L’Ilva “ha un grandissimo potenziale perché la sua ubicazione è ideale, è tra le acciaierie in Europa quella che ha una delle posizioni migliori”. Lo ha detto Aditya Mittal, cfo del gruppo ArcelorMittal, nel corso del suo intervento al forum di Conftrasporto a Cernobbio.
“Una delle cose che ci piace dell’Ilva e che ci è piaciuto moltissimo al momento dell’acquisizione è che c’è questo porto profondo – ha proseguito Mittal – ha trasporti interni ed esterni di altissima qualità, ha una connessione marittima diretta con Genova che una volta completata ci permetterà di abbassare ulteriormente i costi di trasporto”.
Il cfo di ArcelorMittal ha poi aggiunto che l’Ilva “è una sfida non facile”, ma il suo obiettivo è rimanere qui “nel lungo termine e portare avanti con successo questo nel lungo termine”.
“L’industria dell’acciaio è molto importante all’interno di una comunità perché ha un impatto importante su tante cose – precisa -, sui tanti posti di lavoro e quindi dal punto di vista economico e strategico riveste un’importanza di grande rilievo e noi prendiamo questa responsabilità molto seriamente, è qualcosa che noi sappiamo che dobbiamo gestire su base quotidiana e sui cui dobbiamo eccellere”.
L’Ilva “ha sofferto moltissimo nel corso degli ultimi anni – ha detto ancora Mittal -, si è visto soffrire i dipendenti per via delle incertezze del suo futuro, si è vista la sofferenza dell’operatività che non è migliorata, anzi c’è stato un declino della produzione su base annuale. E, ancora più importante, abbiamo visto una comunità che ha largamente e fortemente sofferto per via di tutti i problemi ambientali che conosciamo”.
Ciò che ha colpito ulteriormente Mittal è “un non rispetto ambientale di tutte le comunità dove si trova Ilva”, motivo per cui “il nostro lavoro è prima di tutto migliorare queste condizioni. Come possiamo noi gestire un business in maniera adeguata, giusta, come possiamo assicurare che ci occuperemo degli stakeholder e dell’ambiente”.
L’appello va poi all’Italia, alla quale “chiediamo di investire più soldi pubblici nei trasporti e di deregolamentare ma senza incoraggiare il dumping sociale”
“Bisogna continuare a deregolamentare, bisogna garantire che si semplifichi il quadro normativo sia quello delle autorità doganali sia quello dei trasporti – ha detto – Quando dico deregolamentare intendo dire aprire alla concorrenza. Certamente non incoraggio il dumping, questo è un problema che interessa molto le acciaierie. Ci sono concorrenti che ricevono sussidi pubblici ma non si interessano dell’ambiente, ignorano le regole di sicurezza. Lo stesso vale per il settore trasporti. Intendo aprire alla concorrenza leale e non sleale”.
“Siamo dei nuovi arrivati in Italia ma quello che ho scoperto dell’Italia – ha sottolineato ancora Mittal – è che negli ultimi 10/15 anni si è avuto una riduzione dei finanziamenti pubblici ai trasporti. L’Italia spende circa il 2% del suo Pil per trasporti e logistica mentre l’Europa spende il 2,3-2,5%. Bisognerebbe – ha concluso – farli crescere sia attraverso finanziamenti pubblici, sia attraverso partnership pubblico-privato. Però la spesa sulle infrastrutture in Italia deve decisamente aumentare”.
E. M.























