Si è tenuto ieri, 15 gennaio, il confronto d’apertura formale per la discussione delle linee di attuazione del Piano straordinario per il lavoro in Sardegna. L’incontro, svoltosi presso la sede della presidenza regionale a Villa Devoto (Cagliari) certifica l’avvio del tavolo con la presidenza della Giunta che la Cgil ha richiesto a più riprese. “È il primo di ulteriori momenti di confronto – ha dichiarato il segretario generale regionale della Cgil, Michele Carrus – nel quale abbiamo avanzato le proposte operative che dovranno caratterizzare gli interventi da realizzare con procedure snelle in tempi stretti”.
Come primo contributo alla discussione, la Cgil ha proposto cinque linee d’azione prioritarie e sollecitato l’adozione di un atto di indirizzo strategico della regione sul sistema di appalti e affidamenti. Oltre a cogliere le positive novità del codice nazionale, l’obiettivo è la massimizzazione dell’occupazione attraverso l’introduzione di criteri di condizionalità e premialità utili a garantire il reinserimento e l’inserimento lavorativo nei cantieri e nei servizi di pubblica utilità e che verranno realizzati direttamente attraverso il sistema delle autonomie locali, sotto la direzione della cabina unica regionale.
Pertanto, la Cgil propone cinque settori di intervento: pulizia del territorio, salvaguardia dei litorali e delle aree umide, recupero e smaltimento dei rifiuti da amianto, interventi su beni culturali, ambientali e sui servizi della pubblica amministrazione, infrastrutture e servizi locali.
Sarà inoltre importante, secondo la Cgil, l’attività dell’Aspal (Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro), che potrà anche individuare target specifici a cui destinare specifiche misure: giovani, donne, disoccupati di lunga durata, aree di crisi e di disagio sociale, over cinquantacinquenni.
Nei prossimi giorni proseguirà lo scambio di informazioni, documenti e approfondimenti e sarà programmato un secondo momento di confronto.





























