• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
domenica, 16 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - La riforma può contribuire al rinnovo del contratto dei metalmeccanici

La riforma può contribuire al rinnovo del contratto dei metalmeccanici

22 Febbraio 2005
in Analisi

Giorgio Santini – Segretario confederale Cisl

La riforma degli assetti contrattuali, oggetto di discussioni non ancora concluse all’interno delle confederazioni sindacali e il rinnovo del contratto dei metalmeccanici hanno dei punti in comune o, più precisamente, sono destinati ad interagire nei prossimi mesi? E, in caso positivo, in che modo?
Le risposte a queste domande non sono scontate.
Va innanzitutto ricordato che le due questioni sono difficilmente comparabili, in quanto, nel caso dei metalmeccanici, si tratta di un semplice (?) rinnovo del biennio economico. Mentre nel caso della riforma degli assetti contrattuali l’obiettivo è di cambiare parti significative di quel modello che dal luglio 93 fino ad oggi ha regolato tutta la contrattazione collettiva in Italia.
Tuttavia, ci sono dei punti in comune. Più precisamente, il punto d’intreccio è dato dalla contrattazione decentrata e dallo scopo di una sua estensione in tutti i luoghi di lavoro.
L’obiettivo è comune, ma le strade scelte sono diverse.
Dal punto di vista della Cisl, la riforma della contrattazione punta ad un nuovo assetto che oltre al contratto nazionale garantisca una piena esigibilità alla contrattazione decentrata (aziendale o territoriale).
Sono cinque le motivazioni di questa scelta:
1) La constatazione ormai molto evidente che le trasformazioni che si sono determinate in questi anni, con una forte frammentazione nella struttura delle imprese, nelle organizzazioni dei rapporti industriali e commerciali, nella composizione della catena del valore, con estese forme di outsorcing, rendono l’attuale struttura contrattuale sempre più esterna al concreto dispiegarsi dei processi economici e sociali.
2) Le altrettanto forti trasformazioni avvenute nel mercato del lavoro con le stratificazioni di numerose tipologie di contratti e con la flessibilizzazione, spesso esasperata, del rapporto impresa/lavoro fortemente sbilanciata a sfavore dei lavoratori e della stabilizzazione dell’occupazione, rendono ancora più pressante l’esigenza di disporre di strumenti contrattuali più incisivi per tutelare e promuovere il lavoro in queste difficili situazioni.
3) In entrambi i casi, la direzione verso cui spingono le trasformazioni va dal centro alla periferia, dal grande al piccolo, dall’omogeneità alla differenziazione. Come confermato anche a livello istituzionale con le nuove competenze in campo economico e sociale attribuite dalla riforma del titolo V della Costituzione alle Regioni.
4) Altre motivazioni derivano dalla difficile congiuntura dell’industria in Italia e dalla necessità, per uscirne, di riposizionare il nostro apparato produttivo su livelli di qualità più elevata, recuperando competitività. Ciò comporta adeguate scelte di politica industriale, ma non potrà prescindere da azioni trasversali a tutte le imprese, da un lato per rilanciare la produttività delle aziende facendo leva su una variegata tastiera di strumenti e intrecciandole con relazioni sindacali a dimensione partecipativa, dall’altro per una diffusa azione di valorizzazione delle capacità professionali e conoscitive dei lavoratori, attraverso l’utilizzo sistematico della formazione continua.
Per realizzare ciò è necessario un motore che non può che essere la contrattazione decentrata che per le sue stesse caratteristiche di luogo e soggetti coinvolti può affrontare queste problematiche in modo molto più efficace ed incisivo rispetto alla contrattazione nazionale, che potrà al massimo delinearne il contesto generale.
5) Il tema della redistribuzione della produttività a livello decentrato può permettere una politica retributiva più orientata all’incremento del salario dei lavoratori e non solo alla semplice tutela del potere d’acquisto e soprattutto può farlo in modo non inflazionistico proprio perché ancorata a solidi parametri di produttività.
Essendo il recupero della produttività un obiettivo cruciale per il nostro sistema industriale e, quindi, di interesse nazionale, questa attitudine potrebbe essere sostenuta ed incentivata anche da quote di detassazione/decontribuzione (compensate dal bilancio pubblico) sugli aumenti salariali contrattati a titolo di produttività in sede decentrata.
Quindi, come si può vedere, le ragioni della riforma affondano le loro radici nel vivo delle necessità di innovazione e rilancio del sistema industriale e dell’esigenza di ridare una prospettiva alla contrattazione collettiva, altrimenti soggetta a rischio  continuo di erosione del suo perimetro attuativo.
La ratio della riforma della contrattazione porta anche a ritrovare l’equilibrio nei rapporti tra il contratto nazionale e la contrattazione decentrata.
Le funzioni vanno specializzate. La contrattazione nazionale, che dovrebbe essere anche opportunamente riaggregata in contratti collettivi di grande area o filiera, dovrebbe definire la tutela del potere di acquisto dei salari in rapporto all’inflazione prevedibile e, per la parte normativa, la disciplina generale delle più importanti materie quali diritti individuali e collettivi, orario di lavoro e ferie, inquadramenti professionali.
La contrattazione decentrata sul piano economico dovrà avere la funzione di redistribuire la produttività secondo parametri da negoziare tra le parti e sarà, poi, finalizzata alla gestione congiunta in sede aziendale delle diverse variabili riguardanti la prestazione lavorativa e la condizione dei lavoratori.
Per quanto riguarda la durata e la cadenza dei contratti, va evitata la sovrapposizione tra contrattazione nazionale e decentrata e quindi va superato il biennio economico, prevedendo un’unica arcata temporale (3/4 anni) del contratto nazionale, all’interno del quale si svolgerà la contrattazione decentrata (indicativamente a metà periodo).
Certezza e specializzazioni delle funzioni, non sovrapposizioni delle cadenze temporali, incentivazione pubblica sono tre condizioni importanti per rendere effettiva ed esigibile la contrattazione decentrata in tutti i luoghi di lavoro, superando così l’attuale situazione che vede interessato dalla contrattazione decentrata solo il 30% dei lavoratori.
Anche la piattaforma per il contratto dei metalmeccanici pone con estrema forza la questione di dare (finalmente!) una compiuta attuazione contrattuale all’estensione della contrattazione decentrata.
Non è una richiesta del tutto nuova. Fu presentata già nell’ultima tornata del rinnovo contrattuale nel 2003 ma non vi fu la disponibilità delle parti datoriali, contrarie persino a sperimentazioni delimitate e parziali.
Ora la richiesta viene riproposta dalla piattaforma in maniera, per così dire, rovesciata prevedendo cioè una quota salariale, definita dal CCNL, per le aziende che non hanno svolto o non svolgeranno la contrattazione decentrata.
Data la quantità delle richieste si presume che la ratio sia quella di costituire una prima base comune, una sorta di zoccolo minimo, al quale ancorare la contrattazione decentrata suscettibile di essere migliorato successivamente dall’esercizio autonomo della contrattazione stessa.
Se non fosse così, saremmo al paradosso che la richiesta, se accolta, anziché incentivare la contrattazione decentrata, avrebbe l’effetto contrario, quello di inibirla. Cioè, un non-senso.
E’ una scelta quella operata dalla piattaforma dei metalmeccanici che ha sollevato molte obiezioni anche sulle motivazioni, sulle funzioni e sull’esercizio della contrattazione decentrata. Secondo alcuni con la richiesta dei metalmeccanici avremo una sorta di produttività prestabilita ed omogenea per tutti, almeno nella sua base, e questo contrasterebbe con le forti differenziazioni in essere nel mondo del lavoro. Si pensi, per un attimo, alle tensioni che attraversano i settori esposti alla concorrenza internazionale rispetto alle prospettive meno turbolente dei settori concentrati sui mercati interni.
Nonostante tutte queste obiezioni, è, però, indubitabile che, pur in forma poco ortodossa, la piattaforma dei metalmeccanici pone con forza, su base generale, la questione di dotare i lavoratori italiani di un secondo livello di contrattazione nel proprio luogo di lavoro o territorio.
Al secondo interrogativo relativo alle possibili interazioni tra la riforma degli assetti contrattuali e la piattaforma dei metalmeccanici, la risposta è più problematica. Infatti nelle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali prevale l’idea che il contratto dei metalmeccanici si debba concludere prima e a prescindere dalla riforma della contrattazione.
Questa posizione non è sbagliata. Anzi, se fosse concretamente e tempestivamente realizzabile rappresenterebbe un passo in avanti, giacché una delle obiezioni più forti alla riforma della contrattazione è sempre stata la possibile interferenza negativa con i contratti già (o ancora) aperti.
Ma forse le prospettive non sono così lineari.
Che accoglienza potrà trovare la piattaforma dei metalmeccanici lo dirà il negoziato che inizia in questi giorni.
Sono prevedibili molte difficoltà, accentuate dal fatto che sono saltati i parametri della politica dei redditi per responsabilità del Governo e con essi tutti i riferimenti rispetto all’inflazione programmata e quindi, giustamente, nella piattaforma viene considerata l’inflazione attuale. Questo è già un motivo di un probabile braccio di ferro tra le parti sulla richiesta retributiva, che potrebbe protrarsi anche nel tempo.
E’ uno scenario che nessuno nel sindacato, ovviamente si augura, ma che, stante le posizioni in campo non si può escludere e potrebbe portare, come in altre vertenze contrattuali, ad una lunga fase di stallo, di guerra di posizione, di progressivo logoramento della situazione, ulteriormente accentuata dalla oggettiva e pesante difficoltà in cui si trova, tra gli altri settori, anche l’industria metalmeccanica.
Se si dovesse entrare in una fase di stallo contrattuale, la situazione peggiorerebbe, aumenterebbe la conflittualità fino ad arrivare a tentativi di mediazione esterna del Ministero del Lavoro, che al momento, considerate le posizioni espresse da esponenti governativi, appare  di dubbia utilità ai fini di una soluzione.
Questo è un possibile esito, come si vede, molto nebuloso e incerto per un negoziato contrattuale difficile.
Potrebbe esserci, se entrambe le parti lo volessero, un altro percorso che, in caso la vertenza dei metalmeccanici ristagni, si ponesse il problema, a livello interconfederale, di come contribuire alla soluzione della vertenze e di rafforzare le ragioni delle federazioni dei metalmeccanici.
Un negoziato interconfederale distinto ma parallelo e finalizzato a  ridisegnare gli assetti contrattuali potrebbe fornire un prezioso contributo a risolvere alcune questioni, soprattutto quelle relative all’estensione della contrattazione decentrata.
Le soluzioni e le tecniche contrattuali possono essere molte e non è questo il momento di approfondirle, ma basti ricordare che, nelle varie proposte di riforma elaborate da tutte e tre le organizzazioni, la regolazione e l’estensione della contrattazione decentrata è un compito affidato al contratto nazionale.
Inoltre, la storia contrattuale italiana ci mette a disposizione esperienze contrattuali decentrate, esigibili per tutti i lavoratori, ad esempio nei settori delle costruzioni e dei lavoratori agricoli, funzionanti in virtù di parametri, criteri, a volte anche percentuali minime/massime, fissati dai rispettivi Ccnl. 
Tenendo conto, allora, di questi elementi oggettivi, comuni all’esperienza e all’elaborazione di Cgil, Cisl e Uil si vede come lo spazio per una riforma degli assetti esista realmente e come essa, se realizzata in tempi adeguati, potrebbe effettivamente contribuire anche alla risoluzione della vertenza contrattuale dei metalmeccanici.
Non è questo il motivo principale per fare la riforma, ma se nel suo realizzarsi essa potesse aiutare a risolvere i problemi contrattuali aperti, bene, questo può diventare uno stimolo in più per le confederazioni e le parti datoriali per fare buon uso del tempo e realizzare la riforma, magari entro il 23 luglio 2005.
Perché no?

redazione

redazione

In evidenza

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

7 Agosto 2026
La riforma del mercato del lavoro spagnola: una formula esportabile?

Ultimatum della Spagna all’Italia: revocare i controlli entro domenica o scatteranno contromisure. La replica di palazzo Chigi: non accettiamo imposizioni sulle frontiere

7 Agosto 2026
Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

Trasporto marittimo, la Fit-Cisl e il sindacato turco TDS sottoscrivono un accordo di collaborazione

7 Agosto 2026
Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

7 Agosto 2026
Sicurezza lavoro, al porto di Taranto operaio muore travolto da un’ecoballa. I sindacati: inaccettabile in Paese civile

Ex Ilva, Fim-Fiom-Uilm presentano al Pd il documento unitario sulla vertenza. Schlein: crisi estremamente grave, Meloni si assuma responsabilità

6 Agosto 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi