Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, boccia la legge di bilancio approvata ieri dal Consiglio dei ministri, definendola “una manovra che favorisce le rendite e che mantiene lo status quo”.
Intervistata ai microfoni di Radio Capital, la leader della Cgil sostiene che “si è fatta una scelta politica: si poteva intervenire sulla finanza, sul patrimonio e facilitare chi lavora e chi produce e invece si è scelto di usare questo slogan sulle tasse, facendo credere che è una risposta a tutti e invece è una risposta solo ad alcuni, mantenendo la pressione fiscale alta”, ha spiegato.
La valutazione della manovra da parte del sindacato “sarà fatta oggi”, ha aggiunto spiegando che lo sciopero generale “non è di certo abrogato, se sarà necessario si farà”.
Secondo quanto dichiarato dalla stessa Camusso al termine dell’incontro di ieri con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, la preoccupazione del sindacato si concentra in particolar modo “sull’assenza di risposte da parte del Governo sui temi della previdenza”. Per la segretaria, infatti, è necessario un “atto normativo che sospenda l’automatismo dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita”.
La leader della Cgil, inoltre, aggiunge che “molte questioni non hanno ricadute immediate sulla manovra 2018, ma dipendono da scelte politiche”. Per esempio “non c’è traccia dell’intervento per le pensioni di garanzia dei giovani, che non richiede un impegno di spesa immediato, ma la modifica di alcune norme, come quella che fissa in 1,5 volte l’assegno ricevuto per avere diritto ad accedere ad una pensione”.
Infine, il segretario generale della Cgil ha ricordato poi i problemi relativi all’Ape sociale e alle domande già presentate, per i quali “non ci pare che siamo nella direzione di dare delle risposte”. Stesso giudizio per quanto riguarda le questioni dei contratti a termine e continuità lavorativa, e le donne lavoratrici.
E.M.
























