Si è svolto al Mimit il terzo incontro per l`analisi degli stabilimenti produttivi di Stellantis in Italia, con focus sul sito di Atessa, impianto abruzzese dove si fabbricano i veicoli commerciali del gruppo. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato come Atessa sia “un sito d`eccellenza per la manifattura italiana, ad alta vocazione all`export. Un modello di successo anche per l’alto valore della rete di imprese dell’indotto che va salvaguardato”.
Al tempo stesso Urso ha evidenziato come “Stellantis debba ribadire la leadership dello stabilimento anche a livello europeo e salvaguardare al meglio le aziende della componentistica soprattutto nella fase di transizione verso l’elettrico”, aggiungendo che “un significativo stimolo alla produzione potrebbe arrivare proprio dal nuovo piano ecobonus 2024 che prevede incentivi per i veicoli commerciali ad alimentazione elettrica”.
Dopo gli incontri su Melfi, Mirafiori e Atessa saranno calendarizzate nei prossimi giorni anche le riunioni sugli impianti di Cassino, Pomigliano d’Arco, Modena e Termoli.
“Aprendo il tavolo il ministro Adolfo Urso ha sottolineato come i volumi produttivi dello stabilimento di Atessa siano cresciuti rispetto all`anno precedente – hanno sottolineato il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano, e il segretario della Fim Abruzzo, Amedeo Nanni – grazie i nuovi incentivi ci potranno essere maggiori opportunità di sviluppo per il sito”.
“Il presidente della Regione ha annunciato un convegno sull`automotive l`8-9 maggio in Abruzzo – proseguono i sindacalisti – Marsilio ha poi puntato l`attenzione sulla necessità di lavorare al reshoring della componentistica in Abruzzo e proprio per queste ragioni l`accordo che si andrà a definire con il gruppo Stellantis dovrà avere una grande attenzione rispetto al filiera di prossimità della componentistica esistente che in Abruzzo ruota intorno al sito Sevel. Marsilio ha inoltre ribadito come la Regione, assieme al Governo, stia lavorando per il miglioramento delle infrastrutture: dalla portualità, al sistema intermodale delle strade, alla riduzione del costo dell`energia”.
L’azienda, riferiscono i due sindacalisti, ha ricordato come Atessa rappresenti la realtà più solida in Europa sui veicoli commerciali e affrontato il tema delle infrastrutture necessarie al sito abruzzese per alzarne la competitività, così come la questione relativa ai costi dell`energia che si sta affrontando nei tavoli tecnici.
Anfia, aggiunge la Fim, propone un piano decennale per creare le condizioni utili affinché Stellantis sia competitività dentro un gioco di squadra dove la componentistica di prossimità sia il valore aggiunto. Uliano ha posto l’accento sull`importanza di tutelare l`indotto, che comprende oltre a piccole e medie imprese anche importanti aziende come la Denso di San Salvo, Marelli di Sulmona e il distretto del tubo nella provincia di Teramo, dove si producono sistemi di scarico e che dovrà essere riconvertito in funzione delle nuove produzioni green.
Uliano ha inoltre sottolineato l`apprezzamento per l`attenzione mostrata dalla Regione sul tema della logistica, che riguarda i porti di Ortona e Vasto e il sistema delle infrastrutture necessarie, che, considerate le grandi potenzialità dell`export del sito abruzzese, potranno incrementare, se completate, le potenzialità e la competitività del sito. La “preoccupazione” per il leader della Fim è rappresentata dalla possibile sovrapposizione produttiva del sito polacco di Stellantis dove si producono veicoli commerciali. Uliano ha anche ribadito la necessità di investire, per il sito di Atessa, non solo sull`elettrificazione, ma nel futuro sullo sviluppo e la produzione delle tecnologie a celle di combustibile ad idrogeno.
Per Cgil e Fiom, nell’incontro sullo stabilimento Sevel di Atessa, Stellantis ha dichiarato la centralità del sito produttivo di veicoli commerciali leggeri, “che risulta essere la realtà più solida e leader nel settore con una quota di mercato del 30%. L’azienda ha comunque rinnovato la richiesta al Governo di sostegni economici, adducendo criticità peculiari del territorio in termini infrastrutturali di strade, autostrade e porti.”
“Nonostante l’oggettiva situazione di saturazione produttiva del sito di Atessa, sicuramente migliore degli altri siti del gruppo – dichiarano in una nota congiunta Samuele Lodi, segretario nazionale della Fiom; Alfredo Fegatelli, segretario generale della Fiom Chieti; e Pino Gesmundo, segretario confederale della Cgil – riteniamo non sufficienti le rassicurazioni aziendali per quanto concerne il futuro. L’aumento della produzione complessiva è dovuto anche all’avvio del sito polacco che ha inciso per il 24% della quota totale, solamente quattro anni fa la produzione si attestava solo ad Atessa a 295.000 veicoli rispetto i 229.860 del 2023, per cui è evidente come sia in atto un calo. Il trend occupazionale registra negli ultimi anni uscite di almeno 1.500 lavoratori, e anche in quest’ultima procedura le dichiarazioni di esubero, pur se per poche unità, hanno interessato anche Atessa”.
Il nuovo investimento dell’impianto di verniciatura “è meno performante in termini numerici dell’utilizzo combinato con il vecchio – proseguono – le linee produttive sono obsolete, servirebbero ingenti investimenti anche riguardo il futuro modello elettrico, oggi assemblato con modalità pressoché artigianali e non industrializzato. Un nuovo modello non c’è, sono tutti continui restyling. Anche qui come negli altri stabilimenti, le aziende dell’indotto soffrono le scelte strategiche di Stellantis, basta ricordare le difficoltà della Marelli di Sulmona e la situazione molto critica della Denso, che grazie alle nostre pressioni sarà affrontata con il Mimit il prossimo 18 aprile. L’ingente ricorso di soldi pubblici a sostegno delle cosiddette condizioni abilitanti di competitività richiesti da Stellantis anche ad Atessa, deve riguardare anche tutto l’indotto, e non può sostituire gli investimenti propri dell’azienda e determinare le scelte di allocazione di nuove piattaforme e modelli”.
Cgil e Fiom ribadiscono “la necessità di un confronto con l’amministratore delegato Carlos Tavares a Palazzo Chigi, per chiarire le reali intenzioni del gruppo complessivamente in Italia e dare le giuste garanzie richieste a salvaguardia di uno dei settori strategici per l’economia del nostro Paese. Questo perché anche in uno stabilimento in cui si sta lavorando a pieno regime senza il ricorso ad ammortizzatori sociali, si intravede la strategia di Stellantis che è quella di continuare a guardare fuori dall’Italia: lo stabilimento polacco infatti rischia di non essere semplicemente complementare a quello di Atessa. Si rafforzano quindi le ragioni dello sciopero unitario del 12 aprile proclamato a Torino che sempre più assume un valore nazionale”.
Infine, secondo Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm, e Nicola Manzi, leader della Uilm di Chieti-Pescara, in occasione dell`incontro al Mimit, per preservare “la eccellenza della fabbrica Stellantis di Atessa, nonché del vasto distretto industriale che da essa dipende, occorrono investimenti da parte aziendale sulle nuove motorizzazioni e da parte delle istituzioni sul miglioramento delle infrastrutture. Più in generale è necessaria una forte sinergia fra privato e pubblico per supportare la vocazione all`esportazione dei veicoli commerciali e difendere le imprese dell`indotto più vulnerabili”.
“La fabbrica di Atessa – dicono – produce veicoli commerciali in gran parte rivolti alla esportazione e rappresenta un fiore all`occhiello della manifattura italiana. Tuttavia, è necessario che si investa sulle nuove motorizzazioni per preservare questa eccellenza dai risvolti della transizione energetica, non solo sulla tecnologia dell`elettrico, ma anche dell`idrogeno. Al contempo, per preservare la competitività delle esportazioni, occorrono investimenti pubblici in opere infrastrutturali, che assicurino innanzitutto sulla adeguatezza della logistica”.
“I problemi più delicati – aggiungono i due sindacalisti della Uilm – li avvertiamo purtroppo in importanti imprese dell`indotto che dipendono in tutto o in parte dalla fabbrica abruzzese di Stellantis, come la Marelli di Sulmona, la Denso di San Salvo o la Baomarc di Atessa. Chiediamo di impiegare le risorse già stanziate nell’automotive per supportare le imprese della componentistica negli investimenti necessari al loro rilancio, nonché di rafforzare il sistema di ammortizzatori sociali indispensabile per scongiurare il rischio di chiusure e di licenziamenti, che ha già colpito il territorio pochi anni or sono con il drammatico caso della Honeywell”.
E.G.

























