No, il Fisco non ha addestrato l’intelligenza artificiale per scovare gli evasori. Almeno, non ancora. Lo precisa una nota dell’Agenzia delle Entrate, smentendo notizie di stampa che riferivano di presunti controlli da parte del Fisco sui social network dei contribuenti tramite l’uso dell’intelligenza artificiale. L’Agenzia delle entrate precisa che “si tratta di ricostruzioni giornalistiche del tutto fantasiose e che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti”.
Spiega la nota: “In primo luogo, nell’ordinamento italiano non è prevista la possibilità di scaricare i dati presenti sui social network (cd. data scraping) e, pertanto, l’Agenzia non ha mai assunto alcuna iniziativa in tal senso.
Inoltre, non corrisponde al vero che esista un algoritmo denominato “Verifica rapporti addestrati” che analizzi automaticamente i dati di dettaglio dei movimenti bancari, come bonifici, spese, versamenti o “acquisti di beni di lusso” effettuati dai contribuenti.
Più in generale, a garanzia di una corretta informazione ai cittadini, è doveroso sottolineare che l’Agenzia delle entrate agisce nel pieno rispetto delle norme in materia di trattamento dei dati personali e della legge n. 132/2025, che proibisce l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la creazione di provvedimenti amministrativi”.
























