• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
lunedì, 27 Aprile 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Economia, Istat: nel III trimestre crescita ferma, su anno +0,4%, la variazione acquisita per il 2025 allo 0,5%

    Dalla cinghia alla tenaglia: il governo perde la scommessa del deficit

    I dolori della giovane Giorgia

    L’harakiri di Meloni: saltati i target economici per i soldi buttati negli (inutili) centri per migranti in Albania

    Quanto (e come) i petrolieri stanno accumulando extraprofitti malgrado Hormuz

    Quanto (e come) i petrolieri stanno accumulando extraprofitti malgrado Hormuz

    Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti

    Il sovranismo si scopre in crisi, tutti in fuga da Calamity Trump

    Nemmeno la confessione costituisce prova se il fatto è frutto di un controllo illecito sull’account della posta elettronica del dipendente

    Una PEC “persa” non salva il datore: cosa insegna la Corte d’Appello di Milano

    La botta, l’incantesimo infranto e la speranza. Meloni stordita dopo la scomunica di Trump

    La botta, l’incantesimo infranto e la speranza. Meloni stordita dopo la scomunica di Trump

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Cosa prevede la manovra approvata dal Consiglio dei ministri: abolizione legge Fornero e reddito di cittadinanza

    Verso il decreto Primo maggio, il governo fa retromarcia sui contratti pirata

    Lavoro, sottoscritta intesa tra Cnel e Cref sull’intelligenza artificiale

    Intelligenza artificiale, Petrasso (Fim Cisl): il sindacato può e deve governarla

    Cgil-Confindustria, la nuova alleanza suona la sveglia al governo e all’Europa. Orsini & Landini con una voce sola: stop al patto di stabilità, subito interventi su investimenti ed energia. Contratti, “accordo entro l’estate o mai più”

    Cgil-Confindustria, la nuova alleanza suona la sveglia al governo e all’Europa. Orsini & Landini con una voce sola: stop al patto di stabilità, subito interventi su investimenti ed energia. Contratti, “accordo entro l’estate o mai più”

    Sanità, dagli infermieri arriva l’allarme sui Pronto soccorsi

    Sanità privata e rappresentatività: quelle troppe anime che ancora rendono difficile un sistema univoco. Il dibattito organizzato da Costantino&partners

    A rischio funzionalità dei fondi interprofessionali

    Fondoprofessioni, cresce il numero di aziende e lavoratori aderenti. Ma le piccole imprese restano il “buco nero” della formazione. I dati del 3° Rapporto

    Crisi Gruppo Realco, chiusura temporanea di 14 punti vendita e impegno della Regione Emilia-Romagna per un monitoraggio della vertenza

    Vertenza Realco, chiesta la proroga per il piano concordatario. L’allarme dei sindacati: “lavoratori senza reddito e rischio spezzatino”. Prossimo incontro tra le parti lunedì 27 aprile

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Terzo rapporto Fondoprofessioni

    Il Report Fai Cisl su salute e sicurezza in Agricoltura – aprile 2026

    Engineering, sottoscritta l’ipotesi di accordo per la gestione della crisi aziendale. Al via il confronto sul piano industriale e la consultazione dei lavoratori

    Engineering, sottoscritta l’ipotesi di accordo per la gestione della crisi aziendale. Al via il confronto sul piano industriale e la consultazione dei lavoratori

    Il rapporto annuale dell’Ispettorato nazionale del lavoro sull’attività di vigilanza 2025 

    Primo incontro per il rinnovo del contratto Lavanderie Industriali

    Lavanderie industriali, interrotte le trattative per il rinnovo del contratto, i sindacati aprono lo stato di agitazione

    Il testo della relazione Cgil: “Il ruolo del lavoro”

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Economia, Istat: nel III trimestre crescita ferma, su anno +0,4%, la variazione acquisita per il 2025 allo 0,5%

    Dalla cinghia alla tenaglia: il governo perde la scommessa del deficit

    I dolori della giovane Giorgia

    L’harakiri di Meloni: saltati i target economici per i soldi buttati negli (inutili) centri per migranti in Albania

    Quanto (e come) i petrolieri stanno accumulando extraprofitti malgrado Hormuz

    Quanto (e come) i petrolieri stanno accumulando extraprofitti malgrado Hormuz

    Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti

    Il sovranismo si scopre in crisi, tutti in fuga da Calamity Trump

    Nemmeno la confessione costituisce prova se il fatto è frutto di un controllo illecito sull’account della posta elettronica del dipendente

    Una PEC “persa” non salva il datore: cosa insegna la Corte d’Appello di Milano

    La botta, l’incantesimo infranto e la speranza. Meloni stordita dopo la scomunica di Trump

    La botta, l’incantesimo infranto e la speranza. Meloni stordita dopo la scomunica di Trump

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Cosa prevede la manovra approvata dal Consiglio dei ministri: abolizione legge Fornero e reddito di cittadinanza

    Verso il decreto Primo maggio, il governo fa retromarcia sui contratti pirata

    Lavoro, sottoscritta intesa tra Cnel e Cref sull’intelligenza artificiale

    Intelligenza artificiale, Petrasso (Fim Cisl): il sindacato può e deve governarla

    Cgil-Confindustria, la nuova alleanza suona la sveglia al governo e all’Europa. Orsini & Landini con una voce sola: stop al patto di stabilità, subito interventi su investimenti ed energia. Contratti, “accordo entro l’estate o mai più”

    Cgil-Confindustria, la nuova alleanza suona la sveglia al governo e all’Europa. Orsini & Landini con una voce sola: stop al patto di stabilità, subito interventi su investimenti ed energia. Contratti, “accordo entro l’estate o mai più”

    Sanità, dagli infermieri arriva l’allarme sui Pronto soccorsi

    Sanità privata e rappresentatività: quelle troppe anime che ancora rendono difficile un sistema univoco. Il dibattito organizzato da Costantino&partners

    A rischio funzionalità dei fondi interprofessionali

    Fondoprofessioni, cresce il numero di aziende e lavoratori aderenti. Ma le piccole imprese restano il “buco nero” della formazione. I dati del 3° Rapporto

    Crisi Gruppo Realco, chiusura temporanea di 14 punti vendita e impegno della Regione Emilia-Romagna per un monitoraggio della vertenza

    Vertenza Realco, chiesta la proroga per il piano concordatario. L’allarme dei sindacati: “lavoratori senza reddito e rischio spezzatino”. Prossimo incontro tra le parti lunedì 27 aprile

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Terzo rapporto Fondoprofessioni

    Il Report Fai Cisl su salute e sicurezza in Agricoltura – aprile 2026

    Engineering, sottoscritta l’ipotesi di accordo per la gestione della crisi aziendale. Al via il confronto sul piano industriale e la consultazione dei lavoratori

    Engineering, sottoscritta l’ipotesi di accordo per la gestione della crisi aziendale. Al via il confronto sul piano industriale e la consultazione dei lavoratori

    Il rapporto annuale dell’Ispettorato nazionale del lavoro sull’attività di vigilanza 2025 

    Primo incontro per il rinnovo del contratto Lavanderie Industriali

    Lavanderie industriali, interrotte le trattative per il rinnovo del contratto, i sindacati aprono lo stato di agitazione

    Il testo della relazione Cgil: “Il ruolo del lavoro”

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Quaderni Rassegna Sindacale n.2-2025, di AA.VV.

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Una nuova idea di Paese, di Giovanni Marconi. Edizioni Rubbettino

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

    Crescere Expat. Famiglie italiane in giro per il mondo. La più grande ricerca mai realizzata sui genitori all’estero, di Eleonora Voltolina

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell’industria dell’automobile, di Francesco Zirpoli – L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, di Niccolò Zancan

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Prepotenti, di Lara Ghiglione. Editrice Futura

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

    Dal 20 al 22 marzo torna Libri Come: 100 incontri e 300 autori per ragionare sulla Democrazia. Al Festival romano la Medaglia del Quirinale per il valore culturale

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Blog - La questione contrattuale è centrale più che mai

La questione contrattuale è centrale più che mai

di Paolo Pirani
19 Giugno 2019
in Blog
La questione contrattuale è centrale più che mai

di Emanuele Ghiani https://twitter.com/GhianiEmanuele

Alla metà degli anni ’80, profeticamente, l’economista Paolo Sylos Labini in un suo libro scriveva che nelle società sviluppate “all’antico problema della fame biologica, subentra il problema, ancora più grave della fame di ideali…”. Oggi potremmo chiosare che questa fame è stata in parte tacitata da una pericolosa  sorta di assuefazione acritica all’evoluzione di un capitalismo di cui sembrano essersi perse perfino le chiave di lettura più ovvie. Non a caso qualche reazione si intravede finalmente in qualche dibattito sulle sorti della nostra economia  e dell’Europa. E la stessa Confindustria, sia pure in modo ambiguo, pare porsi qualche interrogativo su come stia cambiando pelle nella seconda fase della globalizzazione questo capitalismo.  Fabrizio Barca del resto, in una sua recente e stimolante intervista, ha sostenuto che “il capitalismo funziona e da il meglio di sé, cioè produce innovazione, quando è stimolato dalla riduzione delle diseguaglianze…” Insomma deve accendere i…neuroni per affrontare le nuove sfide. Del resto è quello che avvenne 50 anni fa nell’autunno caldo: per il Presidente di quella Confindustria, l’armatore Angelo Costa, si era alle soglie dell’Apocalisse mentre in realtà l’imprenditoria più avveduta capì che andava abbandonato il vecchio sistema paternalistico e tayloristico e si avviò, inevitabilmente, verso una nuova fase economica (senza peraltro rimetterci fino alla prima crisi petrolifera). Nell’ultimo periodo è avvenuto il contrario: si è cercato di narcotizzare le diseguaglianze con misure che già stanno mostrando la loro inefficacia, mentre purtroppo neppure questo esito ha favorito l’emergere di una opposizione capace di proposte alternative. 

Eppure in questa situazione, sempre più difficile sul piano economico e inquietante su quello delle strategie dei conti pubblici, sarebbe assai importante ed urgente confrontarsi proprio sulla “fame di ideali” che specie in campo riformista sembra essersi  fin troppo sbiadita, quasi fosse stata ingessata da una colpevole ed illogica…dieta senza fine.

Questo è uno dei motivi per prendere sul serio quegli accenni alla riflessione sul capitalismo e, correndo anche il rischio di essere considerati avversari dei  nuovismi di destra e di sinistra che sono di moda, riflettere sullo scenario della globalizzazione capitalistica nella quale siamo immersi dal quale comunque dipende la sorte della nostra economia , dei diritti e della dignità del lavoro, della stessa qualità della vita democratica che naviga sempre più in acque basse e limacciose.

E non si tratta di un vezzo intellettuale, ma di affrontare semmai il cuore dei problemi che abbiamo di fronte e che potranno condizionare anche il nostro fare sindacato. Perché si parla di capitalismo globalizzato quando dobbiamo constatare che in questi anni abbiamo perso il 20% delle nostre capacità produttive, il che per un Paese manifatturiero è davvero allarmante. Perché in una economia mondiale sempre più integrata ci salviamo con un 20% della produzione destinata all’export che galleggia fra guerre commerciali e stagnazioni economiche,  ma con il restante 80% che dipende dalla domanda interna che dopo la recessione e con le incertezze sul futuro non riesce più a decollare anche perché mancano appropriate politiche salariali ed economiche a partire dagli investimenti.

Ma si discute di capitalismo anche quando si constata, come fa una recente analisi  che le pesanti  multe comminate nel mondo a banche e finanziarie sono arrivate a raggiungere centinaia di  miliardi, ma non hanno impedito agli stessi soggetti di registrare nello stesso periodo utili record. Già, ma a scapito di chi se non di coloro che sono rimasti fuori dalla fortissima concentrazione di potere di una finanza senza regole e senza paletti? Derivati e subprime sono stati gli incubi della recessione esplosa nel 2008 con conseguenze micidiali sul lavoro, sulle diseguaglianze e sulla disgregazione sociale, come pure sulla compressione dei diritti del lavoro. Ebbene a fine 2017, ce lo ricorda l’economista Pedrizzi in un suo recentissimo libro, i derivati che sono fuori di ogni contabilità ammontano alla cifra sbalorditiva di 532 mila miliardi di dollari, poco distanti dai livelli pre-recessione. Vale a dire che le vere regole del gioco sono mutate molto poco e che una enorme , per ora invisibile, nube tossica di una finanza prepotente e senza controllo,  non ancorata ai percorsi dell’economia reale,  gode più che mai di ottima, preoccupante, salute. Se pensiamo a quel putiferio che quel tipo di finanza ha combinato nel 2008 ed in seguito è superfluo domandarsi se sia più o meno saggio ridiscutere gli scenari capitalistici attuali. Semmai potremmo aggiungere che di fronte a tali enormi questioni sono legittimi i dubbi sulle congruità delle ricette economiche alla Di Maio o di quelle “patriottiche” alla Salvini.

Ma c’è di più: il tessuto produttivo del Paese si è impoverito anche per altre ragioni: non abbiamo saputo individuare settori strategici  da difendere e promuovere come hanno fatto gli altri, i cugini francesi in primis.  E non agendo in questa direzione non ci siamo neppure premurati di arginare e selezionare lo shopping dei Paesi esteri nei riguardi delle nostre imprese, con il bel risultato che mentre il Ministro degli Interni si affanna a chiudere i porti, imprese di mezzo mondo ci scippano tranquillamente marchi prestigiosi, tecnologie, lavoro. E non sono soltanto i soliti tedeschi che controllerebbero comunque oltre 1300 imprese italiane, ma si fanno largo impunemente con le loro bandierine di possesso i cinesi come gli  indiani, i turchi come i  giapponesi. Come interveniamo? Qualche volta con le chiacchere, altre volte con il silenzio. Mai con la determinazione di una politica industriale sensata alla cui realizzazione chiamare le parti sociali.

In questo modo però ci troviamo di fronte ad un bivio: o prendiamo il toro per le corna e ci chiediamo sul serio come reagire di fronte a questa ennesima evoluzione capitalistica, oppure rischiamo di esser condannati a sopravvivere con quel che resta, condito da assistenza crescente (cassa integrazione, reddito di cittadinanza, sanatorie fiscali) e da diktat autodistruttivi come potrebbe essere il salario minimo.

Inutile dire che oggi ben altro occorre che salari minimi; salari alti servirebbero per rianimare l’economia e costringere le stesse imprese a porre mano al portafoglio sia al tavolo contrattuale che sul terreno degli investimenti per innovare e creare migliori condizioni di produttività.

Salari minimi? Certo, per andare in Venezuela, non per restare a competere con le economie europee o  mondiali.

Salari più alti, deve essere la parola d’ordine senza se e senza ma. Ovvero una politica salariale diversa che è la risposta possibile ed utile da  raggiungere ovviamente non solo con i contratti ma con l’utilizzo della  leva fiscale che riduca realmente il cuneo retributivo e contributivo. La assurda vocazione pauperistica o quella furbastra della flax tax ci possono condurre solo verso un Paese sempre più spaccato ed attraversato da tensioni  sociali sempre meno componibili, anche perché si è voluto ridurre a disvalore la mediazione sociale. Ed invece la discussione sullo stato concreto della nostra economia (e del nostro capitalismo)  e sul compito dei Governi di attrezzarsi per gestire i problemi che quella finanza e quella globalizzazione di cui abbiamo parlato ci pongono spietatamente, dovrebbe divenire prioritaria e comprendere la rivalutazione necessaria del ruolo dei corpi intermedi e della partecipazione dei lavoratori, senza la quale il confuso populismo di questi tempi può generare incontrollabili disastri economici, autoritarismo,  umiliazione della dignità del lavoro come del resto sta avvenendo nella Ungheria di Orban.

Per tali motivi è anche fondamentale ribadire il valore centrale dei contratti. Ci stiamo avvicinando ad una stagione di rinnovi che si preannuncia quanto mai difficile. Non si può e non si deve tornare indietro. Si deve andare avanti perché in questo contesto economico e politico che assomiglia ad una bolgia senza bussola il dovere delle parti sociali è quello di assumersi responsabilità ancora più grandi nei riguardi della tenuta sociale e del progresso delle relazioni industriali. Un loro regresso avrebbe delle conseguenze distruttive che andrebbero ben oltre i rapporti fra imprese e sindacati. E noi non lo vogliamo.

Anche le rappresentanze imprenditoriali non possono far finta di niente o limitarsi a criticare l’attendismo ed i ritardi del Governo in carica. Ci si aspetta anche da loro un cambio di passo, se non altro perché anche fra di loro ci sono stati  in questi anni di profonde trasformazioni globali casi  di abbandono della trincea imprenditoriale o con la vendita e la cessione della attività al  miglior offerente quale che sia ,  o con la delocalizzazione all’estero, o, con la frattura con le passate generazioni di imprenditori a favore della rendita e dei vantaggi offerti dalla speculazione finanziaria. Ed anche questo scenario non può che ricollegarsi ad una riflessione attenta su cosa sia davvero questo nostro  capitalismo con il quale volenti o nolenti dobbiamo fare i conti.

Perché, infine, è certamente meritorio che a mantenere dritta la barra di una critica netta e precisa all’attuale volto del capitalismo siano i Papi ed in particolare l’attuale Pontefice , Francesco. Il richiamo forte ad una etica diversa è prezioso e non può che bussare anche alle coscienze dei laici e dei non credenti in particolare per il recupero di un valore come la solidarietà.  Ma è pur sempre un richiamo pastorale che è ben diverso dalle dinamiche del confronto-scontro politico e sociale. Lasciarlo isolato sarebbe un grave errore, ma non basta. Serve la politica, serve il confronto sui progetti e sulle strategie, serve la collaborazione, serve l’articolazione della vita democratica in grado di recuperare interesse e passione dei cittadini, dai giovani ai lavoratori, agli anziani. E serve un sindacato forte nelle sue convinzioni, deciso a giocare fino in fondo il suo ruolo contrattuale e di autorità salariale. In questi mesi Cgil, Cisl e Uil e molte categorie non sono state alla finestre anche se colpevolmente il Governo ci ha ignorato mettendo in campo immobilismo, incapacità, sterile propaganda. Ma è stata più importante la risposta dei lavoratori e dei pensionati, ampia, combattiva, positiva. Su questa strada dobbiamo continuare anche perché abbiamo forza unitaria e proposte serie da far valere.

Paolo Pirani – Segretario generale della Uiltec nazionale

Attachments

  • jpg
    di Emanuele Ghiani https://twitter.com/GhianiEmanuele
Paolo Pirani

Paolo Pirani

Consigliere CNEL

In evidenza

Lavoro, sottoscritta intesa tra Cnel e Cref sull’intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale, Petrasso (Fim Cisl): il sindacato può e deve governarla

24 Aprile 2026
Cgil-Confindustria, la nuova alleanza suona la sveglia al governo e all’Europa. Orsini & Landini con una voce sola: stop al patto di stabilità, subito interventi su investimenti ed energia. Contratti, “accordo entro l’estate o mai più”

Cgil-Confindustria, la nuova alleanza suona la sveglia al governo e all’Europa. Orsini & Landini con una voce sola: stop al patto di stabilità, subito interventi su investimenti ed energia. Contratti, “accordo entro l’estate o mai più”

24 Aprile 2026
Coldiretti, con monopolio prezzi ortofrutta fino a +300%

Agricoltura, diminuiscono gli infortuni ma aumentano le malattie professionali. Dal 2020 +104,1%. I dati del report della Fai-Cisl

24 Aprile 2026
Sanità, dagli infermieri arriva l’allarme sui Pronto soccorsi

Sanità privata e rappresentatività: quelle troppe anime che ancora rendono difficile un sistema univoco. Il dibattito organizzato da Costantino&partners

24 Aprile 2026
A rischio funzionalità dei fondi interprofessionali

Fondoprofessioni, cresce il numero di aziende e lavoratori aderenti. Ma le piccole imprese restano il “buco nero” della formazione. I dati del 3° Rapporto

24 Aprile 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi