Sono 1,19 milioni i contratti di lavoro a tempo indeterminato attivati nei primi 9 mesi dell’anno, in lieve calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps.Nei primi nove mesi del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +741.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+516.000) che del 2015 (+658.000).
Su base annua, tenendo conto dunque della differenza tra assunzioni e cessazioni realizzate negli ultimi dodici mesi, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro: a fine settembre essa risultava attestare una crescita significativa, pari a +550.000, in lieve decremento rispetto a quella rilevata ad agosto (+573.000). Vi contribuiscono tutte le tipologie contrattuali: +15.000 per i contratti a tempo indeterminato, +58.000 per i contratti di apprendistato, +24.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, +453.000 per i contratti a tempo determinato. Complessivamente, osserva l’Inps, questi dati attestano la persistenza della fase di ripresa occupazionale.
Nel dettaglio, le assunzioni a tempo indeterminato nel periodo ammontano a 942 mila con una flessione del 3,5% rispetto al 2016 mentre aumentano dello 0,9% le trasformazioni dei rapporti di lavoro esistenti. In particolare le trasformazioni dei contratti a termine mostrano una crescita del 4,3% a 214 mila mentre quelle degli apprendisti segnano un calo del 10,2% a 63mila.





























