali; la Sostenibilità in Eni; la formazione worldwide e la sostenibilità in Ersai di Saipem; la presenza in Nigeria della Divisione E&P; l’attività in Eni Congo.
Per quanto riguarda il tema delle relazioni industriali, è emerso il dato della diffusa sindacalizzazione in molti contesti-paese: il tasso di sindacalizzazione raggiunge il 95% in Congo, l’88% in Nigeria, il 68% in Tunisia, il 50% in Kazakhstan. Più limitata la presenza sindacale in altri Paesi come l’Egitto e l’Angola.
Riguardo alla Nigeria, è stata descritta nel corso dell’incontro l’attività di Eni nel paese (la presenza nel settore esplorazione e produzione risale al 1962), le caratteristiche di complessità del paese per la compresenza di numerose comunità locali, le iniziative sanitarie dell’Eni (servizi sanitari offerti a 5000 persone nella clinica di Port Harcourt), le politiche ambientali (attività di bonifica e pulizia del territorio, di riforestazione, prevenzione degli incidenti dovuti a oil spillages, il Progetto “zero gas flaring” che verrà ultimato nel 2010). Per quanto riguarda le politiche per il personale, sono state avviate numerose iniziative che tendono a promuovere lo sviluppo professionale delle risorse locali.
La Saipem, per la sua presenza disseminata in molti paesi del mondo (oltre 26.000 i dipendenti stranieri e più di 6.000 gli italiani) ha sviluppato interventi formativi worldwide diffondendo anche la conoscenza dei valori, della struttura, delle strategie e delle attività della Società, con l’obiettivo di creare una comunità culturale internazionale integrata.
E’ stata, infine, illustrata l’attività di Eni Congo (con il titolo “Operare e crescere in armonia con il contesto socio-economico e culturale”), paese ad alto tasso di adesione alle rappresentanze sindacali in azienda, con un’articolazione molto strutturata del sistema di relazioni industriali che prevede la presenza di delegati eletti direttamente dai lavoratori e anche designati dalle organizzazioni sindacali. I rappresentanti sindacali dispongono di permessi sindacali retribuiti, di spazi per lo svolgimento dell’attività e sono presenti nelle varie commissioni paritetiche (formazione, sport, ecc.). Di particolare rilievo è l’attività formativa per i dipendenti, come anche molto sviluppata la protezione e promozione della salute (uno dei principali progetti riguarda la prevenzione della trasmissione dell’HIV dalla madre al bambino).


























