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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

26 Settembre 2018
in Senato

31ª Seduta
Presidenza della Presidente
CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Galli.    

La seduta inizia alle ore 8,50.

SULLA PUBBLICITA’ DEI LAVORI  

La presidente CATALFO comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata chiesta l’attivazione dell’impianto audiovisivo, sulla web-TV canale 3 e su YouTube canale 3 e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. In assenza di osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.

Avverte inoltre che la pubblicità della seduta sarà assicurata la resocontazione stenografica.

PROCEDURE INFORMATIVE 

Interrogazione   

Il sottosegretario GALLI, rispondendo all’interrogazione n. 3-00185 del senatore D’Arienzo ed altri, premesso che il decreto del Presidente della Repubblica n. 1092 del 1973, “Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato”, non prevede una tabella specifica relativa alle aliquote di rendimento da applicare alle anzianità contributive per la determinazione della quota di pensione con il sistema retributivo, a differenza di quanto previsto per gli altri ordinamenti pensionistici della gestione esclusiva, osserva che esso, agli articoli 44 (per il personale civile) e 52 (per il personale militare), prevede, quale requisito minimo per il conseguimento di un trattamento pensionistico, un’anzianità contributiva minima pari a 15 anni. In particolare, l’articolo 54 attribuisce, per il solo personale militare, un regime pensionistico più favorevole rispetto a quello disciplinato per il personale civile all’articolo 44, prevedendo che la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno 15 anni e non più di 20 sia pari al 44 per cento della base pensionabile. Dopo il ventesimo anno l’aliquota annua continua ad essere pari all’1,8 per cento, fino al conseguimento dell’80 per cento al quarantesimo anno. Tale criterio di calcolo è stato adottato da parte delle amministrazioni competenti, Ministeri della difesa e degli interni, che fino al 31 dicembre 2009 sono state competenti all’emissione dei decreti per la liquidazione dei trattamenti pensionistici. Tali provvedimenti sono stati sottoposti al controllo della Ragioneria generale dello Stato e a quello di legittimità della Corte dei conti, che non hanno fatto rilievi. Successivamente al 1° gennaio 2010, l’INPDAP, e dal 1° gennaio 2012, l’INPS hanno continuato ad operare in tal senso, ritenendo tale interpretazione conforme alla disposizione normativa.

Con riferimento alle sentenze della Corte dei conti richiamate nell’atto parlamentare, il Sottosegretario evidenzia che l’INPS ha proposto appello e che il giudizio è tuttora pendente. Assicura che pertanto il Governo, nel rispetto dei tempi della magistratura contabile, valuterà eventuali azioni da intraprendere nel momento in cui si concluderanno le cause pendenti.

Il senatore D’ARIENZO (PD) giudica la risposta del tutto contradditoria e incoerente rispetto al quesito posto. Dopo aver ribadito le ragioni alla base dell’atto di sindacato ispettivo di cui è primo firmatario, si dichiara pertanto insoddisfatto, auspicando un rapido approfondimento della questione da parte del Governo.

La presidente CATALFO dichiara infine conclusa la procedura informativa.

La seduta termina alle ore 9.

30ª Seduta
Presidenza della Presidente
CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.   

La seduta inizia alle ore 16.

IN SEDE CONSULTIVA 

(728) VALLARDI ed altri.  –  Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale

(Parere alla 9a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

La presidente CATALFO ricorda che nel corso della precedente seduta la relatrice Campagna ha illustrato una bozza di parere, il cui testo è allegato al resoconto di tale seduta.

Il senatore PATRIARCA (PD) ritiene il disegno di legge meritevole di particolare attenzione. Poiché il suo Gruppo intende chiedere nella Commissione di merito lo svolgimento di audizioni sul testo, suggerisce di rinviare l’espressione del parere, al fine di consentire anche alla Commissione lavoro di tener conto degli elementi scaturenti da tali audizioni.

La senatrice TOFFANIN (FI-BP) condivide ed appoggia la richiesta del senatore Patriarca. Nota inoltre che le normative di alcune Regioni, tra cui Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, già disciplinano alcuni aspetti a cui attengono le disposizioni del provvedimento. Ritiene dunque che una eventuale disciplina a carattere nazionale ne debba tener conto.

Conviene con tali considerazioni il senatore FLORIS (FI-BP), il quale evidenzia in particolare i profili di criticità contenuti nell’articolo 8 del disegno di legge e sottolinea che il tema della formazione andrebbe adeguatamente affrontato. Ribadisce che una disciplina a carattere nazionale deve risultare migliorativa di quella già operativa a livello regionale, risultando altrimenti del tutto inutile.

La relatrice CAMPAGNA (M5S) prende atto della richiesta di differire l’espressione del parere. Precisa che nella bozza da lei predisposta le ambiguità del testo risultano peraltro ben evidenziate.

La presidente CATALFO, dopo aver ricordato che la materia della formazione professionale è comunque di competenza esclusiva regionale, dispone il rinvio dell’esame del provvedimento.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 

Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l’applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito delle articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nonché delle strutture del Ministero dell’interno destinate per finalità istituzionali all’attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica (n. 43)

(Parere al Ministro dell’interno, ai sensi dell’articolo 3, commi 2 e 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

La presidente ricorda che in tale seduta il relatore ROMAGNOLI (M5S) ha illustrato il testo dell’atto. Dichiara quindi aperta la discussione generale.

Il senatore PATRIARCA (PD) rileva che lo schema presenta profili di particolare complessità, meritevoli di un attento esame. Nel prendere atto dei pareri espressi finora dal Consiglio di Stato e dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali, nota che sul testo, la cui paternità è riconducibile al precedente Esecutivo, le associazioni di categoria hanno formulato perplessità in più punti. Chiede pertanto se il nuovo Governo abbia elementi ulteriori rispetto a quel confronto, peraltro ormai datato.

Concorda con tale richiesta il senatore FLORIS (FI-BP).

Il sottosegretario COMINARDI assicura che raccoglierà ogni elemento utile, al fine di fornire tutti i necessari e opportuni chiarimenti.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,25.

29ª Seduta
Presidenza della Presidente
CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Durigon.    

La seduta inizia alle ore 15.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

Proposta di indagine conoscitiva sullo stato di attuazione, nel settore del lavoro pubblico e privato, delle norme vigenti in materia di collocamento obbligatorio

La presidente CATALFO illustra la proposta, emersa nell’ultima seduta dell’Ufficio di Presidenza della Commissione allargato ai rappresentanti dei Gruppi.

La Commissione concorda sull’opportunità dell’indagine e conferisce mandato alla Presidente di richiedere al Presidente del Senato, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, l’autorizzazione allo svolgimento dell’indagine conoscitiva in parola.

IN SEDE CONSULTIVA 

(803) Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2017, approvato dalla Camera dei deputati 

(804) Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2018, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 5a Commissione. Esame congiunto con esiti distinti. Pareri favorevoli) 

Illustra congiuntamente i provvedimenti, per le parti di competenza, il relatore DE VECCHIS (L-SP-PSd’Az), che ricorda le variazioni apportate al bilancio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, pari a 124.905,3 milioni, di cui 124.852,9 milioni relativi alla spesa corrente e 52,4 milioni al conto capitale. Dopo aver menzionato le variazioni di cassa per il 2018, sottolinea che quelle proposte in termini di competenza sono connesse alle esigenze emerse dall’effettivo svolgimento della gestione dell’Amministrazione, mentre la dotazione di residui passivi per il 2018, con riferimento allo stato di previsione del Ministero medesimo, è pari a 29.561,4 milioni di euro. Conclusivamente propone l’espressione di un parere favorevole su entrambi i disegni di legge.

Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore PATRIARCA (PD), col voto contrario del senatore BERTACCO (FdI) e l’astensione dei senatori FLORIS (FI-BP), Roberta TOFFANIN (FI-BP) e CARBONE (FI-BP), presente il prescritto numero di senatori, con successive, distinte votazioni, la Commissione approva.

(728) VALLARDI ed altri.  –  Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale

(Parere alla 9a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 19 settembre.

La senatrice CAMPAGNA (M5S) illustra una nuova bozza di parere, pubblicata in allegato.

Dopo un intervento del senatore PATRIARCA (PD), che chiede di differirne la votazione, il seguito dell’esame è quindi rinviato.

ESAME DI ATTI E DOCUMENTI DELL’UNIONE EUROPEA 

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l’Autorità europea del lavoro (COM(2018) 131 definitivo)

(Seguito e conclusione dell’esame, ai sensi dell’articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, del documento dell’Unione europea. Approvazione della risoluzione Doc. XVIII, n. 5)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 19 settembre.

Il relatore PUGLIA (M5S) ribadisce la proposta di risoluzione, già illustrata nella seduta del 19 settembre e pubblicata in allegato al resoconto di tale seduta.

Il senatore PATRIARCA (PD) osserva di aver già fatto presente in tale sede l’opportunità di evitare il riferimento all’introduzione del reddito di cittadinanza in Italia. Ove il relatore non accedesse alla richiesta di espungere tale richiamo dal testo della risoluzione, si troverebbe costretto a ribadire la richiesta di procedere alla votazione della proposta per parti separate, già ventilata nella precedente seduta.

Il senatore ROMAGNOLI (M5S), pur comprendendo le ragioni del senatore Patriarca, sottolinea che il richiamo, contenuto nelle premesse della proposta di risoluzione, fa riferimento unicamente ad una discussione in corso, senza alcuna menzione della obbligatorietà di introduzione del reddito di cittadinanza.

Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) rileva che dal testo della proposta di risoluzione sembrerebbe inferirsi una svolta europeista dei Gruppi della maggioranza, dal momento che essa sostanzialmente appoggia una iniziativa della Commissione europea e del suo presidente Junker, sostenendone dunque le azioni in tema di lavoro e di protezione dei lavoratori. Ritiene che l’istituzione di nuovi enti rischi di dar luogo a inutili carrozzoni burocratici, deresponsabilizzando gli Stati su temi delicati, che dovrebbero invece restare in capo ai Governi dei Paesi d’Europa. Giudica inoltre corretta la considerazione svolta dal senatore Patriarca a proposito del riferimento nella proposta di risoluzione al reddito di cittadinanza, che fa apparire l’istituto come uno strumento già scelto dal Paese per andare incontro agli obiettivi formulati dalla Commissione europea. A suo giudizio, la realizzazione di tale istituto, al quale in principio non è contrario, non deve però essere ispirata da logiche puramente lavoristiche, ma andrebbe piuttosto realizzata nella forma più ampia di reddito di dignità. Sollecita infine il relatore a sfumare il testo della proposta, al fine di conseguire un’ampia condivisione della Commissione.

Il senatore PATRIARCA (PD) interviene nuovamente per precisare che, al di là delle differenze di segno politico, gli Esecutivi che si succedono non possono che tener conto di quanto già in precedenza realizzato. Nel caso di specie, sarebbe giusto pertanto segnalare che, all’esito di un percorso che è stato lungo e sofferto, lo scorso anno in Italia è stato posto in essere il primo strumento di contrasto alla povertà, con un carattere universalistico. D’altro canto, un tema delicato come quello del reddito di cittadinanza non è stato ancora affrontato in sede parlamentare. Auspica pertanto che il relatore voglia riformulare conseguentemente la proposta di risoluzione, sulla quale, diversamente, rinnova la richiesta di votazione per parti separate.

Il senatore FLORIS (FI-BP) concorda con tali considerazioni, rilevando che il tema del reddito di cittadinanza, oltre a non essere stato ancora affrontato in sede parlamentare, non ricorre nella odierna agenda europea.

Anche la senatrice TOFFANIN (FI-BP) esprime analoghe considerazioni, segnalando di aver già sottolineato nella precedente seduta che il passaggio della proposta di risoluzione già criticato in particolare dal senatore Floris e dal senatore Patriarca non risulta peraltro pertinente rispetto allo stesso atto comunitario. Nota inoltre che sulla istituzione dell’Autorità europea del lavoro motivate e condivisibili perplessità sono state espresse dal Parlamento svedese. Avanza conclusivamente forti critiche in ordine all’opportunità di creare un nuovo ente, anziché implementare il funzionamento e i compiti di quelli già esistenti, a maggior ragione in considerazione della struttura pletorica della istituenda Autorità e dei suoi costi consistenti.

La senatrice PARENTE (PD) lamenta che il relatore non abbia accolto la sua richiesta di inserire l’opportunità di una governance tripartita della nuova Autorità.

Il relatore PUGLIA (M5S), nell’assicurare di aver compiuto ogni possibile sforzo per cercare di raccogliere i contributi dei colleghi, sottolinea che nella sua proposta di risoluzione si fa riferimento alla necessità di tenere in considerazione che la funzione di mediazione attribuita all’Autorità le conferirebbe un carattere giurisdizionale, anziché una funzione di supporto tecnica e assistenza, rischiando di generare conflitti giurisdizionali sovranazionali. Nota inoltre che la sua proposta, oltre a tenere conto ampiamente del parere reso dalla 14a Commissione permanente, è corroborata da numerose osservazioni, da intendersi come altrettanti moniti all’Europa, che deve essere non solo unione economica, ma davvero unione di popoli.

La senatrice PARENTE (PD) interloquisce brevemente per sottolineare che proprio il riferimento ad una governance tripartita avrebbe garantito una minore burocraticità dello strumento, giudicando dunque contraddittorio il ragionamento testé fatto dal relatore.

Anche il senatore FLORIS (FI-BP) ribadisce che, così come congegnata, la nuova Autorità finirà per essere una struttura pletorica e priva di incisività sui temi delicati sui quali dovrebbe invece intervenire.

Nessun altro chiedendo la parola, presente il prescritto numero di senatori, con successive votazioni, la Commissione, con il voto contrario del senatore BERTACCO (FdI) e l’astensione dei senatori del Gruppo Forza Italia, approva la prima parte della risoluzione fino alle parole: «cambiamenti sociali, tecnologici ed economici»; con il voto contrario del senatore BERTACCO (FdI), dei senatori dei Gruppi Forza Italia e PD e con l’astensione del senatore LAFORGIA (Misto-LeU), approva il successivo paragrafo fino alle parole «che da ciò ne sono derivate»; con l’astensione del senatore BERTACCO (FdI) e dei senatori del Gruppo Forza Italia approva infine la restante parte della risoluzione.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 

Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l’applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito delle articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nonché delle strutture del Ministero dell’interno destinate per finalità istituzionali all’attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica (n. 43)

(Parere al Ministro dell’interno, ai sensi dell’articolo 3, commi 2 e 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Esame e rinvio)

Il relatore ROMAGNOLI (M5S) nota che lo schema di regolamento definisce le modalità di applicazione della disciplina generale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con riferimento alle amministrazioni della Polizia di Stato, alle strutture del Ministero dell’interno e al Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Osserva che, in base all’articolo 2, la responsabilità della sicurezza del personale compete anche ai dirigenti che sono responsabili per la gestione finanziaria delle risorse per il soddisfacimento della sicurezza, mentre gli articoli 4 e 5 definiscono le procedure per la trasmissione dei documenti concernenti la sicurezza sul lavoro. Illustra poi l’articolo 6, in materia di attività di vigilanza sull’applicazione della disciplina in materia di sicurezza sul lavoro, e gli articoli da 8 a 14, concernenti specificamente la Polizia di Stato e le strutture del Ministero dell’interno destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Gli articoli da 15 a 18 riguardano il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche con riferimento al personale volontario. Da ultimo, l’articolo 19 reca norme di abrogazione e di coordinamento transitorio, mentre l’articolo 20 estende l’applicazione del regolamento anche al Corpo valdostano dei vigili del fuoco e ai Corpi permanenti dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e di Bolzano. L’articolo 21 reca infine le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. Il relatore si riserva conclusivamente di sottoporre alla Commissione una proposta di parere all’esito del dibattito.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,30.

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 728

La 11a Commissione del Senato, in sede d’esame del disegno di legge recante norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale (AS 728);

premesso che:

finalità del disegno di legge in esame sono la valorizzazione e la promozione del prodotto della tradizione contadina locale attraverso le piccole produzioni locali (PPL), che sono una realtà consolidata in alcuni territori regionali e permettono agli agricoltori e agli allevatori la lavorazione e vendita, in ambito locale, di piccoli quantitativi di alimenti prodotti all’interno dell’azienda agricola;

l’articolo 8 prevede, in relazione ai corsi di formazione, che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possano istituire corsi di formazione per il personale addetto a lavorazione, preparazione, confezionamento, trasporto e vendita delle PPL. I corsi hanno lo scopo di far acquisire nozioni relativamente alle buone prassi di igiene nella lavorazione, trasformazione e vendita delle PPL, all’applicazione delle corrette prassi operative nonché a elementi di microbiologia e, tra gli altri, al sistema di autocontrollo igienico (HACCP);

esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni:

in merito alle disposizioni di cui al comma 1 del citato articolo 8, la previsione di una mera facoltà alle regioni e alle province autonome di istituire corsi di formazione professionale (che, per quanto disposto dal successivo comma 2, sono funzionali e propedeutici all’avvio delle lavorazioni dei PPL), implica che gli enti locali in parola non gestiscano in maniera esclusiva i corsi i quali, dunque, possono anche essere organizzati da enti privati. In merito appare dunque necessario chiarire quali siano i criteri di assegnazione agli istituti o enti di formazione professionale e  se nel caso di inerzia delle regioni e delle province autonome (nonché degli eventuali enti privati), sarebbe di fatto preclusa agli imprenditori la possibilità di avviare produzioni di PPL;

in merito alle disposizioni di cui al comma 2 del citato articolo 8, si prevede la possibilità di essere esentati dalla frequenza dei summenzionati corsi per coloro che abbiano ricevuto un addestramento o una formazione in materia di igiene alimentare giudicati adeguati dall’autorità competente. Tale formulazione, tuttavia, unitamente al generico richiamo all’ “autorità competente”, non appare esaustiva e corretta. Non è precisato che tipo di precedente “addestramento”, o “formazione”, si debba possedere al fine di essere esentati dalla frequenza del corso e non si precisa quale data ultima dell’addestramento o formazione si ritiene utile al fine della validità delle stesse attività formative/di addestramento.

redazione

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