La proposta economica presentata da Fieg e Asig per il rinnovo del contratto dei poligrafici è ‘’uno schiaffo alla dignità di chi lavora’’: cosi i sindacati di categoria hanno respinto al mittente la cifra offerta dalle due associazioni datoriali. Proclamato immediatamente lo stato di agitazione nazionale in tutte le aziende, interrompendo le relazioni industriali e sospendendo ogni trattativa, comprese quelle sulle ristrutturazioni.
La rottura è avvenuta in seguito all’ultimo incontro del 19 maggio scorso, quando si è svolto il tavolo nazionale tra i sindacati del settore e le associazioni datoriali Fieg e Asig per il rinnovo del contratto dei Poligrafici. Riunione che avrebbe dovuto chiudere la trattativa sulla parte economica, ma le organizzazioni sindacali hanno giudicato inaccettabile la proposta delle aziende: e cioè un aumento complessivo di 120 euro, riparametrato all’ottavo livello, per un contratto valido sei anni, dal 2023 al 2028.
Secondo i sindacati, la cifra non è sufficiente a recuperare il potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita. Per questo, spiega la UilFpc, “la proposta è stata respinta con fermezza”. Aggiunge la Slc Cgil: “una cifra del genere significa ignorare deliberatamente che soltanto nel 2022 l’inflazione ha registrato un’impennata dell’8%”
Dopo l’incontro con Fieg e Asig le organizzazioni dei lavoratori hanno convocato (il 25 maggio scorso) un attivo unitario con i delegati, le strutture territoriali e lavoratori, per fare il punto e decidere assieme le prossime iniziative. E la decisione è stata appunto quella di proclamare lo stato di agitazione. “La crisi del settore non può ricadere solo sui lavoratori, già colpiti da ristrutturazioni e ammortizzatori sociali”, avverte la Uilfpc. A sua volta, la Slc Cgil ribadisce che “la mobilitazione andrà avanti, usando questo e tutti gli strumenti in nostro possesso, fino a quando non avremo una base dignitosa su cui ristabilire il confronto”



























