“L’approvazione del parere del Comitato Europeo delle Regioni, redatto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, conferma che le tutele del nuovo Codice appalti italiano – su clausole sociali, contratti collettivi e responsabilità nelle filiere – possono diventare un modello di riferimento anche a livello europeo, in particolare per quanta riguarda clausole sociali, rispetto dei contratti collettivi di lavoro, responsabilità lungo le filiere”. Così dichiara Alessandro Genovesi, responsabile nazionale della contrattazione inclusiva e degli appalti della Cgil, ricordando che “gli appalti pubblici valgono circa il 14% del Pil dell’Unione europea e che quasi la metà di tale spesa è gestita dalle amministrazioni locali e regionali”.
“Il sindaco di Roma – sottolinea Genovesi – ispirandosi anche agli accordi sottoscritti con il sindacato per il Giubileo prima e gli appalti di servizi poi, ha richiamato l’attenzione sull’importanza delle clausole sociali, della possibilità per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività in house e in un rapporto pubblico-pubblico che metta al centro la qualità dei servizi ai cittadini, senza che questo costituisca un freno alla concorrenza”. “Soprattutto – prosegue – il parere approvato dal Comitato Europeo sottolinea come si debba superare la logica degli affidamenti al minor prezzo e rafforzare, con definizioni più stringenti, l’Offerta Economicamente più vantaggiosa, permettendo agli enti locali di utilizzare gli appalti per promuovere occupazione stabile e di qualità”.
“Infine – continua Genovesi – sono da evidenziare le raccomandazioni relative ai consorzi di imprese, per i quali si richiede il possesso di capacità tecniche e operative in capo alle singole aziende e una forte tutela dei lavoratori contro ogni forma di dumping e concorrenza sleale. Significative anche le raccomandazioni per la limitazione del subappalto a cascata, per la parità di tutele tra lavoratori in appalto e in subappalto e per una maggiore responsabilità di committenti e appaltatori principali”.
“Il parere – conclude Genovesi – segna una distanza dalla maggioranza italiana al Parlamento europeo, contraria a nuove regole sui subappalti, e dimostra una maggiore attenzione degli enti locali alla tutela del lavoro e alla qualità degli appalti”.


























