di Stefania Plini – Relazioni industriali internazionali Eni
Si è tenuto di recente a Roma – secondo gli impegni assunti con l’Accordo sulle relazioni industriali a livello internazionale e sulla responsabilità sociale dell’impresa – l’incontro annuo tra Eni, Icem (International federation of chemical, energy, mine and general workers’ unions) e Filcem-Femca-Uilcem.
L’Accordo Eni (sottoscritto il 29 novembre 2002 e rinnovato il 3 dicembre 2004) è stato uno dei primi accordi globali stipulati tra le parti sulle tematiche sindacali della Responsabilità sociale d’impresa.
Oggi, come ha affermato il Segretario generale dell’Icem, Fred Higgs, nel corso dell’incontro, sta emergendo una nuova vague di global agreement nei settori della chimica e dell’energia, sottoscritti da grandi imprese di dimensione multinazionale (attualmente sono 12 e si prevede che potranno raggiungere il numero di 20 il prossimo anno).
Nel testo dell’Accordo Eni viene dichiarato l’impegno a rispettare e promuovere, oltre agli stessi principi Eni in materia di Csr, le convenzioni fondamentali dell’Ilo e la Dichiarazione universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Con l’ultimo rinnovo del 2004 è stato inoltre introdotto il riferimento alle linee-guida dell’Ocse per le imprese multinazionali e, dopo un primo biennio sperimentale, è stata estesa la durata dell’Accordo ad un triennio.
L’incontro annuo ha costituito occasione di approfondimento e di dibattito su temi di varia natura. Eni ha illustrato le prospettive e la situazione operativa-economico-finanziaria del Gruppo a livello mondiale; l’evoluzione dell’Accordo sulle relazioni industriali a livello internazionale e sulla responsabilità sociale d’impresa (Csr) e i principali dati sull’occupazione; l’evoluzione di alcune problematiche di Csr nel Gruppo con particolare riferimento a trasparenza (adesione di Eni a Eiti – Extractive industry transparency initiative) e partnership; le iniziative per la diffusione delle migliori pratiche in ambito di salute, sicurezza, ambiente.
Oltre a queste tematiche di ampia portata, sono stati presentati due casi specifici di particolare interesse: l’esperienza della Saipem SpA in Kazakhstan e della Divisione exploration & production in Egitto. Questi due esempi di buone pratiche di Relazioni industriali e di gestione delle risorse umane testimoniano il grado di evoluzione delle politiche Eni in tale ambito.
La complessità e l’estensione della presenza a livello internazionale hanno infatti reso fondamentale lo sviluppo di policy di gestione delle risorse umane a livello locale in grado di fornire prospettive di stabilità e di sostenibilità nel tempo alle attività del Gruppo.
La Saipem è una delle società Eni a più spiccata vocazione internazionale, basti pensare che la sua forza lavoro proviene da oltre 80 Paesi e che il personale italiano è solo terzo, numericamente, dopo quello francese e quello nigeriano. La Saipem ha particolarmente sviluppato il concetto di “local content”, basato su aspetti che accomunano le politiche del Gruppo su scala internazionale. Per “local content” si intende il valore aggiunto che si viene a creare nell’economia-paese attraverso l’ottimizzazione di più leve e fattori utilizzati: il ricorso a forza lavoro e a manager locali, la quantità-qualità di investimenti destinati alle infrastrutture, l’acquisizione di nuove tecnologie, la costruzione di nuove opportunità occupazionali.
Questi criteri generali implicano l’attivazione di iniziative di partnership e di cooperazione con le aziende locali e con le comunità ospitanti, di progetti di formazione, di mantenimento di standard etici elevati e, inoltre, sottintendono politiche di gestione orientate al rispetto delle leggi locali e all’utilizzo di adeguati benchmarks per la definizione dei salari e, infine, politiche sociali (schemi pensionistici, assicurazioni vita e malattie).
In ambito di relazioni industriali, Saipem ha sviluppato positivi rapporti con le organizzazioni sindacali dei vari Paesi nei quali opera. In particolare, per quanto riguarda il Kazakhstan, è stato citato l’accordo sottoscritto da Ersai Caspian Contractor Llc per la parte aziendale e da Aktau independent trade union per quella sindacale, sulle dinamiche retributive e le politiche sociali e sono stati inoltre descritti i progetti di selezione, sviluppo e formazione per il personale locale.
La Divisione E&P, attraverso le testimonianze del responsabile risorse umane di Ieoc (International egyptian oil company) e di un rappresentante sindacale locale, ha illustrato il contesto delle attività e delle relazioni industriali in Egitto, primo paese nel quale Eni ha svolto il ruolo di operatore estero nel 1954, un anno dopo la nascita della società. Il contesto delle relazioni industriali in Ieoc è di tipo cooperativo, con un ruolo costruttivo e propositivo svolto dalla rappresentanza dei lavoratori attraverso un organismo che è espressione del General syndicate of petroleum labor (sindacato di settore); il suddetto organismo mantiene, peraltro, continui contatti con i rappresentanti sindacali delle altre compagnie petrolifere operanti nel Paese.
Nel suo intervento, il segretario generale dell’Icem ha ricordato, tra le iniziative sindacali a livello internazionale, le campagne di prevenzione dell’Aids/Hiv organizzate nei Paesi africani. Higgs ha inoltre auspicato un maggior coinvolgimento del sindacato sulla responsabilità sociale dell’impresa e in particolare sulla trasparenza quale strumento di lotta alla corruzione.
Il segretario generale della Femca, Sergio Gigli, anche a nome delle altre componenti della Fulc, ha sottolineato il valore dell’Accordo Eni, quale strumento di sviluppo delle relazioni industriali del Gruppo a livello internazionale.

























