L’Ocse rivede al ribasso le prospettive di crescita dell’economia italiana nell’ultimo Economic Outlook. Per il 2026 il Pil è ora atteso in aumento dello 0,5%, mentre per il 2027 la crescita viene stimata allo 0,6%, entrambe le previsioni inferiori di 0,1 punti percentuali rispetto alle stime formulate a dicembre. Rispetto all’aggiornamento intermedio di marzo, tuttavia, la previsione sul 2026 è stata ritoccata al rialzo dallo 0,4% allo 0,5%, mentre resta invariata quella sul 2027.
A livello globale, l’organizzazione parigina ha ridotto di 0,1 punti la stima di crescita per quest’anno al 2,8%, mentre ha rivisto al rialzo di 0,1 punti quella per il 2027 al 3%. Per l’area euro sono confermate le previsioni di espansione dello 0,8% nel 2026 e dell’1,2% nel 2027.
Sul fronte dei prezzi, l’Ocse segnala un’accelerazione dell’inflazione in Italia, attribuita anche alle ricadute del conflitto in Medio Oriente. Dopo l’1,6% registrato nel 2025, il tasso d’inflazione è previsto salire al 3% nel 2026 per poi ridursi al 2,2% nel 2027. Le nuove stime risultano sensibilmente superiori a quelle formulate a dicembre, quando l’organizzazione indicava un’inflazione all’1,7% per quest’anno e all’1,8% per il prossimo.
Migliorano invece le prospettive del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, pari in media al 6% nel 2025, dovrebbe scendere al minimo storico del 5,4% nel 2026, per poi risalire leggermente al 5,6% nel 2027. A dicembre l’Ocse prevedeva un livello del 6% sia per il 2026 sia per il 2027.
Per quanto riguarda i conti pubblici, l’Italia dovrebbe riportare il deficit sotto la soglia del 3% del Pil già nel 2026, al 2,9%, in linea con i parametri del Patto di stabilità. Il disavanzo è poi previsto in ulteriore calo al 2,8% nel 2027, dopo il 3,1% stimato per il 2025. Le nuove stime risultano meno favorevoli rispetto a quelle di dicembre, quando l’Ocse indicava un deficit al 2,7% nel 2026 e al 2,6% nel 2027.
Resta invece elevato il livello del debito pubblico. Secondo l’organizzazione, il rapporto debito-Pil passerà dal 137,1% del 2025 al 138,8% nel 2026, per poi ridursi marginalmente al 138,6% nel 2027. L’Ocse sottolinea che l’aumento registrato nel 2025 è stato determinato anche dai persistenti effetti di cassa dei generosi crediti fiscali concessi negli anni scorsi per le ristrutturazioni edilizie, in riferimento al superbonus.
Nella scheda dedicata all’Italia, l’organizzazione evidenzia inoltre gli effetti positivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), la cui accelerazione ha portato gli investimenti pubblici oltre il 3,8% del Pil, il livello più alto registrato negli ultimi 35 anni.

























