Tutte destinate al fallimento le 5 società del gruppo Securpolice che il Tribunale di Milano ha commissariato dopo l’arresto dei due titolari, Alessandro e Nicola Fazio, per presunti legami con il clan catanese dei Laudani. Per questo alcuni ex lavoratori del gruppo si sono riuniti questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia di Milano insieme ai sindacalisti delle Cub per un presidio di protesta.
L’amministrazione giudiziaria delle 5 società del gruppo Securpolice (titolare fino al 30 giugno scorso della gestione della security del Palazzo di Giustizia di Milano) è stata affidata ad Alessandro Sabatino nell’ambito della stessa inchiesta che, tra l’altro, il 15 maggio scorso portò a 14 arresti e al commissiariamento di 4 direzioni generali di Lidl Italia, il colosso tedesco della grande distribuzione, sempre per presunti legami con la mafia. “Ho parlato al telefono con l’amministratore giudiziario – afferma Giovanni Cippo, sindacalista della Cub, presente al presidio – e mi ha assicurato che nel giro di 10 giorni porterà i libri in Tribunale per la richiesta di fallimento”.
Una mossa praticamente obbligata, quella dell’amministratore giudiziario: il gruppo Securpolice, sottolineano fonti giudiziarie milanesi, sopravviveva soltanto perché gli imprenditori che l’amministravano evadevano sistematicamente l’Iva e non pagavano i contributi previdenziali dei propri dipendenti: una volta commissariato e rientrato nella legalità, la situazione economico-finanziaria si è rivelata insostenibile.
Con lo spettro del fallimento dietro l’angolo, le incognite maggiori riguardano soprattutto il destino dei circa 40 vigilantes che fino al 30 giugno scorso prestavano servizio nella cittadella giudiziaria milanese e che dal quel giorno sono rimasti senza lavoro. “Ci è stato prospettata la possibilità di un loro ricollocamento in altre società di sicurezza. Ma sono solo parole, per ora non abbiamo garanzie”, spiega ancora il sindacalista.
“Sono tutte guardie non armate – sottolinea ancora Cippo – pagate 7 massimo 800 euro al mese e che da aprile non ricevono più lo stipendio”.
Fonti del Tribunale assicurano invece che gli stipendi verranno versati a tutti e fino all’ultimo giorno di lavoro. Anche se, viene fatto presente, con l’avvio delle procedure di fallimento i tempi di pagamento sono inevitabilmente destinati ad allungarsi.
Per il momento, chiariscono le stesse fonti, già 10 dei circa 40 ex dipendenti Securpolice impiegati al Palazzo di Giustizia di Milano sono stati ricollocati in altre società di sicurezza privata.


























