Hanno registrato una altissima partecipazione le assemblee negli stabilimenti Electrolux di Susegana, primo appuntamento con i lavoratori dopo l’incontro al Mimit sulla crisi del gruppo. Nel corso delle assemblee è stata ribadita la posizione unitaria dei sindacati dei metalmeccanici, Fiom, Fim e Uilm, e di tutti coloro che al momento si sono mobilitati per il futuro di oltre 4500 lavoratrici e lavoratori in tutto il territorio nazionale. Il concetto espresso durante gli incontri con i lavoratori è che il piano va ritirato integralmente perché non rappresenta un progetto industriale ma un pesante ridimensionamento della presenza produttiva di Electrolux in Italia.
“Il primo risultato ottenuto grazie agli scioperi e alle iniziative di mobilitazione – ha sottolineato Antonio Silvestri, che per la Fiom segue la vertenza- è che oggi politica, istituzioni e autorità locali convergono sulla necessità di ritirare il piano di disimpegno dal Paese. Solo togliendo la ‘pistola alla tempia’ dei 1.719 esuberi e fermando la dismissione di produzioni strategiche si può aprire una vera trattativa. Inoltre, un altro risultato ottenuto è stato l’impegno dell’azienda di non partire con azioni unilaterali fino al 15 giugno”.
Il prossimo 15 luglio è previsto un confronto al MIMIT con azienda e parti sociali, appuntamento che dovrà rappresentare un passaggio decisivo per aprire una discussione reale sul futuro industriale del gruppo in Italia. Per i sindacati quello presentato da Electrolux non è un piano industriale: prevede infatti meno produzione, meno siti, meno occupazione e nessun investimento di sviluppo, in pratica è solamente un piano di dismissione, affermano.
Le assemblee sono infatti entrate nei particolari i dei tagli prospettati, di cui 725 riguardano persone impegnate negli staff. Sono stati illustrati anche gli impatti previsti sui singoli stabilimenti italiani: per Porcia la cessazione della produzione lavasciuga e 256 esuberi; la chiusura totale di Cerreto D’Esi con 81 esuberi; a Forlì 241 esuberi e la cessazione della linea dei piani cottura; a Solaro, nonostante l’aumento dei volumi, 106 tagli; per Susegana, 310 esuberi operai.
Per Fiom. Fim e Uilm tutto questo è ‘’inaccettabile’’, tanto più, osservano, che la multinazionale, con questi tagli, ridimensiona drasticamente il gruppo proprio dopo aver investito milioni per renderlo competitivo. Investimenti sostenuti anche da risorse pubbliche regionali e nazionali, mentre, dal 2020 al 2024, sono stati redistribuiti centinaia di milioni di utili fra gli azionisti.
“Nessuna trattativa può iniziare con la minaccia degli esuberi sul tavolo – conclude Silvestri – Solo così si può aprire un negoziato vero al MIMIT il 15 luglio con una piattaforma seria e chiara su occupazione, siti, investimenti, innovazione”.
























