Manifestano oggi a Roma migliaia di titolari e autisti Ncc, il servizio di noleggio con conducente, arrivati da tutta Italia per chiedere al governo di ritirare o almeno prorogare l’entrata in vigore, dall’1 gennaio 2019, della modifica alla legge quadro dei noleggiatori (la Legge 15 gennaio 1992, n. 21) prevista dal decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 207.
La protesta, due sit-in statici, si tiene dalle 12 alle 17 a Piazza della Repubblica (preavvisati 10 mila partecipanti) e a porta Pia, di fronte la sede del Ministero dei Trasporti.
In particolare i noleggiatori contestano l’articolo 29, comma 1-quater della 207/2008, che prescrive come “la sede del vettore e la rimessa devono essere situate, esclusivamente, nel territorio del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione”: se entrasse in vigore da gennaio, ogni Ncc al termine del servizio dovrebbe rientrare nel Comune che ha concesso il permesso, che però spesso non è quello dove il conducente effettivamente lavora. Sarebbe la fine del servizio per migliaia di conducenti.
È il caso soprattutto di Roma, dove circolano 7mila Ncc (80mila in tutta Italia, con 200mila unità lavorative) dei quali molti hanno però ottenuto l’autorizzazione da altri Comuni del Lazio o del Sud Italia (dove spesso la licenza costa molto di meno).
Una pratica osteggiata in particolare dall’altra faccia del servizio di trasporto su quattro ruote, i taxisti: secondo i conduncenti delle auto bianche, infatti, la facilità con cui gli Ncc prendono una licenza in un Comune e vanno a lavorare in un altro stravolge le regole della concorrenza.
“No al 29 1 Quater è il primo punto della lista – ha spiegato l’Associazione nazionale imprese trasporto viaggiatori (Anitrav), tra gli organizzatori della manifestazione – ma anche una veloce ed efficace rivisitazione della 21/1992, una legge vecchia di quasi 30 anni che detta le regole del nostro lavoro (sia Ncc ma anche Taxi). Ad oggi ha creato enormi vuoti normativi, dovuti all’evoluzione della società moderna, gettando nel caos il nostro settore. È ora di fare chiarezza e riscrivere le regole in modo da poter lavorare tutti serenamente”.





























