Chiara Gribaudo, presidente della commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, ha presentato alla Camera, la proposta di Legge per rafforzare la protezione delle vittime di caporalato. Alla presentazione hanno partecipato anche Silvia Guaraldi, della segretaria nazionale della Flai-Cgil, Marco Omizzolo, sociologo e docente alla Sapienza, e Camilla Laureti, europarlamentare e responsabile politiche agricole del Partito Democratico.
La proposta di legge, che prevede per le coperture 50 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028, definisce un programma di protezione e di accompagnamento per chi è stato vittima del caporalato, attraverso un sistema di assistenza sociale e sanitaria, inclusa quella psicologica, in particolare per le donne che subiscono anche lo sfruttamento sessuale, assistenza abitativa, aiutando le persone a partecipare ai bandi per l’assegnazione dell’edilizia residenziale, e lavorativa, attraverso percorsi di formazione e di inserimento, o prevedendo sgravi fiscali per quelle imprese che assumo chi ha denunciato lo sfruttamento. Il testo, inoltre, contempla l’assistenza legale, il riconoscimento della Naspi, con una maggiorazione nei casi in cui la vittima sia una donna con a carico figli minori e l’istituzione di un fondo presso l’Inps per il recupero delle somme salariali sottratte durante lo sfruttamento. Il tutto attraverso una collaborazione costante con sindacati, enti privati e terzo settore.
“Dieci anni dopo la legge 199 del 2016, che ha segnato una svolta nella lotta al caporalato, è necessario compiere un nuovo passo avanti integrando e completando quella norma di civiltà, affiancando al contrasto penale un sistema organico di protezione. L’esperienza maturata sul campo, anche attraverso il lavoro della commissione e le missioni nei territori più colpiti dallo sfruttamento, ci dice con chiarezza che chi denuncia viene troppo spesso lasciato solo” ha dichiarato Gribuado.
Per Guaraldi “soltanto partendo dal confronto continuo con chi vive ogni giorno la difficoltà di dare risposte concrete alle vittime si possono costruire soluzioni efficaci. Questa proposta di legge è fondamentale perché’ unisce tutela, supporto e assistenza: un quadro che, integrato con la Legge 199, che ha una parte penale di eccezionale portata ma ancora manca una reale applicazione nella sua parte preventiva e con la rete delle sezioni territoriali della Rete Lavoro Agricolo di Qualità permetterebbe di compiere un passo fondamentale nel contrasto allo sfruttamento lavorativo” ha dichiarato Guaraldi.
“Il tema interroga la nostra democrazia perché’ gli uomini e le donne migranti che entrano in questa spirale che chiamiamo caporalato non vivono dentro il nostro stato di diritto, non soltanto perché vengono violati i diritti fondamentali legati al lavoro, a partire dall’articolo uno della nostra Carta Costituzionale, ma perché si violano anche altri, quello alla salute, alla famiglia, il diritto ad avere un futuro nel quale non ci si debba rivolgere esclusivamente a un capo o a un caporale, essendo di fatto delle macchine che un sistema economico presente dalla Sicilia alla Valle d’Aosta” ha detto Omizzolo. “Questa è una norma di civiltà che farà nuovamente ridemocratizzare la democrazia, che farà sentire a queste persone di nuovo lo stato amico e vicino e che aprirà uno squarcio in un sistema che va interamente bonificato, per vedere le persone finalmente libere dal caporalato e dalle agromafie. Sono persone che non dobbiamo far sentire doppiamente vittime, persone che nel corso del tempo hanno denunciato, Amendolara, Latina, Rosarno ancora prima, e che con il loro coraggio scuotono la spina democratica del nostro paese”, ha aggiutno
“Questa proposta di legge a firma Gribaudo rappresenta un punto di progresso indispensabile per contrastare con efficacia lo sfruttamento del lavoro, ferita democratica intollerabile in una Repubblica come la nostra che ha nel diritto al lavoro il suo fondamento. Lo stato deve essere vicino alle vittime di sfruttamento che vogliono denunciare perché’ non prevalga la paura, comprensibile e umana, oppure il ricatto del datore di lavoro” ha dichiarato Laureti. In merito alla Pac “vogliamo rafforzare la condizionalità sociale nella prossima programmazione, perché’ i fondi europei devono essere erogati solo alle aziende agricole che rispettino i diritti dei lavoratori, primo fra tutti la loro sicurezza e la loro salute. È centrale insistere sulla condizionalità sociale se vogliamo liberare l’agricoltura europea dalla piaga del caporalato” ha concluso.





























