Natuzzi ha annunciato l’impossibilità di sostenere il piano industriale concordato nel 2013, e che aveva l’obiettivo di garantire la salvaguardia di tutti i lavoratori con investimenti sia sui siti produttivi attualmente attivi che sull’apertura del nuovo sito di Ginosa.
L’azienda ne ha dato notizia ieri nel corso della cabina di regia al Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del viceministro Teresa Bellanova, dei rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata e dei rappresentanti sindacali.
Il motivo che ha spinto l’azienda a tali decisioni risiederebbe nelle ultime sentenze della Magistratura relative alle cause in Tribunale vinte da alcuni lavoratori per la mancata rotazione della Cassa integrazione e contro la procedura di licenziamento. L’azienda inoltre ha dichiarato che per ogni lavoratore reintegrato dal giudice ci sarà un lavoratore licenziato tra quelli che stanno lavorando.
“Tutto questo è inaccettabile – sottolineano i sindacati di categoria Feneal Filca e Fillea in una nota congiunta-. Comprendiamo che tali sentenze rappresenteranno un ingente costo economico ma, dal nostro punto di vista, usarle come pretesto per ritirare gli investimenti ed il piano industriale non è concepibile. Abbandonare il piano industriale e gli investimenti significa tornare indietro di 10 anni, mettere nuovamente a rischio 1300 posti di lavoro e vanificare tutti gli sforzi compiuti, in primis dai lavoratori”.
“In questi anni – proseguono le categorie – siamo riusciti a preservare gran parte delle produzioni riportando lavoro dall’estero in Italia e rimettendo nel processo produttivo diretto alcune lavorazioni che venivano esternalizzate, in controtendenza con quanto sta avvenendo ancora in gran parte del Paese.”
Intanto la Cabina di regia è stata riconvocata per il mese di settembre, quando si potrà avere un quadro più chiaro, anche su quanto peseranno le sentenze da un punto di vista economico. “Di certo in questi mesi non staremo a guardare – concludono i sindacati – ma convocheremo immediatamente le assemblee dei lavoratori e con loro decideremo iniziative a sostegno delle nostre ragioni perché senza investimenti e senza la difesa delle professionalità, tutti gli stabilimenti italiani della Natuzzi potranno essere a rischio.”



























