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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti della Settimana)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti della Settimana)

10 Gennaio 2019
in Senato

65ª Seduta

Presidenza della Presidente
CATALFO 

La seduta inizia alle ore 8,50.

IN SEDE CONSULTIVA 

(989) Conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione

(Parere alle Commissioni 1a e 8a riunite. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il relatore ROMAGNOLI (M5S), accogliendo alcune delle considerazioni emerse nel corso del dibattito, dà conto di una nuova proposta di parere favorevole, pubblicata in allegato.

Incidentalmente il senatore FLORIS (FI-BP) osserva che la rinuncia all’istituzione del libro unico del lavoro in modalità telematica è presumibilmente legata all’ipotesi di utilizzare, in sostituzione, la tecnologia blockchain e chiede approfondimenti in merito.

La presidente CATALFO rileva come l’interoperabilità delle banche dati sia una delle altre opzioni in campo.

Il relatore ROMAGNOLI (M5S) ritiene che quella attuale sia una fase di transizione e che la tecnologia blockchain potrà favorire, tra l’altro, la semplificazione burocratica, aprendo opportunità inaspettate.

Si passa alle dichiarazioni di voto.

La senatrice PARENTE (PD) ringrazia il relatore per aver accolto nella nuova bozza di parere le sue segnalazioni ed esprime l’auspicio che i lavori della Commissione si svolgano sempre in clima un clima di costruttiva collaborazione tra maggioranza e opposizioni.  

Quanto al testo, si augura che nel corso dell’esame di merito emerga la disponibilità a modificare l’articolo 11 nel senso da lei indicato.

Dichiara infine il voto di astensione del Gruppo del Partito Democratico, giacché il provvedimento, oltre ad affrontare in maniera non condivisibile il tema del libro unico del lavoro, non prevede le misure per la semplificazione di cui le imprese e il mondo del lavoro avrebbero davvero bisogno e che pure erano state segnalate da alcuni stakeholders ascoltati dalla Commissione nel corso dell’esame del disegno di legge concretezza.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) annuncia il voto contrario del Gruppo di Forza Italia, ritenendo che il testo, estremamente scarno, non dia seguito alle misure previste dal cosiddetto decreto “concretezza”, non preveda le necessarie misure di semplificazione della macchina amministrativa che pure erano molto attese, soprattutto dopo quanto dichiarato dal ministro Bongiorno nel corso dell’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero, né tiene conto di quanto suggerito da alcune delle categorie interessate, a cominciare dai consulenti del lavoro. 

Con riferimento all’articolo 3, si chiede in cosa si sostanzi l’intervento di semplificazione, trattandosi esclusivamente dell’abrogazione di una previsione legislativa rimasta inattuata. Ipotizza comunque la possibilità che in futuro la tecnologia blockchain possa aiutare a superare le difficoltà emerse in sede di introduzione del libro unico del lavoro in modalità telematica. Contesta quindi la diversità di trattamento cui sono sottoposti, da un lato, le pubbliche amministrazioni, che si vedono cancellati alcuni degli obblighi burocratici già previsti, e, dall’altro, il mondo produttivo privato, cui è stato imposto l’obbligo della fatturazione elettronica.

Dopo aver ribadito che le disposizioni che hanno un diretto riflesso sulle competenze della Commissione non sono unicamente gli articoli 3 e 11, si sofferma brevemente sulle tematiche sottese agli articoli 9 e 10, che riguardano la medicina generale e la dirigenza scolastica. Segnala infatti che il futuro provvedimento di riforma del sistema pensionistico potrebbe portare a una forte riduzione del numero dei medici di medicina generale; con riferimento alla scuola, nel condividere l’opportunità di rispettare le graduatorie e l’anzianità di servizio, anche per riconoscere il merito, invita tuttavia a considerare, nella assegnazione delle cattedre, anche le necessità dei singoli istituti, che potrebbero presentare peculiarità uniche, come la presenza di molti alunni stranieri o di ragazzi con disabilità.

In conclusione, nel condividere la misura sul trattamento economico accessorio del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni, invita tuttavia il Governo a individuare con attenzione le opportune e necessarie coperture e a varare provvedimenti di lungo respiro, che guardino al futuro del Paese.

La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritiene che la disponibilità del relatore ad accogliere nel parere segnalazioni giunte da esponenti delle opposizioni sia la miglior risposta all’auspicio, che condivide, espresso dalla senatrice Parente nel suo intervento.

Nel merito del provvedimento, giudica opportuna e necessaria la previsione contenuta nell’articolo 3, in quanto il libro unico del lavoro in via telematica, una volta introdotto, avrebbe comunque comportato molti adempimenti, non solo per il Ministero del lavoro e per l’Ispettorato del lavoro, ma anche a carico delle imprese. Annuncia infine il voto favorevole del suo Gruppo.

Nessun altro chiedendo di intervenire, presente il prescritto numero di senatori, la presidente CATALFOmette quindi ai voti la nuova proposta di parere favorevole formulata dal relatore, che risulta approvata.

La seduta termina alle ore 9,15.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 989

L’11a Commissione permanente, esaminato il decreto-legge in titolo, rilevato che con l’articolo 3 si abroga l’articolo 15 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, e successive modificazioni, il quale prevedeva che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, il libro unico del lavoro dovesse essere tenuto in modalità telematica presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

rilevato, altresì, che con l’articolo 11 si restringe l’ambito di applicazione del limite dell’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento economico accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;

segnalata l’opportunità di specificare se restino escluse da quelle oggetto di disposizione prevista dal comma 2 dell’articolo 23:

a)         le risorse eventualmente destinate dalla contrattazione integrativa alle misure di welfare integrativo, a finalità assistenziali o di previdenza complementare a favore del personale;

b)         le risorse riferite alla quota dei risparmi conseguiti e certificati in attuazione dell’articolo 16, commi 4, 5 e 6, della legge 6 luglio 2011, n. 98, e alla quota dei risparmi conseguiti dagli enti e dalle amministrazioni in attuazione di specifiche disposizioni della contrattazione collettiva integrativa o definiti in sede di confronto sindacale,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.

64ª Seduta
Presidenza della Presidente
CATALFO 
La seduta inizia alle ore 15,10.

IN SEDE CONSULTIVA 

(989) Conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione

(Parere alle Commissioni 1a e 8a riunite. Seguito dell’esame e rinvio )

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 19 dicembre.

La presidente CATALFO ricorda che nella precedente seduta il relatore ha illustrato il provvedimento.

Il relatore ROMAGNOLI (M5S), nel richiamare i contenuti della relazione svolta, dà conto di un parere favorevole alla Commissione di merito, pubblicato in allegato.
Si apre il dibattito.
La senatrice 
PARENTE (PD) sottopone al relatore l’opportunità di inserire nel parere due osservazioni, una riferita all’articolo 3, l’altra all’articolo 11.
Circa l’articolo 3, ritiene infatti necessario approfondire le problematiche che hanno portato all’abrogazione dell’articolo 15 del decreto legislativo n. 151 del 2015, e successive modificazioni, il quale prevedeva che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, il libro unico del lavoro dovesse essere tenuto in modalità telematica presso il Ministero del lavoro. Ritiene poi non condivisibile la valutazione contenuta nella relazione tecnica, secondo la quale tale previsione, oltre a porre in capo al Ministero un aggravio di risorse non giustificabile, non appare utile alle attività istituzionali né dello stesso, né dell’Ispettorato nazionale del lavoro.
Quanto all’articolo 11, riterrebbe opportuno che si specificasse quali siano le ulteriori risorse escluse dal comma 2 dell’articolo 23. In particolare, ritiene importante chiarire l’importo delle risorse eventualmente destinate dalla contrattazione collettiva alle misure di 
welfare integrativo, a finalità assistenziali o di previdenza complementare a favore del personale, nonché quelle riferite alla quota dei risparmi conseguiti e certificati in attuazione dell’articolo 16, commi 4, 5 e 6 della legge n. 98 del 2011 e alla quota dei risparmi conseguiti dagli enti e dalle amministrazioni in attuazione di specifiche disposizioni della contrattazione collettiva integrativa o definiti in sede di confronto sindacale. Si riserva comunque di trasmettere i propri rilievi al relatore.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) reputa limitativo considerare di competenza della Commissione esclusivamente gli articoli 3 e 11, in quanto, a suo parere, sono molte le norme che hanno un riflesso diretto sul mondo del lavoro, come nel caso dell’articolo 2, che si riferisce al prestito concesso all’Alitalia. In via generale, coglie l’occasione per censurare la limitatezza dei tempi a disposizione della Commissione per l’esame dei provvedimenti.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) preannuncia che i senatori del Partito Democratico non parteciperanno al voto, in considerazione dell’inadeguatezza dei tempi concessi per approfondire il testo. Ritiene che il tema abbia carattere generale e auspica che per il prosieguo si possa procedere ad una programmazione dei lavori che tenga conto anche delle esigenze delle opposizioni.
La presidente 
CATALFO, anche in considerazione delle necessità manifestate, rinvia la votazione del parere alla seduta di domani.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

(763) Bianca Laura GRANATO ed altri.  –  Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti

(Parere alla 7a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 21 novembre.
La presidente 
CATALFO ricorda che il relatore ha già illustrato il provvedimento.
Si apre la discussione generale.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) anticipa l’orientamento contrario del suo Gruppo sul provvedimento, che descrive un mondo della scuola non corrispondente alla realtà e appare pregiudizialmente sospettoso nei confronti dei dirigenti scolastici e del potere che era stato loro concesso. La chiamata diretta dei docenti a suo parere rappresentava infatti una importante e innovativa sperimentazione, ossia il tentativo di superare i tradizionali criteri basati sulle graduatorie di concorso e sulla anzianità di servizio e di premiare il merito e valorizzare le competenze. La maggioranza, invece, sulla base di una valutazione esclusivamente politica, dopo aver già rivisto la normativa in tema di alternanza scuola-lavoro, ha inteso cancellare tale esperienza, ancora da valutare pienamente e che semmai avrebbe avuto bisogno solo di alcuni correttivi, in ciò dimostrando scarsa lungimiranza.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) chiede al relatore dei chiarimenti sul testo, giudicando complicato e fonte di incertezze il sistema individuato per la scelta delle scuola da parte dei docenti.
Il relatore 
AUDDINO (M5S) ritiene che, così come l’alternanza scuola-lavoro, anche la chiamata diretta dei docenti, con il conferimento ai dirigenti scolastici di un potere a suo avviso eccessivamente discrezionale, abbia creato non pochi problemi al mondo della scuola, che ha pagato le conseguenze di queste sperimentazioni. Nel richiamare il pensiero di Pietro Calamandrei a proposito del ruolo e dell’importanza del sistema formativo scolastico, rivendica l’intervento portato avanti dal testo in esame, che mette al primo posto proprio la meritocrazia, nel rispetto delle graduatorie di concorso e dell’anzianità. Fornisce infine i chiarimenti richiesti dal senatore Floris.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) domanda ulteriori precisazioni, soprattutto con riferimento ai tempi necessari per la scelta delle scuole da parte dei docenti vincitori di concorso.
Il relatore 
AUDDINO (M5S) invita il senatore Floris a differenziare opportunamente le graduatorie di merito a seguito di concorso, che sono su base regionale, dalle graduatorie delle singole scuole necessarie a chiamare docenti per eventuali esigenze di personale, come nel caso delle supplenze. Sulla base della propria esperienza personale ricorda i guasti prodotti dalla previsione degli ambiti territoriali e dall’alternanza scuola-lavoro, così come organizzata. In conclusione preannuncia un orientamento favorevole sul provvedimento, riservandosi di tenere conto delle osservazioni espresse e di eventuali altre che dovessero pervenirgli per le vie brevi.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


Schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE 
(n. 57)

(Osservazioni alla 10a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Osservazioni favorevoli)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 19 dicembre.
La relatrice 
BOTTO (M5S) illustra una proposta di osservazioni favorevoli, pubblicata in allegato.
Previa dichiarazione di astensione, a nome del suo Gruppo, da parte del senatore 
PATRIARCA (PD), presente il prescritto numero di senatori, la presidente CATALFO mette ai voti la proposta di osservazioni favorevoli formulata dalla relatrice, che risulta approvata.

(897) Deputati Annagrazia CALABRIA ed altri.  –  Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale, approvato dalla Camera dei deputati
(Parere alla 1
a Commissione. Esame e rinvio)
La relatrice 
NISINI (L-SP-PSd’Az) illustra il disegno di legge in titolo, già approvato dalla Camera dei deputati. Rileva preliminarmente che, in base all’articolo 1, il provvedimento intende prevenire e contrastare, in ambito pubblico e privato, condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, perpetrate in danno dei minori nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia e di anziani e disabili ospitati in apposite strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali. Il testo inoltre intende disciplinare la raccolta di dati utilizzabili a fini probatori in sede di accertamento di tali condotte. Segnala quindi che l’articolo 2 conferisce delega al Governo in materia di formazione del personale dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole dell’infanzia e delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e per persone con disabilità, nel rispetto di determinati principi e criteri direttivi espressamente indicati. Il decreto legislativo dovrà essere adottato su proposta del Ministro dell’istruzione, di concerto anche con il Ministro del lavoro.
L’articolo 3 prevede la definizione di linee guida sulle modalità di accesso alle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

L’articolo 4 stabilisce la possibilità di installare sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso – escluse le webcam – nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e fissa i necessari requisiti di sicurezza delle immagini e le relative modalità di conservazione, nonché il ruolo e gli adempimenti in capo al Garante per la protezione dei dati personali.
L’articolo 5 prevede che il Governo trasmetta alle Camere, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione sull’attuazione della legge.
Ferma restando la disposizione di invarianza finanziaria di cui al comma 3 dell’articolo 2, l’articolo 6 istituisce nello stato di previsione del Ministero dell’economia un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 per la sperimentazione delle misure previste dalla legge.

Infine, l’articolo 7 specifica che la nuova disciplina si applica alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con le disposizioni dei rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
In conclusione si riserva di formulare una proposta di parere anche all’esito del dibattito.
La presidente 
CATALFO ringrazia la relatrice e dichiara aperta la discussione generale.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) interviene in via preliminare auspicando che la Commissione possa disporre di tempi adeguati per l’esame del provvedimento.

Si associa la senatrice TOFFANIN (FI-BP) che, nel sottolineare la rilevanza e la delicatezza del tema, evidenzia altresì la necessità di conciliare le esigenze di tutela delle persone deboli con il rispetto della privacy di tutti gli attori coinvolti.

La  presidente CATALFO  avverte che l’espressione del parere dovrà avvenire compatibilmente con i tempi di esame della Commissione di merito, che sul provvedimento svolgerà un ciclo di audizioni. Rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,05.

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 989

L’11a Commissione permanente, esaminato il decreto-legge in titolo, rilevato che con l’articolo 3 si abroga l’articolo 15 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, e successive modificazioni, il quale prevedeva che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, il libro unico del lavoro dovesse essere tenuto in modalità telematica presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
rilevato, altresì, che con l’articolo 11 si restringe l’ambito di applicazione del limite dell’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento economico accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;
esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.


OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 57

L’11a Commissione permanente, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che esso reca adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE (regolamento DPI);
rilevato che è la medesima relazione tecnica ad evidenziare che “lo schema di decreto legislativo reca in generale integrazioni e modifiche meramente ordinamentali alle disposizioni vigenti, che non determinano alcun onere per il bilancio dello Stato, e solo per alcune disposizioni disciplina aspetti finanziari e compiti ed adempimenti riferiti alle amministrazioni pubbliche, che sono pienamente in linea con quelli attualmente già in vigore e non determinano l’istituzione di nuovi organi o l’attribuzione di nuovi compiti ad organi esistenti.”;
sottolineato che le funzioni di vigilanza del mercato vengono comunque confermate in capo al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell’ambito delle rispettive competenze, i quali potranno avvalersi della collaborazione delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, esprime, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli.

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15 Settembre 2026
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