“Il piano del ministro Calenda ci dice che nei prossimi 15 anni più di 3 milioni di lavoratori dovranno essere riqualificati. Quindi, e’ necessario che i lavoratori abbiano tutti gli strumenti per essere riqualificati e non espulsi dai cicli produttivi”. La sollecitazione è giunta dal segretario confederale della Cisl Angelo Colombini, nel corso di un convegno a Torino dedicato al Lavoro 4.0.
“E’ compito della politica, delle imprese e dei sindacati ridare a questi lavoratori la possibilità di una riqualificazione pertinente, valorizzando l’esperienza attuale e rilanciando la giusta attenzione al capitale umano”, ha aggiunto Colombini.
Il sottosegretario all’Economia e alle Finanza Pierpaolo Baretta, presente anche lui all’incontro, ha detto che in Italia si sconta ancora un ritardo sulle competenze. “Le competenze non sono solo di tipo tecnologico, industriale o professionale, ma anche e soprattutto di tipo personale, nel quadro di riferimento formativo. Non e’ un caso che negli ultimi due anni abbiamo finanziato, l’anno scorso in modo particolare, il welfare aziendale o altre politiche in favore dei lavoratori. Si tratta di pezzi di un mosaico che costruisce un’idea anche di qualità del lavoro. In questa ottica il governo ha confermato gli investimenti 4.0, assumendo un approccio che mette in gioco l’insieme della persona. La qualita’ e il cambiamento sono soprattutto un’attitudine mentale”.
T.N.






















